Pettinari dimesso dall’ospedale scherza:
“Stavo per immolarmi
per la riforma della Provincia”

MACERATA - Il presidente è uscito oggi dal reparto di medicina d'urgenza dove era ricoverato dopo l'incidente di martedì notte. "Ero andato ad Ancona per chiarire alcune pendenze sul trasferimento di competenze e risorse con la Regione. Poteva costarmi caro. Adesso occorre completare l'iter in pochi giorni". Domani l'ultimo Consiglio provinciale prima dello scioglimento del 1 giugno
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antonio pettinari ospedale

 

di Claudio Ricci

E’ un Antonio Pettinari acciaccato eppure più in forma di quanto si possa pensare quello che parla all’uscita dell’ospedale di Macerata, da dove è stato dimesso oggi pomeriggio, dopo il brutto incidente che lo ha visto coinvolto nella notte tra martedì e mercoledì sulla provinciale 24 a Recanati (leggi l’articolo). Molta paura ma per fortuna niente di serio. Solo alcune microfratture alle costole e allo sterno che però richiedono 30 giorni di prognosi e riposo assoluto. Una parola che non esiste nel vocabolario del vulcanico presidente di Provincia, l’ultimo a Macerata, prima dell’attuazione della riforma che ha trasformato gli enti locali in aree vaste.

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Il brutto incidente sulla provinciale 24 in cui è rimasto coinvolto Pettinari

L’incidente è avvenuto proprio di ritorno da Ancona dove Pettinari e gli altri presidenti di Provincia avevano incontrato il governatore Luca Ceriscioli, la Giunta e alcuni dirigenti regionali per dirimere le urgenti questioni sul trasferimento di funzioni e risorse alla Regione in attuazione della riforma Delrio e della legge di riordino delle competenze. Il tema terrà impegnato Pettinari anche durante la convalescenza. «E’ la questione per cui stavo per immolarmi. Poteva costarmi caro- scherza – In qualità di presidente dell’Upi avevo richiesto io la riunione con Ceriscioli. Ciò che mi preme adesso è soprattutto garantire i servizi ai cittadini. Ci sono molte difficoltà. Occorre accelerare su alcuni aspetti. Su tutti la riassegnazione di alcune competenze come le strade ex Anas o il ricollocamento della polizia provinciale che a distanza di due mesi non sono stati portati a termine. A questi si aggiungono i servizi sul territorio, le pendenze finanziarie, la destinazione e il passaggio degli immobili. Con gli altri presidenti riteniamo che si debba accelerare e portare a regime i rimborsi delle spese sostenute dagli enti nel 2015. E’ una partita complicata. Da parte del presidente Ceriscioli c’è impegno. Auspico che nei prossimi giorni si possa concludere l’iter ed evitare giochi tattici di riposizionamento».

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Domani in programma l’ultima seduta del Consiglio provinciale prima dello scioglimento

Domani il presidente non potrà prendere parte all’ultimo Consiglio provinciale in programma prima dello scioglimento dell’assise previsto per il 1 giugno. Mentre si voterà per il rinnovo delle cariche, compresa la presidenza entro il 30 agosto. «Volevo fare il punto della situazione proprio sul trasferiumento delle funzioni e su questa fase delicata – spiega Pettinari – E’ doveroso che i consiglieri non seguano sulla stampa le vicende. Durante il Consiglio ci sarà anche una disamina approfondita della riforma da parte di Giulio Maria Salerno direttore del dipartimento di Economia dell’Università di Macerata. Sul punto dell’accorpamento l’aspetto positivo emerso anche con i gruppi di minoranza è la volontà di andare dritti verso le 4 aree vaste con l’idea dell’accorpamento fra noi e Ascoli finalmente superata. Una volontà assodata che farà da paletto al Consiglio regionale in sede di future decisioni».

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Molte le testimonianze di affetto ricevute da Pettinari tra cui la visita del sindaco di Macerata Romano Carancini

Molti i sindaci, gli amministratori locali e regionali che in questi giorni hanno fatto la staffetta alla camera di ospedale di Pettinari. A partire dalla visita del sindaco di Macerata Romano Carancini, e quello di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, dell’ex questore Leucio Porto, del rettore di Unicam Flavio Coradini, fino alle telefonate del procuratore Giovanni Giorgio dei vertici di partito Lorenzo Cesa e Pier Ferdinando Casini («che dopo tanti mesi mi ha chiamato da Bruxelles») e alle parole spese durante la festa della Polizia dal questore Giancarlo Pallini.

All’uscita del reparto di medicina d’urgenza, dove lo aspettano per riaccompagnarlo nella sua casa di Santa Maria in Selva a Treia la moglie Paola e la figlia Ludovica, il presidente non risparmia parole di elogio per il personale sanitario che in questi giorni lo ha seguito nel ricovero.  «Due reparti, il pronto soccorso e la medicina d’urgenza dall’organico al minimo ma di notevolissima efficienza. Sono veramente grato a tutti dagli infermieri ai medici diretti da Alberto Zampolini. Si evidenziano due aspetti la passione per il lavoro e la qualità dell’assistenza condotta a livelli egregi nonostante il ritmo e l’intensità degli interventi. Il tutto senza penalizzare la professionalità e il rapporto umano. Si parla di potenziare gli spazi ma l’urgenza vera è integrare l’organico che oggi compie uno sforzo sovrumano per garantire un serivizio così efficiente».



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