Sanità, sindaci in rivolta
Pezzanesi: Andremo in Regione coi cittadini

TOLENTINO - I primi cittadini dei Comuni dell'entroterra hanno preso parte all'assemblea conclusa a tarda notte. Votato un documento che si oppone con forza alla chiusura notturna del punto di primo intervento. Il sindaco: "Si mette a repentaglio la nostra vita". Fallita la mediazione con il Pd comunale. Maccioni ribadisce: "Scelte a vantaggio del territorio"
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Un momento del consiglio comunale aperto sul futuro dell’ospedale di Tolentino

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Alcuni dei sindaci dell’unione montana dei Monti Azzurri presenti al consiglio comunale aperto di Tolentino

 

di Marco Cencioni

(foto di Andrea Petinari)

L’ospedale di Tolentino e il paventato ridimensionamento hanno sollecitato il Consiglio comunale aperto. La discussione che si è protratta fino a tarda notte, però, ha esteso l’attenzione all’organizzazione sanitaria in tutto l’entroterra maceratese. A farsi portavoce delle esigenze dei paesi delle zone montane, una vasta rappresentanza di sindaci  che hanno portato le loro istanze.
Approvato in chiusura e in clima di accesa contrapposizione e scontro politico il documento  proposto dalla maggioranza consiliare. Ha avuto la meglio su quello presentato dal gruppo consiliare del Pd e introdotto da Francesco Comi, ex presidente della quinta commissione sanità regionale e consigliere comunale. Fallito il tentativo di mediazione per un documento unitario tentato dal consigliere del Pd Marco Romagnoli

«Il consiglio comunale di Tolentino  – recita l’atto che sarà presentato ai  vertici Asur e al presidente della Regione Luca Ceriscioli – si oppone con forza al calendario con cui la Regione Marche si accinge ad applicare la normativa, alla chiusura notturna del punto di primo intervento a Tolentino, alla sua chiusura perché i lavori relativi all’ampliamento del pronto soccorso di Macerata sono fermi e alla soppressione dell’ambulanza infermieristica attualmente presente durante la mattina ed il pomeriggio al punto di primo intervento». 

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Il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi

«Si chiacchiera molto nel nostro paese ma si fa fatica a prendere provvedimenti e a metterci alla faccia – afferma Giuseppe Pezzanesi nella sua introduzione – e le cose venute male non hanno mai un padre specifico. Non si può togliere ancora l’ospedale a Tolentino e alla zona dei comuni dell’Unione montana. Si mette a repentaglio la nostra vita. Non esiteremo a protestare in Regione insieme ai cittadini, non accettiamo che il nostro ospedale venga depauperato e che non ci sia un’effettiva complementarità – annuncia Pezzanesi – E’ un dramma vissuto quotidianamente quello che sta accadendo e sta per accadere. Negli ultimi anni la Regione non è stata certo governata dalla mia area politica, ma dal Pd che lo ha fatto per venti anni: avevano l’obbligo morale di fare normative che guardassero ad un’equità di servizio nei confronti dell’entroterra. C’è una mancanza di risorse nel nostro territorio, è innegabile – evidenzia Pezzanesi – siamo una sanità di serie C rispetto ad altre province e di questo sono responsabili quelli che ci hanno guidato e che hanno determinato in Regione: avevamo il dottor Comi, presidente della quinta commissione Sanità, speravamo che ci avrebbe tutelato ma così non è stato».

Il direttore Area Vasta 3 Alessandro Maccioni

Il direttore Area Vasta 3 Alessandro Maccioni

«Non credo che sia una situazione catastrofica, anzi la penso totalmente all’opposto. Contesto con forza quanto detto dal sindaco e non sono qui per fare un discorso politico come ha fatto lui – evidenzia il direttore Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, ribadendo quanto detto nei giorni scorsi in una nostra intervista) – Le scelte che verranno messe in pratica da qui al 31 dicembre sono state individuate nel maggio 2013 e nessuno a quel tempo ha dato peso a tali posizioni. Detto ciò penso che la delibera vada a vantaggio del territorio e dei cittadini non stiamo togliendo servizi, non stiamo peggiorando ma migliorando e investendo su Tolentino». Presenti anche il direttore professioni sanitarie Asur Renato Rocchi ed Ermanno Zamponi, direttore Centrale operativa 118 Macerata, che hanno ribadito i concetti espressi da Maccioni, illustrando la delibera nei particolari e spiegando come procederà la sua attuazione. Sono intervenuti, oltre al presidente dell’unione montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti, la vice presidente della quarta commissione Sanità, Elena Leonardi, il vice presidente del Consiglio regionale Marzia Malaigia e i consiglieri regionali Romina Pergolesi e Sandro Bisonni.

