Bunnul, il kebabbaro di corso Cavour:
“Il golpe turco? Tutto falso
Erdogan eliminerà i suoi avversari”

MACERATA - Il commerciante d'origine curda vive in città da dieci anni e teme per la sua gente. "Non escono di casa da otto mesi ma nessuno ne parla, ora sarà un grande problema. Il presidente è un dittatore, non vuole la democrazia. Uno dei generali arrestati è stato premiato tre settimane fa, è solo una messa in scena"
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Il negozio di kebab in corso Cavour

 

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Bunnul Sedat nel suo negozio

 

di Marco Ribechi

Colpo di stato in Turchia, c’è paura per le sorti del Paese e per la politica del presidente Erdogan. Il vento di violenza che si è alzato nella capitale turca Ankara, e nella capitale economica Istanbul, preoccupa i tanti abitanti della Turchia che hanno lasciato il Paese e che vivono con apprensione queste complicate e delicate ore. Anche a Macerata in molti hanno familiari o amici in Turchia, proprio come Bunnul Sedat, che gestisce un negozio di kebab in corso Cavour. Di origine curda, Bunnul conosce bene l’Europa e prima di trasferirsi in Italia ha lavorato per la televisione turca e a Bruxelles nei servizi sociali. Da 15 anni risiede nel nostro Paese e da dieci a Macerata. «E’ tutto un teatro, una finzione organizzata dal presidente Erdogan per eliminare i suoi nemici politici – spiega con veemenza l’uomo – per noi curdi ora il problema è doppio perchè proprio ieri Erdogan ha dichiarato che ci sarà solo una bandiera, un popolo e una lingua. Ma il dramma è anche per il popolo turco perché non ci sarà più democrazia nè libertà».

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Erdogan premia Akın Öztürk per il valore militare

Secondo Sedat il golpe è stata tutta una farsa. «Uno dei generali arrestati, Akın Öztürk, ha comandato il bombardamento della città di ‎Roboski‬ nel 2011 – continua l’uomo – in un raid aereo dove sono morte 34 persone. E’ stato inoltre premiato dallo stesso Erdogan con un alto riconoscimento circa tre settimane fa. Ci sono le foto. E ora è stato arrestato e gli hanno tagliato l’orecchio destro. E’ evidente che sono in combutta. Tra qualche mese lo rilasceranno, sono amici». Da vari mesi il popolo curdo vive sotto assedio nella città di Diyarbakır. «I miei amici non escono di casa da 8 mesi, vivono un incubo. Ma l’Europa se ne frega, non ne parla. I leader europei sono solo interessati ai mercati, alle possibilità di commercio. Io parlo bene il tedesco e tutti i giornali sostengono che il golpe è una buffonata. In Italia in pochi ne parlano ma ad esempio c’è un canale social turco che si chiama Fuat Avni che dice le cose come stanno. Sono costretti a rimanere anonimi perché è molto pericoloso per un giornalista opporsi a Erdogan. Lui è la rovina del paese, non solo per noi curdi, anche i turchi soffrono gli stessi problemi. Erdogan è un dittatore, lui non vuole parlare con i giudici, vuole azzerare il parlamento. Concentra tutto il potere su di sè. Del suo partito lo hanno abbandonato tutti, è rimasto solo. Mantiene il potere solo con il terrore».

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Nel negozio di Sedat la tv è costantemente sintonizzata sulle news dalla Turchia

Sedat sostiene che il golpe è stato organizzato per fare pulizia degli oppositori politici. «Credo che nei prossimi mesi moriranno altre 2 o 3mila persone, i nemici del potere. Il controllo di Erdogan si rafforzerà e per noi curdi sarà un grave problema». Ma Bunnul Sedat soffre anche per i golpisti uccisi in questi giorni di cui i telegiornali mostrano in continuazione le immagini. «E’ una vergogna, sono militari turchi ma mi fanno pena lo stesso. Tutti ragazzi di 20 anni uccisi. Lo avrei capito se fossero stati generali ad essere puniti, ma i soldati cosa c’entrano? Hanno ricevuto l’ordine di entrare a Istanbul con i carri armati e loro hanno obbedito, non fanno parte del complotto. Poi quando il falso golpe è finito sono stati umiliati e uccisi per dare dimostrazione della forza di Erdogan. A lui non importa di uccidere 200 o 300 persone. In Turchia c’è la leva obbligatoria, non sono militari di professione, magari erano nell’esercito solo da qualche mese». Sedat considera Erdogan un vero e proprio dittatore che vuole solo amministrare il potere senza discutere con nessuno. «I giovani, chi ha studiato, lo odia. Non vogliono essere rappresentati da questo presidente. L’Europa ovviamente sa tutto ma preferisce far finta di niente. E’ più facile fare affari con un dittatore che con un paese democratico dove il popolo è sovrano».

Il tentativo di golpe è avvenuto il 15 luglio quando alcune frange dell’esercito sono entrate a Istanbul prendendo due ponti e bombardando Ankara. Il presidente Recep Tayyip Erdogan, era però riuscito a sventare il tentativo di colpo di stato. In seguito è iniziato la caccia ai responsabili. Erdogan, in particolare, accusa l’imam Fethullah Gülen, 75 anni e gli ultimi 30 trascorsi negli Usa (lui nega di essere coinvolto). Migliaia le persone arrestate tra militari (numerosi colonnelli e generali), giudici, poliziotti, giornalisti, procuratori.

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I clienti nel negozio di kebab

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Il nipote di Bunnul Sedat, Omer Arslan

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Akın Öztürk, uno dei militari arrestati. Secondo Sedat è complice di Erdogan nel finto golpe



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