Civitanovese-Patitucci, confessione choc
“Qualcuno non vuole che risani la società”

SERIE D - Il patron rossoblu: "Mettermi in mezzo e contro tutti faceva parte di un ampio disegno criminoso per poter evitare che sistemassi le cose"
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Il presidente della Civitanovese Luciano Patitucci

Il presidente della Civitanovese Luciano Patitucci

 

di Maikol Di Stefano

“Servirebbe un po’ di dottrina in campo legale, per capire e conoscere alcuni fatti oggi oggetto di indagine e segreto istruttorio che non possono esser rilevati”. Inizia con queste parole lo sfogo di Luciano Patitucci, presidente della Civitanovese calcio, società del quale futuro si deciderà il prossimo 23 giugno nell’udienza fallimentare prevista. “Vi basterà sapere che da parte della procura federale e procura penale – continua il patron – è chiaro ed evidente la mia estraneità a certi giochetti che si volevano mettere in atto a Civitanova a danno della Civitanovese”. Una gestione sana e pulita quella che rivendica il leader del gruppo B&L, proprietario della società. Aprendo anche una finestra inquietante su quello che sarebbe potuto succedere a Civitanova, con chiaro riferimento a chi in questa stagione lo stesso Patitucci ha avuto come collaboratore e che a quanto pare in città voleva solo portare a fine i propri interessi personali. “Purtroppo in Italia si capiscono le cose sempre dopo, o quando ci scappa il morto, o una catastrofe giudiziaria, per capire chi era davvero vittima e chi il carnefice in questa storia. – Prosegue nel proprio discorso il presidente rossoblu – Io ho 48 anni e spero di poter vedere l’epilogo di questa storia insieme a voi e alla mia famiglia. Festeggiare insieme a voi che ritorniamo a parlare di calcio vero, bello, giocato in serenità. Anche in questo dovreste porvi un interrogativo – conclude Patitucci rivolgendosi ai tifosi – forse c’è più di qualcuno ai vari livelli che non vuole che risano e pulisco l’ambiente, perché nel casino si riesce a sottrarre e prendere per i propri interessi, cosa impossibile se riusciamo a pulirla e proteggerla da chi non ha buone intenzioni. Forse mettermi in mezzo e izzarmi contro tutti voi faceva parte di un ampio disegno criminoso, per poter evitare che la sistemassi e la rendessi trasparente. Io spero che sempre più persone tra voi intelligentemente si pongano questi interrogativi. Io dal 24 se la salvo son sempre più disponibile a mettere persone del posto a dirigerla e a portarla avanti, e anche questo fatto dovrebbe farvi sorgere interrogativi”. Uno sfogo quello del patron rossoblu, che a questo punto troverà la propria risposta solo il prossimo 24 giugno quando il futuro della Civitanovese sarà oramai segnato.



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