Irruzione in Comune, Ciarapica al sindaco:
“Faccia l’esame di coscienza
per come ha ridotto la città”

CIVITANOVA - Il consigliere risponde al primo cittadino Tommaso Claudio Corvatta che l'aveva accusato di fomentare odio
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Il sindaco Corvatta ha fatto riferimento alla foto di Matteo Salvini e Fabrizio Ciarapica al ristorante La Cipolla d'oro

Il sindaco Corvatta ha fatto riferimento alla foto di Matteo Salvini e Fabrizio Ciarapica al ristorante La Cipolla d’oro

«Porre l’attenzione sulle criticità del territorio non significa seminare odio, bensì avere a cuore i problemi della gente». Parole di Fabrizio Ciarapica, della lista Vince Civitanova, accusato ieri dal sindaco (leggi l’articolo), dopo l’esposizione della maglietta con su scritto “Corvatta a casa” in stile Salvini, di fomentare odio in città. Secondo il consigliere comunale di destra si tratta invece di persecuzione verso chi non la pensa nella stessa maniera: “Respingo al mittente le accuse di insensibilità e di violenza – dice – non è nel nostro dna, non è in nessuna delle nostre azioni, fatte sempre alla luce del sole e nel rispetto delle regole. Purtroppo quando non si hanno risposte politiche ai problemi della città si cercano giustificazioni insensate e offensive. Dare al sottoscritto la colpa di ciò che è accaduto in Comune è assurdo, il sindaco dovrebbe farsi un esame di coscienza, di come Civitanova si sia ridotta durante il suo mandato e di cosa stia facendo per fermare questo degrado e garantire sicurezza ai propri cittadini».
E poi risponde sulla sua presenza dal leader del Carroccio: «Pur non essendo tesserato della Lega, sono andato ugualmente da Salvini, non solo per conoscere un leader politico che si sta battendo contro l’illegalità, ma soprattutto per parlare dei problemi di Civitanova, dei furti continui, degli accattoni molesti, degli abusivi commerciali».

(l.b.)



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