Tenta di corrompere carabinieri,
per il gip chiedeva solo uno sconto

CIVITANOVA - Il giudice non ha convalidato l'arresto di una donna cinese di 39 anni, Jiang Lifen. E' la mamma di Anni Ye, la bambina che morì in un opificio clandestino nel 2009
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L'avvocato Francesco Mantella

L’avvocato Francesco Mantella

In manette per aver tentato di corrompere i carabinieri, il gip non convalida l’arresto della donna, una cinese di 39 anni, che torna libera. Al giudice, la donna Jiang Lifen, ha detto di non aver cercato di corrompere i carabinieri ma chiedeva solamente loro di pagare una multa meno salata, tipo di 100 euro, perché da poco aveva aperto la sua attività (leggi l’articolo). La donna cinese era già stata coinvolta in passato in un terribile fatto di cronaca, quello della morte della figlia Anni Ye, una bambina che morì a 9 anni in un laboratorio-dormitorio cinese. Era il 2009, l’episodio avvenne in contrada Sarrocciano di Corridonia. La morte della bambina sarebbe stata legata alle esalazioni di una caldaia difettosa che si trovava nel bagno usato nell’opificio clandestino. Ora la madre è finita nei guai per una vicenda che coinvolgeva un’altra figlia, 13enne, che era stata trovata al lavoro all’interno di un calzaturificio di proprietà della donna, a Civitanova. La ragazzina era stata trovata lunedì mentre rifiniva delle tomaie. La donna, secondo la ricostruzione dei carabinieri, saputo che sarebbe stata multata con una sanzione di 500 euro e poi denunciata per sfruttamento del lavoro minorile, avrebbe cercato di evitare il tutto offrendo una cena ai militari e cento euro per chiudere un occhio. Per questo era stata arrestata. Questa mattina si è svolta l’udienza davanti al gip per la convalida. Il legale della cinese, l’avvocato Francesco Mantella, ha sostenuto che si doveva dubitare del fatto che l’imprenditrice stesse cercando di corrompere i militari, ma implorava solo una riduzione della sanzione. Una tesi accolta dal gip Domenico Potetti che non ha convalidato l’arresto. La donna, che era ai domiciliari, è tornata libera.

(Gian. Gin.)



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