Il vice presidente della quarta commissione sanità, Elena Leonardi

Il vice presidente della quarta commissione Sanità, Elena Leonardi (FdI)

Leonardi analizza così il problema: «Il percorso è partito zoppo, sono mancati gli accordi con i medici della medicina generale che avranno un ruolo fondamentale, si sta ancora lavorando per questo. E’ mancato il rapporto con cittadini e con le amministrazioni locali come sta succedendo in questo periodo, vista la preoccupazione. Noi siamo qui in rappresentanza della minoranza in Regione, impegnata per rivedere la 735, ma vogliamo farlo con le amministrazioni e i sindaci oltre che con con gli operatori, i vertici della sanità regionale e provinciale e le associazioni che si occupano di emergenze,  e ovviamente con i medici. Dobbiamo riesaminare la normativa e calarla all’interno delle singole esigenze con un discorso collegiale riprendendo in mano le singole realtà territoriali. Modificare la legge cercando di essere rispondenti ai bisogni reali della collettività, spogliandoci dei ruoli politici e mirando ad un obiettivo più alto».

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Sandro Bisonni, consigliere regionale M5s

«Voglio difendere i dirigenti, posti sotto attacco: la responsabilità è della politica – afferma il consigliere regionale Sandro Bisonni – Sei persone in un giorno hanno deciso le sorti di un’intera comunità, firmando una legge che decreta la morte ospedale di Tolentino. Il nostro impegno deve essere un’azione coordinata per andare a trovare una soluzione prima che venga chiuso il punto di primo intervento di Tolentino». Dopo gli interventi di alcuni fra cittadini ed esponenti politici locali, è arrivato il momento della presentazione delle due proposte e la loro valutazione. Il sindaco ha ribadito i concetti espressi nell’introduzione ed ha letto il documento, poi approvato.

Francesco Comi

Francesco Comi, Pd

«E’ un errore trasformare questa iniziativa in una sorta di meeting del centro destra come credo sia un errore concentrare il dibattito su considerazioni di stampo elettorale – afferma il consigliere comunale Francesco Comi nel corso della presentazione della sua proposta – Il tentativo del sindaco è quello di eludere i problemi, di non discutere ma di fare propaganda. Il suo tentativo è quello di mettere in mora una parte politica. Il nostro è un documento realistico, fatto di proposte. La Regione, di fatto, non ha un vero potere: revocare la delibera vorrebbe dire venir meno all’impegno con la conferenza Stato-Regioni – ricorda Comi – Nelle proposta cerchiamo di costruire, cosa è possibile fare e cosa si può correggere. Se la delibera verrà approvata in maniera rigorosa può incrementare servizi ma determinare criticità: dipende dalla sensibilità con cui verrà applicata».

consiglio comunale comune tolentino foto ap (49)Su proposta del consigliere comunale democrat Marco Romagnoli c’è stata anche una sospensione di alcuni minuti per trovare una soluzione condivisa, un’unica proposta da presentare: «E’ una sconfitta di tutti se usciamo con due documenti: perderanno i cittadini e vinceranno i soliti burocrati». La pausa non ha portato ad una via condivisa, Romagnoli ha abbandonato in polemica la seduta, e si è proceduto al completamento degli interventi dei consiglieri per poi arrivare alla votazione. I membri Pd hanno lamentato di aver ricevuto tardi il documento proposto  dall’Amministrazione e polemizzano sulla mancanza di adeguata informazione sulla convocazione del consiglio comunale aperto, che non ha visto partecipare esponenti della maggioranza regionale perchè, come ha sostenuto il capogruppo democrat Bruno Prugni, «non hanno ricevuto l’invito, neanche una telefonata, stranamente sono intervenuti rappresentanti regionali solo del centro destra». Accuse respinte al mittente poi da Pezzanesi che afferma:«voi, Comi per primo, avete comandato in Regione e ora producete un documento come se fosse stata un’azione estemporanea quando l’avete concordato con i vertici sanitari da tempo rifiutando più volte gli incontri richiesti. Poi chiedete l’integrazione con la nostra proposta: è ora di dire basta, i vostri giochi hanno stancato». Alla fine i membri del Pd non hanno votato contro il documento della maggioranza ma si sono astenuti chiedendo, invano, che venisse approvato anche il loro testo. Hanno poi dichiarato di voler comunque condividere il loro scritto con tutti sperando di ottenere risultati positivi. Infine, approvati tre emendamenti al documento della maggioranza, due proposti dal consigliere di Forza Italia Carmelo Ceselli (con i voti contrari del consigliere Antonio Trombetta e di Gian Mario Mercorelli del Movimento 5 Stelle, astenuto il Pd) e uno promosso dallo stesso Mercorelli (tutti favorevoli, astenuto il Pd).

Presenti tra gli altri Mario Scagnetti, sindaco di San Ginesio, Ornella Formica, sindaco di Colmurano, Luca Maria Giuseppetti, sindaco di Caldarola, Emanuele Tondi, sindaco di Camporotondo, Federica Lambertucci, vice sindaco di Loro Piceno, Silvia Pinzi, sindaco di Serrapetrona, Giampiero Feliciotti, presidente dell’unione montana Monti Azzurri e i delegati dei Comune di Cessapalombo, assessore Antonella Mercorelli, Monte San Martino, vice sindaco Giovanni Anselmi e Gualdo, consigliere Fausto Morè.

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Da sinistra: Ermanno Zamponi, direttore centrale operativa 118 Macerata, il direttore professioni sanitarie Asur Renato Rocchi, il direttore Area Vasta 3 Maccioni, il vice presidente del consiglio regionale Marzia Malaigia, la vice presidente della quarta commissione sanità Elena Leonardi, e i consiglieri regionali Romina Pergolesi e Sandro Bisonni

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