E’ morto Max Fanelli,
lottava per l’eutanasia

Il 56enne di Senigallia era malato di Sla. Messaggio postumo su Fb: "Mi auguro solo di aver lasciato una voglia, un desiderio, una necessità". Le condoglianze e l'impegno del presidente del consiglio regionale Mastrovincenzo per le legge sul fine vita. Il funerale in rito civile ci sarà giovedì alle 17,30 al Teatro La Fenice L'orario rimane invariato alle 17.30.
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Max Fanelli

Max Fanelli

Massimo Fanelli per tutti Max, malato di Sla 56enne di Senigallia è morto stanotte. Fino all’ultimo ha proseguito la sua battaglia per la legge sul fine vita e l’eutanasia legale con la campagna “Io sto con Max”. Comunicava sui social solo grazie al suo occhio destro e proprio lo scorso 16 luglio aveva scritto: “La Sla sta indebolendo il mio occhio destro, mentre una nuova infezione alla cornea non mi fa leggere né scrivere. Tutto è troppo!”. Era ricoverato da alcuni giorni all’ospedale di Senigallia per l’aggravarsi della sua situazione. Tantissimi i messaggi di cordoglio sulla sua bacheca di Facebook stamattina dove è comparso anche un suo messaggio postumo: “Oggi 20 luglio ho lasciato questo mondo. Con il corpo certo, con l’anima spero di no. Mi auguro solo di aver lasciato una voglia, un desiderio, una necessità. Quella di lottare per le ingiustizie sociali, con determinazione, studio e persistenza, guidati sempre dall’amore per la vita. In questo modo sarò sempre con voi. Max”. 

Il funerale in rito civile ci sarà domani giovedì alle 17,30 nell’auditorium San Rocco in piazza Garibaldi  a Senigallia. 

(per motivi logistici di spazio la celebrazione è stata spostata al Teatro La Fenice di Senigallia. L’orario rimane invariato alle 17.30).

Come desiderio di Max non fiori ma opere di bene per I Compagni di Jeneba Onlus www.compagnidijeneba.org

Max Fanelli

Max Fanelli

Immediate le condoglianze del presidente dell’assemblea legislativa Antonio Mastrovincenzo: «La battaglia che ha condotto coraggiosamente in questi anni ha permesso di scuotere le coscienze di cittadini e amministratori su un tema delicatissimo come quello del “fine vita”. Il Consiglio regionale delle Marche si è impegnato unanimemente a sollecitare più volte il Parlamento a legiferare su questa delicata materia. Mi auguro che il ricordo, le sofferenze, l’ostinazione e il coraggio di Max Fanelli spingano ora i nostri legislatori ad approvare in tempi rapidi una legge che sarebbe prima di tutto un atto di civiltà. Un grazie pieno di riconoscenza a Max e un affettuoso abbraccio alla sua famiglia». Dario Conti, presidente della federazione Psi Macerata e da sempre vicino a Fanelli nella sua battaglia per il diritto al fine vita dice in una nota: «Ha finito di soffrire, ciò che non gli ha consentito la politica. La politica, che sui temi etici e di civiltà, arriva, se arriva, sempre in ritardo». Il ddl sul fine vita, dice, «è da troppo tempo fermo, inspiegabilmente, in parlamento. La battaglia di Max non si fermerà con la sua morte, ma dovrà continuare fino a che la proposta di legge non sarà approvata dalle due camere. Impegnerò il mio partito, il Psi, ad incalzare le altre forze politiche ed il parlamento affinché se ne discuta entro l’anno e la si approvi. Una legge che andrebbe incontro alle esigenze, se lo vorranno, come Max, di tutti quei malati terminali».Da Milano Marco Cappato, promotore della campagna “Eutanasia legale” dell’associazione Luca Coscioni, ricorda in una nota l’uomo che «si è battuto fino all’ultimo per la libertà. Aveva vissuto aiutando gli altri. Con lo stesso spirito e lo stesso coraggio ha affrontato la Sla, come fece Luca Coscioni: offrendo il proprio corpo e la propria malattia come strumento di conoscenza, di dibattito e di lotta per la riforma di leggi ingiuste, che impediscono la libertà e responsabilità delle scelte sulla fine della vita. E’ anche grazie alla sua scelta di iniziativa nonviolenta di autoriduzione dei farmaci, nonché di esposizione pubblica del suo corpo malato se il Parlamento italiano ha avviato, pur con grande lentezza, la discussione sul testamento biologico e sull’eutanasia». Resta ora l’impegno dell’associazione «a continuare la lotta che Max ha portato avanti, fino a quando quel Parlamento, dove in tanti suoi amici e sostenitori hanno fatto risuonare le sue parole in questi anni, non si sarà assunto le proprie responsabilità di una buona legge per vivere liberi fino alla fine. Oggi più che mai, noi stiamo con Max».

ceriscioli tweet fanelli

Laura Boldrini con Max Fanelli

Laura Boldrini con Max Fanelli

Si unisce al cordoglio anche il Partito democratico delle Marche a voce del segretario Francesco Comi per cui la scomparsa di Fanelli spinge a una riflessione: «se la politica finora ha titubato – dice – ora non possiamo più permetterci di aspettare. La battaglia di Max è una battaglia di tanti, di tutti. A noi il dovere assoluto di portarla a compimento. Perché un Paese civile deve tutelare la dignità umana, in qualsiasi situazione, specie in quelle più dolorose, come il fine vita». Il presidente del gruppo Pd della Regione Gianluca Busilacchi spera che «quanto prima entri in vigore una legge specifica, in nome della tenacia di Max e del rispetto della dignità umana». Il governatore Luca Ceriscioli affida il suo ricordo del 56enne a un tweet: «Resterà con noi il suo amore per la vita, il suo coraggio, il suo impegno per i diritti civili e le sue battaglie». Anche la presidente della Camera Laura Boldrini, che aveva fatto visita a Fanelli nella sua casa di Senigallia, ha pubblicato sul social network una foto insieme a Max e un breve pensiero pieno di amarezza per la scomparsa dell’uomo e per lo stallo della legge sul fine vita: «#MaxFanelli è morto prima di vincere la sua battaglia su #eutanasia. Doppio dolore». Il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, sempre su twitter, promette: «Nel suo nome faremo una legge rispettosa sul fine vita».



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