L’arte dei Sibillini ad Osimo,
la mostra di Sgarbi anticipa la chiusura

TERREMOTO - Firmato il protocollo d’intesa per la valorizzazione dei beni del polo museale ferito dal sisma. “La Regione creerà un percorso, simile a quello pensato per l’anno giubilare con le 5 grandi mostre” assicura l’assessore Pieroni. La provocazione del sindaco di San Ginesio: “Facciamo della cultura la nostra ‘fabbrica’ a lungo termine. Lo stabilimento Tod’s di Arquata non durerà più di 10-15 anni”. "Le stanze segrete" chiuderà l'11 dicembre
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La firma del protocollo d'intesa tra Osimo e i comuni dei Sibillini

La firma del protocollo d’intesa tra Osimo e i comuni dei Sibillini

La direttrice dei musei Daniela Tisi

La direttrice dei musei Daniela Tisi

 

Osimo apre le porte all’arte dei Sibillini e chiude in anticipo la mostra “Le stanze segrete” di Sgarbi per accogliere le opere rimaste senza casa in seguito al terremoto. Il sindaco di Osimo  Simone Pugnaloni ha firmato  un protocollo d’intesa con i comuni della Rete museale dei Sibillini (Loro Piceno e San Ginesio i comuni maceratesi oltre a Montefortino, Montefalcone Appennino, Smerillo, Monte Rinaldo, Montelparo, Montalto delle Marche) per il deposito temporaneo a Palazzo Campana delle opere custodite in musei e pinacoteche dei Comuni terremotati. La finalità dell’operazione  è la valorizzazione delle opere per tenere accesi i riflettori sul dramma terremoto.

Il sindaco Pugnaloni ha annunciato nel corso dell’incontro che la mostra “Le stanze segrete” curata da Vittorio Sgarbi la cui chiusura era stata prorogata al 15 gennaio chiuderà i battenti in anticipo, l’11 dicembre, proprio per consentire il deposito e la valorizzazione dei tesori recuperati dopo il sisma.

 

15073300_10209753913316058_6868649320627071610_n“Abbiamo chiesto a Vittorio Sgarbi quale fosse la via migliore per valorizzare il patrimonio del polo museale dei monti Sibillini. Lui si è messo a disposizione per anticipare la chiusura della sua mostra a Palazzo Campana all’11 dicembre. Una parte dei biglietti d’ingresso andrà al polo museale dei Sibillini per aiutare la ricostruzione e valorizzare i luoghi, una parte servirà per coprire i costi dell’allestimento già dal periodo delle festività natalizie”. Il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni ha sposato subito e per primo l’idea di muovere tutte le leve per far vivere il ‘museo in adozione’ delle opere d’arte provenienti dai Sibillini. Stamattina ha ospitato a palazzo comunale i sindaci delle città comprese nel cratere del sisma per firmare con loro, la Regione e l’Istituto Campana. il protocollo che impegna le istituzioni alla valorizzazione di questo patrimonio culturale.

Il merito dell’accelerazione sulle procedure va riconosciuto al presidente dell’istituto Campana di Osimo, Raimondo Orsetti, dirigente regionale con ampia esperienza nel management culturale, che ha avuto l’intuizione di distribuire sul territorio marchigiano le opere d’arte ‘sfollate’. Nella città dei senza testa oltre alle 34 tele della Pinacoteca di San Ginesio già in deposito, è atteso l’arrivo di dipinti da Montefortino e Monte Rinaldo. Saranno tutti esposti in mostra al secondo piano di Palazzo Campana, da dicembre. “La mostra durerà il tempo che servirà in parte per ricostruire, in parte valorizzare e rendere agibili a tutte le pinacoteche dell’area colpita dal terremoto. – ha puntualizzato Pugnaloni – E’ un gesto di solidarietà e fratellanza che la città di Osimo vuole esprimere” Simone Pugnaloni, come sindaco di Osimo, a ospitato. Dopo l’arrivo delle opere della pinacoteca di San Ginesio arriveranno

15078692_10209753899555714_8425788475745705285_nOsimo fa quindi da apripista al progetto che coinvolgerà anche altre realtà marchigiane. Lo ha garantito nel suo intervento l’assessore regionale Moreno Pieroni. “L’iniziativa osimana sarà replicata come messaggio forte della solidarietà. Come Regione abbiamo già iniziato il percorso. Già da mercoledì prossimo ci confronteremo con tutti gli assessori alla cultura di tutti i territori colpiti dal terremoto. – ha annunciato- Fino al 24 agosto i dati del turismo marchigiano erano in crescita del 5% rispetto all’anno precedente, poi c’è stato il tracollo. La Regione farà la sua parte e sta ragionando per creare un percorso, simile a quello pensato per l’anno giubilare con le 5 grandi mostre di Osimo, Loreto, Ascoli Piceno, Senigallia e Ancona. Vogliamo creare altri grandi eventi, di respiro nazionale e internazionale, con le opere dell’immenso patrimonio dei Sibillini con manifestazioni collegate ai territori che quelle opere esprimono”

