Nuovo direttore Area Vasta,
Sciapichetti replica a Carancini:
“Nessuna lottizzazione”

SANITA' - Dopo lo sfogo del sindaco di Macerata per la nomina di Alessandro Maccioni, interviene l'assessore regionale: "Le scelte sono state fatte per comporre una squadra coesa e competente". Anche il sindaco di San Severino, Cesare Martini: "Assurdo criticare a priori"
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conferenza PD all'hotel grassetti elezione segretario angelo sciapichetti foto ap 14

L’assessore regionale Angelo Sciapichetti

«Nessuna lottizzazione per il cambio dei vertici della sanità marchigiana. I direttori delle Aree vaste sono stati scelti da Alessandro Marini (nuovo direttore dell’Asur, ndr) per comporre una squadra coesa e competente, proprio per rispettare gli impegni che il presidente della Regione Ceriscioli si è preso in campagna elettorale». Così l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, che replica alle critiche del sindaco di Macerata Romano Carancini sulla nomina di Alessandro Maccioni a direttore dell’Area Vasta 3 e che ieri aveva parlato di “lottizzazione politica” (leggi l’articolo). Come l’ambasciatore che non porta pena, l’assessore regionale maceratese cerca di distendere i toni all’indomani dello sfogo del sindaco del capoluogo: «Riduzione tempi liste di attesa, da raggiungere già nei primi trecento giorni, e servizi di qualità: questi i principali obiettivi. Ringraziamo il sindaco Carancini che, con tanta precisione, ha rappresentato le pesanti condizioni in cui versa l’ospedale di Macerata che, di certo, non sono responsabilità di questa amministrazione. La valutazione sulle persone e la squadra avverrà in merito alle cose fatte e agli obiettivi raggiunti e su come saprà incidere su una situazione difficile che il sindaco ha più volte denunciato nel corso di questi anni».

I sindaci Cesare Martini e Romano Carancini

I sindaci Cesare Martini e Romano Carancini

La crociata di Carancini non fa presa neanche su Cesare Martini. Il sindaco di San Severino ha infatti dato il suo benestare agli incarichi proposti dal direttore Asur Alessandro Marini e avallati dalla giunta regionale. «Sì alla rivoluzione in sanità – ha detto Martini – a patto che premi eccellenze e buone pratiche. Sulla sanità la Regione spende gran parte del proprio bilancio e, spesso, questa spesa non accontenta né gli utenti, né i territori. E’ da qui, mi auguro, che ripartano i decisori per ridiscutere di un piano di cui tutti sentiamo un gran bisogno. Abbiamo avallato, come sindaci, l’attuazione delle cosiddette reti cliniche. Ora speriamo nella loro attivazione. Abbiamo avuto grandi promesse, aspettiamo i fatti».

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Carancini infuriato contro le nomine calate dall’alto della giunta Ceriscioli

Il sindaco di San Severino vuole quindi dare una possibilità a Maccioni, ex revisore contabile proveniente da altre esperienze dirigenziali in ambito pubblico, rispondendo implicitamente ai quesiti posti da Carancini nel suo sfogo contro il presidente Ceriscioli. «Mi sembra idealmente assurdo criticare a priori il nuovo direttore dell’Area Vasta – così Martini – che è una persona che ha grande esperienza come tecnico visti i suoi trascorsi all’Asur. Il fatto che non sia un medico forse potrebbe servire a impostare un discorso diverso e nuovo. Invito il presidente della Conferenza dei sindaci, Romano Carancini, a convocare quanto prima il nuovo direttore per un confronto con i sindaci del territorio, i medici, gli operatori sanitari, le figure del settore».

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Il direttore di Area Vasta Alessandro Maccioni

Martini nel frattempo difende l’ospedale settempedano e i suoi reparti specialistici: «Noi giocheremo sicuramente, lo abbiamo sempre fatto e sempre lo faremo, a difesa non dei campanili ma delle eccellenze. Abbiamo i numeri e la qualità per farlo. Lo abbiamo dimostrato con il nostro reparto Materno infantile, che si è tenuto sempre sopra la soglia minima di parti e ha ottenuto certificazioni di qualità da organi indipendenti, con la nostra Oculistica, che è un fiore all’occhiello per la sanità marchigiana, e con la nostra Chirurgia. E lo abbiamo fatto con gli altri reparti, come la Medicina, raggiungendo produttività che non hanno eguali rispetto anche altri presidi ospedalieri marchigiani. Da noi, a parità di forze di personale, si produce anche il 20-30% di più. Per questo non chiediamo di più ma pretendiamo, sicuramente, un trattamento di pari dignità».



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