Cenone di Capodanno,
Cosmari consiglia come differenziare

Il vademecum del consorzio per festività a basso impatto ambientale, grazie al corretto recupero e riciclo di tutti i rifiuti domestici
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Una tavola imbandita

 

Nel periodo delle festività aumentano in modo esponenziale gli scarti alimentari e il consumo di imballaggi in carta e cartone, plastica, vetro, tetrapack oltre ai piatti e bicchieri in plastica usa e getta. Dal confezionamento dei doni da mettere sotto l’albero, alle diverse occasioni di convivialità, vari sono i modi di mettere in pratica alcuni accorgimenti per rendere queste feste più sostenibili per l’ambiente. Ci pensa Cosmari a stilare una sorta di vademecum, che parte dal presupposto che «Divertirsi e festeggiare non significa sprecare o inquinare: con un po’ di buon senso e di educazione si può trascorrere le feste anche pensando all’ambiente, facendo una corretta raccolta differenziata evitando inutili e dispendiosi sprechi», si legge in una nota diffusa dal consorzio. Per i momenti conviviali come pranzi e cene, basta seguire le regole di buon senso per ottimizzare la conservazione dei prodotti, evitare lo spreco alimentare e fare bene la raccolta differenziata. Il corretto uso degli imballaggi facilita la conservazione dei prodotti. Frutta e verdura vanno riposti nei ripiani più in basso del frigorifero, meglio se conservati senza imballaggi. Queste, invece, sono alcune regole generali utili sulla raccolta differenziata dopo pranzi e cenoni. La carta oleata, quella dell’alimentarista o del macellaio, solitamente non è riciclabile e va quindi nell’indifferenziata, a meno che non sia formata da parti separabili, come carta e plastica. In tal caso i materiali possono essere riposti separatamente nella raccolta differenziata. La carta da forno, utilizzata ad esempio per la pasta al forno non si ricicla, va nell’indifferenziato. Le confezioni dei cibi, come ad esempio quella di cartone dall’involucro che contiene cotechino o zampone, oppure l’imballaggio in cellophane del panettone o del pandoro, vanno separate.

piatti e bicchieri plastica

Piatti e bicchieri in plastica, senza residui di cibo e senza bevande possono essere riciclati

Piatti e bicchieri in plastica, senza residui di cibo e senza bevande possono essere riciclati. A fine pasto con il tovagliolo di carta si può pulire i piatti e avviarli al recupero nel sacchetto del multimateriale. Le posate in plastica usa e getta non si riciclano, vanno sempre nell’indifferenziato. I tovaglioli di carta usati vanno gettati nell’umido. Se possibile utilizzare stoviglie biodegradabili e compostabili, sono naturali e posso essere conferite insieme all’organico. Gli scontrini non vanno nel raccoglitore della carta, ma, trattandosi di carta chimica, vanno messi nell’indifferenziata. Gli imballi stanno evolvendo: controllare sempre sulla confezione. Anche rispetto all’ultimo acquisto fatto alcuni possono essersi trasformati ed essere pronti per la raccolta della carta o dell’umido. Anche al ristorante si può fare qualcosa di utile contro lo spreco, soprattutto quello di cibo. Chiedere ai ristoratori di confezionare una vaschetta (doggy bag) con gli avanzi di cibo da portarsi a casa. Evitare lo spreco alimentare, gli avanzi possono essere utili, il giorno dopo, per preparare altri piatti gustosi. Le bottiglie di vetro si riciclano. Basata getterle nel contenitore stradale di colore verde. I tappi di sughero vanno nell’umido, i tappi in plastica o metallo vanno conferiti nel multimateriale.



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