E’ spettato, invece, alla direttrice del polo museale dei Sibillini, Daniela Tisi, ripercorrere con una breve cronistoria tutte le tappe del dramma dalla prima scossa di agosto a quelle di ottobre. “Abbiamo ricevuto tante offerte di solidarietà da Milano ma preferiamo anche per questioni logistiche lasciare le opere sul territorio marchigiano. Delle 12 strutture museali solo 4 erano ancora aperte al pubblico dopo agosto – ha ricordato- Poi c’è stato il colpo di coda, con la scossa del 30 ottobre, e stiamo ancora in fase di valutazione delle strutture. Le stiamo mettendo in sicurezza insieme all’unità di crisi, alla Soprintendenza, ai carabinieri del nucleo tutela del patrimonio artistico e e a volontari di Legambiente. Ho vissuto in prima persona lo sgomento e lo sconforto nel redigere le schede per l’unità di crisi, Questo protocollo che firmiamo con Osimo è una pietra miliare perche mette in luce le Marche più belle nel gesto di solidarietà”.

15094931_10209753902075777_456793207293061098_nAnche il soprintendente archeologo delle Marche, Gabriele Barucca, ha posto l’accento sulla criticità che “ora – ha detto- riguarda soprattutto i musei, ma con esperienze come questa del protocollo o come del deposito messo a disposizione a Matelica, potrà essere gestita bene. Il problema si risolve però cercando di spingere le istituzioni per non disperdere il grande patrimonio diffuso, chiese, paesaggio, salvaguardando il tessuto meraviglioso del turismo colto e internazionale che ci stava seguendo. Dobbiamo far rivivere quanto prima il territorio. Non dobbiamo scoraggiarci, ma tornare sui territori con tempismo, collaborando insieme, anche con le Curie cercando di smussare i piccoli naturali campanilismi”

Un messaggio subito mutuato da Domenico Ciaffaroni,, sindaco capofila del polo museale. “Come avvenne nel ‘97 sarà importante dare risposte immediate per rendere il prima possibile tutto fruibile – ha evidenziato il primo cittadino di Monteforito – Dell’ultimo decreto del governo valuto in senso: ben venga è ora di rimboccarsi le maniche”. Il collega di San Ginesio, Mario Scagnetti, ha concordato sulla necessità di accelerare gli interventi. “Ciò che sta emergendo è qualcosa di straordinario, nell’aspetto umano e della solidarietà. – ha ribadito il sindaco ginesino – Questa soluzione sarà la vita per le nostre pinacoteche, adesso e domani. In qualche modo i nostri centri storici dovranno riaprire, quello di San Ginesio è tutta una zona rossa. Il problema è grave ma noi ripartiremo perché De Magistris, le sue opere, possono fare economia a San Ginesio, ma noi da soli non ce la facciamo. Bisogna organizzare qualcosa che faccia credere e capire che nei borghi si vive bene”.

15135733_10209753908155929_4603365045861061598_nE per rafforzare il concetto ha lanciato un bonaria bordata all’iniziativa che l’imprenditore Diego della Valle entro un anno metterà in campo ad Arquata. “Qui a San Ginesio non abbiamo la Guzzini o la Tod’s – ha ricordato Scagnetti- abbiamo le scuole e la cultura che se per un motivo viene a mancare è un problema. Leggo che Della Valle aprirà uno stabilimento ad Arquata e sono felice per gli amici di Arquata. Mi domando però quanto durerà questa esperienza? Se una fabbrica ha un tempo medio di 10-15 anni e noi non possiamo avere un tempo così poco lungo perché significherebbe mettere il dito sulla nostra fine. Dobbiamo immaginare qualcos’altro che non può che nascere dalla storia e della cultura, da quello che noi siamo. Convinciamoci di questo e facciamone la nostra ‘fabbrica’ perché questo dà vita, lavoro, visibilità e futuro. Una scarpa no”.

Il sindaco di Monte Rinaldo, Giammario Borroni, è tornato, infine, a ringraziare per “lo spirito fraterno che è emerso nell’emergenza. E’ l’unica cosa che ricorderò di positivo di questo anno- ha concluso- E’ necessario ripartire e dobbiamo fare rete. Abbiamo bisogno di appoggi e dobbiamo semplicemente continuare ad essere marchigiani”. E’ seguito il rituale delle firme del protocollo e delle foto-ricordo. L’alba di un nuovo giorno.

(mpc)

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Sisma e opere d’arte: Osimo accoglie le tele di San Ginesio



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