Sisma, l’inverno del nostro scontento
VIAGGIO NEL LATO OSCURO DELLA PAURA E NELLA DIFFIDENZA - Le criticità e i passaggi poco chiari del Decreto Legge ‘cento pagine’. La mancata sospensione degli effetti dell’abuso edilizio per le casette edificate su aree proprie. Le modalità controverse del risarcimento dei danni ‘a credito d’imposta’. Lentezza e burocrazia. Parlano (ed accusano) due ex sindaci: Venanzo Ronchetti (Serravalle di Chienti) e Dario Conti (Camerino). Intanto Unicam presenta a metà mese il progetto per fare del cratere sismico una seconda Livigno: sabato atteso il viceministro Nencini
Dal nostro inviato
Maurizio Verdenelli
“L’ultima brutta notizia? Da un’ora all’altra è stata chiusa la farmacia comunale, trasferita a Casenuove. Motivo? Ristrutturazione. Eppure i locali sono moderni. Inoltre la farmacia è stata soltanto di recente trasferita da una precedente sede”. “Fatevi dare un container, promuovete una raccolta firme, subito…!”. All’allarme di Dante Santoni, titolare dell’albergo ‘Lieta sosta’ di Colfiorito e parte attiva della ‘combattiva’ comunità colfioritana a metà tra Marche ed Umbria, ecco pronto il consiglio di uno che di emergenze s’intende, l’ex sindaco di Camerino ed ex assessore provinciale di Macerata, Dario Conti, che, lontano dalle sue dimore inagibili nella Città ducale e a Fiastra, vive a Castelraimondo. “Ormai per i farmaci ci rivolgiamo a Serravalle di Chienti, molto più vicino rispetto a Casenuove: per raggiungerla, lungo la ‘vecchia’ statale ormai ci si impiega più tempo che arrivare a Foligno, a 10 minuti di auto” fa Dante.
L’inverno del nostro scontento in attesa del sole dell’estate che porterà, si spera, le agognate casette di legno ha finora generato malumori, diffidenze (chi non sa sospetta, scriveva messer Niccolò Machiavelli) ed un carico annunciato di neve e gelo che ha imbiancato case, palazzi, centri storici, monumenti e musei in rovina. Per il momento continuano infatti a restare ‘bruttine’ le notizie dalle retrovie del terremoto “anche se qui l’abbiamo sentito fortissimo e qualche danno l’ha fatto” aggiunge l’albergatore di Colfiorito, epicentro delle scosse, 19 anni fa: “La superstrada nonostante le Cassandre, s’è rivelata un’opportunità per il turismo locale ed un supporto cruciale per far fronte alla crisi attuale”. Già, il turismo. ‘Il Corriere dell’Umbria’, il più diffuso quotidiano regionale, il giorno dopo capodanno ha titolato: “Il 2017 parte col turismo ko” e riferendo, 24 ore dopo, della scossa di 4.1, epicentro a Spoleto, a tutta pagina ha strillato: “Non se può più”. E ieri, fedeli della diocesi Spoleto-Norcia, accompagnati dal vescovo Renato Boccardo insieme con amministratori dei comuni del ‘cratere sismico’ sono stati ricevuti in Vaticano da Francesco (leggi) mentre il 14 prossimo saranno battezzati tutti i bambini nati dal 24 agosto in poi nella diocesi di Rieti, dove Amatrice ed Accumoli piangono 260 vittime del terremoto. Tuttavia pure la provincia di Macerata, la più colpita dal sisma del Centroitalia (parola di Matteo Renzi e Vasco Errani) conta 700 ispezioni al giorno da parte dei vigili del fuoco che ha fatto del capoluogo il proprio quartier generale nazionale: 24.000 da quest’estate, quando in un anno contano non sono più di 7.000 ispezioni.

