Via Spalato, strada della paura
I residenti: “Conviviamo con il rischio”

MACERATA - Dopo la tragica morte di Augusto Fulvi, investito ieri mentre attraversava sulle strisce pedonali, la tensione nel quartiere è palpabile. Marcella Cotinelli finita sotto un'auto nel 2010: «Ho riportato conseguenze gravi. I problemi continuano e non possiamo farci niente». Gli automobilisti: «Attraversamenti azzardati. Siamo sempre sul chi va là»
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L’attraversamento pedonale dove ha perso la vita Augusto Fulvi (Clicca sull’immagine per guardare il video)


via spalato 3di Claudio Ricci

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Tensione in via Spalato il giorno dopo la morte di Augusto Fulvi, l’ottantenne falciato mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali. Un dramma che oltre ad aver suscitato sconcerto ha provocato l’immediata reazione da parte dei maceratesi che ben conoscono la pericolosità della zona, come dimostrano i numerosi commenti all’articolo pubblicato da Cronache Maceratesi (leggi l’articolo).

Uomo investito Via Spalato Macerata (1)

Il luogo della tragedia in via Spalato, in seguito all’incidente la viabilità è rimasta bloccata per ore

Residenti e pedoni sono più che mai spaventati e l’idea di attraversare con il traffico nell’ora di punta sembra oggi un’ impresa impossibile. Qui, alle 13, si incontrano sui marciapiedi studenti all’uscita dalle scuole, anziani, mamme con carrozzine, pedoni con cani al guinzaglio. Il traffico ad alta velocità non accenna a diminuire e anche nelle vicinanze del semaforo e dell’imbocco di viale Carradori i veicoli non rallentano, anzi. I pareri di residenti, pedoni e automobilisti sui rischi di via Spalato sono discordanti. Il punto che mette tutti d’accordo è che mancano le giuste misure di sicurezza. Occorre adeguare marciapiedi, attraversamenti , imporre limiti più restrittivi ed aumentare i controlli. 

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Stefano Castellucci, titolare della tabaccheria in via Spalato

L’opinione di Stefano Castellucci, titolare della tabaccheria di fronte al luogo dove ieri si è consumata la tragedia è la sintesi della preoccupazione generale. «Ormai siamo abituati a convivere con il rischio – commenta Castellucci – questa è sempre stata una strada ad alta velocità. Purtroppo è un problema culturale: gli automobilisti qui corrono, manca il rispetto per il pedone e attraversare è sempre un problema». «Vedo mamme con bambini aspettare per diversi minuti sul ciglio della strada – continua Castellucci – costrette ad improvvisi strattoni delle carrozzine per evitare che le auto le mettano sotto».

Il problema è reale ma la causa non è solo l’alta velocità. Lo scorrimento è caotico. Il traffico proveniente da via Roma, che collega il capoluogo a numerosi centri dell’entroterra e quello opposto, in uscita dal cuore della città, sono eccessivi rispetto alla capacità veicolare di Via Spalato. «Bisogna stare sempre sul chi va là – dice il passeggero di una Smart – i pedoni sbucano dai marciapiedi tentando a volte attraversamenti più che azzardati».

Marcella Cotinelli, investita nel 2010 mentre attraversava in via Spalato

Marcella Catinelli, investita nel 2010 mentre attraversava in via Spalato

Una vera e propria guerra dunque, che vede contrapposti pedoni e automobilisti. Esattamente qui, il 3 settembre del 2010 Marcella Catinelli, 86 anni, è stata investita proprio davanti alla sua abitazione. «Ho riportato delle fratture – racconta l’anziana – e dopo un’operazione subita in ospedale sono stata per diversi mesi a letto. Purtroppo i problemi continuano e noi che viviamo qui non possiamo farci niente». Per alcuni il problema è l’inadeguatezza o addirittura la mancanza di contromisure atte a limitare l’alto scorrimento, come una corretta segnaletica o deterrenti dell’alta velocità.

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La paura dei residenti, la tensione dopo la morte di Fulvi è palpabile

«Basta mettere dei dossi – sostiene un cittadino intervistato al bar, proprio sotto casa di Fulvi – il problema sono anche le macchine che svoltano a tutta velocità verso viale Carradori». Anche le attività quotidiane, come attraversare la strada con le buste della spesa qui sembrano impossibili. «Provate a passare sulle strisce davanti al supermercato più avanti – è l’invito della barista che lavora nello stesso locale – E’ rischiosissimo. A volte bisogna aspettare per interi minuti e si riesce ad attraversare solo quando qualche guidatore si ferma per pietà». Il problema è sentito da tutti.

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Anche i più giovani avvertono la difficoltà di attraversare a causa dell’alta velocità del traffico

Anche i più giovani credono che sia necessario intervenire in maniera decisiva, adottando interventi per adeguare marciapiedi e attraversamenti imporre limiti più restrittivi ed aumentare i controlli per far desistere. «La situazione è insostenibile – riferiscono due giovani che passeggiano sui marciapiedi – Non è la prima volta che qualcuno viene investito e vivendo qui siamo sempre in difficoltà. A volte preferiamo non attraversare qui e passare per percorsi alternativi».

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