Rapine a Montefano e Recanati,
l’ipotesi: ad agire la stessa banda

INDAGINE - I carabinieri ipotizzano che possa trattarsi di stranieri, persone che fanno scorribande, si dileguano e che potrebbero aver agito anche in altre province marchigiane negli ultimi tempi. Al vaglio anche due furti avvenuti a Montecosaro sempre la notte di martedì
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L'ingegnere Gianfranco Apolloni

L’ingegnere Gianfranco Apolloni

di Gianluca Ginella

Furti che diventano rapine, gente pronta ad affrontare i proprietari delle case nel momento in cui se li trova davanti: a compierli potrebbe essere la stessa banda. Almeno è questa l’ipotesi che si è fatta largo tra i carabinieri che stanno conducendo le indagini sui colpi messi a segno nella notte tra ieri e martedì a Recanati e a Montefano e su due furti avvenuti la stessa notte a Montecosaro. Non solo ma potrebbero essere gli stessi uomini che negli ultimi tempi hanno messo a segno altri colpi nelle Marche.

Orari ravvicinati, furti che divengono rapine compiuti in zone che si trovano a poca distanza: dettagli che hanno fatto ipotizzare ai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Macerata, che stanno conducendo le indagini insieme ai colleghi delle Compagnie di Macerata e di Civitanova, che a compiere quei colpi, a casa dell’ingegnere Gianfranco Appolloni, 73 anni, di Montefano (leggi l’articolo), e di Gabriele Menghini, 67, rappresentante di commercio che vive a Recanati (leggi l’articolo), sia la stessa banda.

Stefano Di Iulio, comandante provinciale dei carabinieri

Il colonnello Stefano Di Iulio, comandante provinciale dei carabinieri

Non solo quei due colpi sono sotto la lente degli inquirenti ma anche altri due furti avvenuti sempre la notte tra martedì e mercoledì, in quel caso in abitazioni di Montecosaro. I malviventi che hanno agito sarebbero stranieri, persone che appartengono ad una criminalità migrante, e che potrebbero essere stati protagonisti di altri colpi avvenuti nelle Marche negli ultimi tempi. Si tratta al momento di ipotesi investigative che devono essere supportate da elementi oggettivi che i carabinieri stanno cercando di mettere insieme con le indagini in corso in queste ore. I malviventi, secondo l’ipotesi degli investigatori, partono con l’idea di fare furti, ma mettono in conto che i proprietari potrebbero svegliarsi e nel caso succeda sono pronti ad aggredirli. Come è successo a Montefano e a Recanati. Alle 21 di martedì notte i malviventi sono entrati a casa dell’ingegnere Gianfranco Appolloni che in quel momento era da solo e che si è accorto della presenza di qualcuno in casa e ha reagito. Prima ha cercato di bloccare uno dei ladri ma nel bagno è spuntato un secondo malvivente. I due uomini hanno colpito l’ingegnere, ferendolo alla testa (è stato curato con tre punti di sutura), e sono scappati. Il 73enne ha preso una pistola, regolarmente detenuta, è uscito di casa e ha esploso in tutto 4 colpi in aria.

Gabriele Menghini

Gabriele Menghini

Per quegli spari non è stato denunciato. Ad agire a casa del 73enne sarebbero stati almeno in tre. Mentre erano quattro i malviventi che intorno alle 22 di martedì hanno agito a Recanati a casa del rappresentante di commercio Menghini. I banditi, a volto coperto, hanno prima colpito il 67enne con un pugno al volto poi gli hanno puntato un cacciavite e lo hanno costretto ad aprire la cassaforte e a consegnare loro 15mila euro tra gioielli e contanti.



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