Dante Santoni, Maurizio Verdenelli, Dario Conti e Venanzo Ronchetti
“Intanto il 14 prossimo –dice Conti- avremo finito il nostro lavoro all’Università di Camerino, a Giurisprudenza. Il rettore Flavio Corradini si è dimostrato entusiasta e ha impresso alla proposta di defiscalizzazione del cratere sismico un’accelerazione, come lui sa fare. Dietro c’è un nutrito gruppo di docenti, a cominciare dal direttore della scuola di Giurisprudenza, Antonio Flamini. Ci siamo già riuniti e sabato aspettiamo a Camerino l’arrivo (previsto alle ore 16) del viceministro alle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini. Dell’iter del progetto di legge che scaturirà dal gruppo Unicam, si farà carico l’on. Oreste Pastorelli (leggi l’articolo). Tengo a chiarire un fatto sostanziale: la nuova, auspicata leva fiscale dovrà interessare tutti i 131 comuni del ‘cratere sismico’ che comprende quattro regioni. A sostenere l’iniziativa saranno così chiamati tutti i parl
mentari di Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo: l’unione fa la forza”.
Dice Venanzo Ronchetti, indimenticato ‘sindaco del terremoto’ del 97: “Sarebbe bello che il gruppo dell’università di Camerino lavorasse di pari passo con un analogo staff di Unimc dove c’è il professor Giuseppe Rivetti che di recente, insieme con il sindaco di Ussita, ing. Marco Rinaldi, ha proposto la defiscalizzazione per far ripartire l’economia delle zone terremotate. Anche se…il primato dell’iniziativa spetta a me, quando da sindaco serravallese, la proposi nel giugno del Duemila al Presidente Carlo Azeglio Ciampi. ‘Possono essere utili sgravi tributari o addirittura un particolare regime fiscale che incoraggi investimenti e occupazione’ scrisse il giornalista Daniele Pallotta sul ‘Corriere Adriatico’, riferendo del mio incontro con il Capo dello Stato in visita in paese. Il ‘pezzo’ era così titolato: ’Serravalle zona franca come Livigno’”.
Che le rispose Ciampi?
“Era supermotivato, parlò della necessità di una superstrada che arrivasse fin qui in montagna ricordando le sue ‘scarpinate’ quand’era un ispettore della Banca d’Italia maceratese e per quanto riguarda …Livigno mi assicurò il suo impegno: ne avrebbe parlato con il Governo”. Ugualmente ha fatto, le settimane scorse, ad Ussita il Presidente Sergio Mattarella parlando con il professor Rivetti, speriamo che stavolta vada meglio… Dario Conti: “Altrimenti chi continuerà o verrà qui ad investire? Il caso Arquata con il ‘dono Della Valle’ come l’ha definito Renzi è destinato, in assenza di altri interventi, a restare isolato nonostante che l’imprenditore di Casette d’Ete abbia generosamente invitato i colleghi a seguire l’esempio (Ronchetti: ‘Magari, altrimenti per la montagna stavolta è la fine!’). Anche e sopratutto per il commercio sarebbe una ‘mano santa’ con prodotti in vednita non gravati dall’Iva. E c’è soprattutto dell’altro…”
Cosa?
“La nostra gente sta rientrando dalle temporanee sistemazioni lungo la costa. Considerato che l’ospedale di Camerino è l’unico a non aver subito danni, chiedo a Luca Cerescioli anche nella sua doppia qualità di governatore/assessore alla Sanità di potenziare la struttura sia nel personale ad ogni livello sia nella strumentazione”. Concordi sono Conti e Ronchetti a chiedere il ritiro immediato della ‘scandalosa’ lettera/circolare della Regione che impone ai sindaci la demolizione delle casette di legno. “Lo Stato non ha neppure il gravame dell’autonoma sistemazione perché questi cittadini hanno provveduto a proprie spese. Occorre senz’altro che si sospenda il reato di ‘abuso edilizio’ eventualmente commesso dopo il 24 agosto. Qui siamo in emergenza pura. Perché Errani non ha pensato ad far inserire questo necessario provvedimento nel secondo decreto legge, quello delle 100 pagine? Il commissario parla di possibili insorgenze di favoritismi, di disparità di trattamenti: quali se lo Stato non ha oneri? Perché la Regione tace?”. Non sono d’accordo invece i due ex sindaci (socialisti ‘storici’) sulla valutazione dei nuovi container. “Certo sempre meglio delle tende, ma questi attuali, con bagno, docce e cucina centralizzati, e dunque multifamiliari non tutelano affatto la privacy. E poi tanta umidità: ricordo che quando protestai, nel ’98, per questo disagio l’allora governatore/commissario Vito D’Ambrosiofece arrivare a Serravalle 250 container” ricorda Ronchetti. Conti: “In realtà nei nuovi container i servizi sono inclusi. Non c’è dunque bisogno di uscire all’aperto: queste strutture sono come alberghi dove tutto è piuttosto confortevole”. Di pari passo invece, Conti e Ronchetti, sulle ‘criticità’ del Decreto Legge. Il 30 novembre, a Macerata, Errani e Renzi avevano risposto agli amministratori marchigiani che avevano espresso ipotesi migliorative: “Il DL a questo punto, non si può toccare: interverremo con il Milleproroghe”.
