Addio all’oliera, scatta l’obbligo del tappo antirabbocco

Con l'avvio dell'operatività della legge europea "salvaolio" si introducono novità anche per l’etichettatura che dovrà indicare i prodotti con miscele provenienti da uno o più Stati
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olio-di-canapaAddio all’oliera in bar, mense, ristoranti e pizzerie, con l’entrata in vigore dall’inizio della settimana dell’obbligo del tappo antirabbocco per i contenitori di olio extra vergine di oliva serviti in tutti i pubblici esercizi. Lo rende noto la Coldiretti Marche nell’annunciare l’avvio dell’operatività della legge europea 2013 bis, che fa scattare il divieto di utilizzare le tradizionali oliere, con multe fino a ottomila euro. Gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata, e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l’esaurimento del contenuto originale indicato nell’etichetta.

tappo antirabbocco

Il tappo antirabbocco

La legge prevede anche sanzioni per chi non userà oliere con tappo antirabbocco che vanno da 1 a 8mila euro e la confisca del prodotto. Le novità per il prodotto simbolo della dieta mediterranea non si fermano, però, al tappo antirabbocco, in quanto è prevista anche una più accentuata rilevanza cromatica rispetto all’etichettatura degli oli che siano prodotti con miscele provenienti da uno o più Stati, così da mettere in guardia il consumatore sulla diversa qualità e composizione merceologica del prodotto. Le modifiche introdotte nel corpo della cosiddetta legge salva-oli ne assicurano ora la più ampia operatività richiedendo a tutti gli organi di polizia giudiziaria un rafforzato impegno su tutti i fronti, dal controllo del traffico di perfezionamento attivo a quello delle modalità di vendita sottocosto.

L'uliveto della tenuta Piccinini ad Urbisaglia

L’uliveto della tenuta Piccinini ad Urbisaglia

Le norme a tutela dell’extravergine Made in Italy arrivano peraltro in un momento particolarmente delicato per la produzione regionale e provinciale dove si stima un crollo del 40-50 per cento, e 4mila quintali in meno per una delle peggiori campagne di sempre (leggi l’articolo).«Se nella ristorazione sono aumentate le garanzie – scrive in una nota la Coldiretti –  anche con l’auspicabile e immediato avvio delle attività di controllo da parte delle autorità responsabili, nei negozi e nei supermercati, il consiglio ai consumatori è di verificare con attenzione l’etichetta dove, anche se spesso nascosto nel retro della bottiglia ed in caratteri minuscoli, deve essere riportato la scritta “ottenuto da miscela di olio comunitari od extracomunitari” se non si tratta di olio italiano al 100 per 100».

 



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