Prosegue il confronto sui Sibillini,
Falcucci: “Uniti al Gran Sasso
per il Parco dell’Appennino”

MONTAGNA - Il sindaco di Castelsant'Angelo sul Nera, dopo la polemica nata dai divieti alle mountain bike, segnala le inadempienze dell'ente che "portano allo spopolamento"
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Un sentiero dei Sibillini

Un sentiero dei Sibillini

di Monia Orazi

Divieti alle mountain bike sui Sibillini (leggi), la polemica continua. Il Parco dei Sibillini risponde al sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci (leggi). “Il malessere delle popolazioni e il disagio degli amministratori impongono, dopo 23 anni dall’istituzione del Parco dei Sibillini, un immediato confronto per rivalutare l’intera questione ed apportare urgenti modifiche legislative volte a mettere al centro l’uomo, elemento essenziale per lo sviluppo e la conservazione della natura”, afferma deciso il primo cittadino di Castelsantangelo sul Nera. In una nota l’ente Parco specifica che l’adozione delle misure di conservazione dei siti Natura 2000, in cui sono ricompresi i divieti per mountain bike, campeggiatori ed animali al pascolo, “è obbligatoria in attuazione della direttiva comunitaria “habitat”, e a causa del ritardo nell’adozione, l’Italia (e non il Parco) è sotto procedura di infrazione da parte della Comunità Europea”. Nel comunicato si spiega che “va smentita l’osservazione del sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, che definisce “inesistente” il Piano del Parco. Anche se l’iter di approvazione non è completato, il piano è stato infatti già approvato dal Consiglio Direttivo del Parco e adottato dalle Regioni Marche e Umbria”. Per i divieti di percorrenza della zona A riguardo alle mountain bike l’ente spiega che “interessa sostanzialmente sentieri che raggiungono le creste più impervie dei Sibillini, come il monte Priora, il monte Vettore, il monte Sibilla e il monte Bove, e siti molto delicati, come il lago di Pilato e le Lame Rosse”, per “prevenire il rischio di una diffusione incontrollata di mountain bike nei siti sensibili e contenere i possibili fenomeni erosivi conseguenti, le misure di conservazione hanno previsto il divieto di transito con questi mezzi nella sola zona A”, dove si può passare “su strade sterrate d’alta quota, come quelle del Fargno, di Passo Cattivo e della Sibilla”, ricordando che esistono 386 km di sentieri da percorrere a piedi e 423 km su due ruote.

Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera

Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera

Falcucci non ci sta e a sua volta replica al Parco. “Il piano del parco è solo sulla carta, nulla viene detto o si trova sul sito circa il numero di quante osservazioni furono depositate dopo l’approvazione del 2002 del piano, quante sono state valutate, quante sono state respinte e quando verrà di nuovo riapprovato dal Consiglio Direttivo del Parco e trasmesso alla Regioni Marche e Umbria per la definitiva validazione e applicazione”, osserva Falcucci. Il battagliero cittadino segnala anche “il mancato aggiornamento di un altro importantissimo documento: il piano pluriennale economico e sociale per la promozione delle attività compatibili. Il citato piano, specifica competenza della Comunità del Parco, organo composto dai rappresentanti degli Enti locali, è stato approvato dal Consiglio Direttivo con delibera del 2001, e mai aggiornato – scrive nella nota – cosa aggiungere, se non che i reiterati appelli che ho periodicamente sollevato al riguardo, le note indirizzate al Ministero dell’Ambiente in proposito, alcune ancora rimaste senza risposta, sono iniziative tutte cadute nel silenzio più assordante”. Il sindaco lancia tutte le sue perplessità riguardo il comportamento dei vertici del Parco: “Tale inadempienza ha contribuito anche allo spopolamento della montagna in quanto le cosiddette attività compatibili, non trovano più sostenibilità economica se non vengono ridisegnate strategie e politiche del territorio consone ai tempi di oggi – afferma – il processo di accorpamento deve essere applicato anche per i Parchi Nazionali. Unire il Parco Nazionale dei Monti Sibillini con quelli del Gran Sasso Monti della Laga e Maiella, farebbe realizzare il Parco Nazionale dell’Appennino accogliendo così l’invito del progetto europeo denominato Ape (Appennino Parco d’Europa) e portando il nostro Paese all’avanguardia per l’attenzione alle aree protette”



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