Dice l’ex sindaco di Camerino: “Tuttavia certi passaggi, fondamentali, sono rimasti oscuri. Chiaro il concetto che tutte le ristrutturazioni edilizie saranno finanziate al 100%. Già, come? Qui sta il busillis visto che non si parla, come nel 97, di finanziamenti ‘a fondo perduto’ ma di credito d’imposta. E’ un discorso che vale esclusivamente per le banche, essendo l’Abi il grande intermediario, oppure anche per il singolo? E se questo fosse senza reddito?”. Ronchetti: “Nel ’97 il sottosegretario alla Protezione civile, Franco Barberi si premurava di spiegare i contenuti della legge per la ricostruzione. Adesso? Le popolazioni colpite dalla calamità brancolano nel buio, necessitano di ‘lumi’, che mancano”. Conti: “Al momento abbiamo di fronte una burocrazia pesante con tempi ugualmente pesanti con fast verbali, presunti conflitti d’interessi tra perito ed eventuale progettista, con le liste dei costruttori bloccati. Eppure 19 anni fa non ci furono infiltrazioni mafiose. E lo strumento dell’offerta ‘economicamente più vantaggiosa’?” Ronchetti: “Dov’è finita la ricetta dell’indimenticabile assessore regionale Bruno Di Odoardo: il Palazzo tra la gente?”
Camerino? Incalza l’ex primo cittadino: “Abbiamo bisogno qui del Ccr, che resta invece a Macerata! Inoltre quando si penserà a ricostruire Camerino (ci vorranno forse 15 anni) il Prg dovrà di necessità disegnare aree per le casette di legno, non più palazzi a 5 piani, e centri commerciali a ridosso. Non più un tessuto urbano sfilacciato, ma compatto”.
Intanto la ‘terra dei terremoti’ si mobilita, torna l’antica amicizia tra i paesi che rischiano di scomparire con il polo folignate e quello camerte. E vola il tam tam. Il presidente di Anci Prociv Umbria, l’assessore folignate Emiliano Belmonte ha incontrato i parlamentari della regione per un piano che preveda 1) scuole fuori dal centro storico; 2) sblocco delle assunzioni negli uffici di Protezione civile; 3) comunicazione che salvi la stagione turistica; 4) finanziamenti per risanare edifici non agibili del ’97, aggravitisi con le ultime scosse.
Conclude Ronchetti: “Tutti problemi che abbiamo in comune, in Umbria però stanno muovendosi prima. Grave il problema delle seconde case ammesse al finanziamento nel ’97 e che finora non hanno ricevuto nel tempo né una lira né tantomeno un euro. Ho scritto in proposito al Presidente Giorgio Napolitano che mi assicurò in tal senso, ma oltre alla trasmissione della mia lettera all’allora capo della Protezione Civile, Bertolaso, più nulla. A metà settembre, alla presentazione della mia biografia (“Il ragazzo e l’altopiano” Ilari Editore) a Civitanova, Cerescioli mi ha di nuovo assicurato. Sembra tuttavia che problema debba rimanere eternamente secondario…”.
Esiste da ultimo tuttavia una concreta speranza. Oggi è il gran giorno della Befana, una festa di nuovo in calendario proprio su input di una studentessa di Serravalle di Chienti, Alessandra Conti (leggi l’articolo) che nell’82 in visita al Viminale con la sua classe – tra i compagni di classe, Gianluca Pasqui, sindaco di Camerino e tra i promotori-accompagnatori, lo stesso Venanzo Ronchetti- postulò con efficacia al Presidente Sandro Pertini il ‘ripristino’ della simpatica vecchietta tra i ‘santi’ (laici).


A Livigno chiederanno un’università.