“Condizioni sanitarie precarie”
Protesta dei richiedenti asilo

MACERATA - Una trentina di migranti, gestiti dall'Acsim, hanno manifestato in piazza della Libertà. Alcuni di loro sono in sciopero della fame finché le loro richieste non saranno accolte
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pakistani in piazza macerata (3)

pakistani in piazza macerata (1)

 

di Federica Nardi

Sciopero della fame per protestare contro i mancati pagamenti e le condizioni sanitarie precarie. E un viaggio, dall’entroterra a Macerata, per chiedere alla prefettura di intervenire. I richiedenti asilo, una trentina, tutti gestiti dall’Acsim, sono arrivati stamattina nel capoluogo. Una delegazione è stata ricevuta in Prefettura. Tra i problemi maggiori quello delle visite mediche per chi sta male, che in molti casi non sono state richieste, i vestiti – “un paio di jeans per otto mesi”, lamenta uno dei migranti, in attesa in piazza della Libertà a Macerata – e le condizioni precarie, aggravate dalla mancanza di soldi: “abbiamo ricevuto un solo dentifricio, poi ci hanno detto di comprarlo, ma non abbiamo soldi – racconta Muhammad Zubeir, 36 anni – alcuni di noi sono in sciopero della fame finché non si troverà una soluzione”. Una crisi del sistema accoglienza che si ripete sempre più spesso nel Maceratese (l’ultima protesta dei richiedenti asilo risale alla settimana scorsa), segnato anche dalla decisione della Regione, ottobre, di far pagare il ticket sanitario ai migranti. Una situazione segnalata alla prefettura la settimana scorsa da Daniel Amanze, presidente dell’Acsim, e che ha portato alla riduzione delle visite mediche, esclusi i casi più urgenti. “Sono stato male quattro giorni – racconta un richiedente asilo – Avevo la febbre e mi girava la testa, ma non mi hanno dato le medicine”. Ma le difficoltà, soprattutto per quanto riguarda i pagamenti, dipendono solo in parte dall’Acsim. I soldi infatti vengono mandati da Roma, passano per la prefettura di Macerata e le associazioni sono solo l’ultima tappa dei finanziamenti. Passaggi burocratici che a volte subiscono rallentamenti poco comprensibili per chi, come i richiedenti asilo, spesso non parlano italiano e, trovandosi senza soldi, non possono prendersi cura di se stessi con piccoli gesti quotidiani, come acquistare medicine, un paio di pantaloni o un rasoio per farsi la barba.
(Servizio aggiornato alle 16,21)

 



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