Comune e Università,
un’agenda per il futuro

MACERATA - Incontro tra la Giunta e il Senato accademico. Carancini: "Città e ateneo sono una sola cosa". Lacchè: "Si è aperto un orizzonte"
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L'incontro nella sala consiliare del municipio

L’incontro nella sala consiliare del municipio

Giunta comunale e Senato accademico dell’università di Macerata si sono seduti allo stesso tavolo per iniziare un percorso verso la costruzione di una visione comune della città. L’incontro è il primo di una serie che vedrà come interlocutori dell’amministrazione comunale anche l’accademia di Belle Arti e altre istituzioni culturali della città. Al tavolo, convocato e coordinato dall’assessore all’Università, Stefania Monteverde, hanno partecipato il rettore Luigi Lacchè, i direttori dei dipartimenti di Scienze Politiche Francesco Adornato, di Giurisprudenza Ermanno Calzolaio, di Studi umanistici, in vece di Filippo Mignini, Carlo Pongetti e di Economia, in vece di Giulio Salerno, Michela Soverchia e il direttore generale Mauro Giustozzi, il sindaco Romano Carancini, la Giunta comunale, il segretario generale Giovanni Montaccini e il vice segretario Gianluca Puliti.

 

Romano Carancin

Romano Carancin

«Pensiamo – ha detto il sindaco Carancini – che città e Università siano una sola cosa, profili di una stessa comunità. Macerata senza l’ateneo, e viceversa, avrebbe un volto diverso e quindi siamo convinti che il valore della reciprocità possa portare ad una stessa visione della città. Questa convinzione è stata alla base della scelta di individuare un’apposita delega ai rapporti con l’Università e l’Accademia di Belle Arti che ci consentirà di creare una forte rete di sviluppo». Due sono le linee indicate dal sindaco Carancini su cui lavorare per una prospettiva comune. La prima, convinti che Comune e Università insieme rappresentino una lobbing più forte rispetto ad alcune opportunità, riguarda il metodo «che ci deve portare costantemente – ha affermato il sindaco – ad un confronto aperto, senza ragionamenti precostituiti, su tutti i temi», mentre la seconda riguarda i contenuti: «Si tratta di arare un terreno fertile e da parte dell’amministrazione comunale c’è la volontà di lavorare insieme stando in ascolto ma allo stesso tempo mettendo al servizio quello che abbiamo».

Stefania Monteverde

Stefania Monteverde

Di università come fattore di valorizzazione ha invece parlato il vice sindaco e assessore all’Università, Stefania Monteverde, partendo dal presupposto «che l’università – ha detto – è una realtà su cui la città poggia» e a conferma di questo ci sono i numeri, quelli dell’indotto economico ma anche quelli delle classifiche che vedono l’ateneo in posizioni prestigiose. «E tutto questo – ha proseguito la Monteverde – ben si sposa con l’idea di città su cui abbiamo lavorato nei cinque anni trascorsi, nonostante la crisi di risorse, gettando semi. Ora guardiamo con più chiarezza alla nostra come una città della conoscenza, dove la cultura, declinata nella sua pluralità, è il motore di sviluppo economico e di welfare grazie alle nostre fabbriche culturali, i musei, Palazzo Buonaccorsi, Sferisterio, l’Accademia di Belle Arti e altre che conosciamo. Con l’università condividiamo tutto questo, una visione di città creativa che produce conoscenza con le sue start up, i modelli di sviluppo per i giovani e l’internazionalizzazione». Tre, secondo la Monteverde, le parole chiave da cui ripartire per trovare soluzioni comuni: «riconoscerci, pensare le strutture e la città insieme partendo dai bisogni e dalle criticità e l’agire politico nelle buone pratiche, come già stiamo facendo con il distretto culturale, il progetto di candidatura a Città Creativa Unesco e i tanti progetti su cui lavoriamo con i singoli dipartimenti da Macerata Digitale alla costruzione del sito, ai percorsi formativi per i nidi».

Luigi Lacchè

Luigi Lacchè

La convergenza di intenti è stata assicurata e sottolineata dal rettore Luigi Lacchè che ha definito l’incontro «un importante segno della necessità di riconoscersi e di capire cosa possiamo fare insieme in questo orizzonte che si è aperto» e valutato positivamente il fatto che l’attuale sindaco abbia individuato una delega all’università definendola «un elemento caratterizzante». Dall’incontro tra l’indirizzo politico territoriale e accademico secondo Lacché «si possono costruire aree dello sviluppo della società della conoscenza» e ha riconosciuto il lessico comune che parlano i due enti da cui, ha detto, «può nascere un effetto moltiplicatore. Abbiamo la fortuna di avere idee in sintonia e da qui dobbiamo ripartire per trovare mezzi, strumenti e risorse per dare a questo incontro di identità un valore più forte. Non bisogna vivere di rendita e questo vale sia per l’università sia per la città, che insieme possono essere un laboratorio e avviare processi di innovazione e trasformazione». Due quindi gli ambiti di lavoro individuati da Lacchè: la città come luogo di innovazione con la capacità di valorizzazione di alcuni processi e internazionalizzazione intesa come evoluzioni che stanno modificando il modo di agire dell’Università con obiettivi che possono essere di stimolo. Il confronto è stato arricchito da vari interventi e insieme si è convenuto che – come ha affermato il sindaco Carancini – «oggi rappresenta un momento speciale, di grande valore per la storia della città, che sarà ripetuto con regolarità per costruire un’agenda per il futuro della città».



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