Ennio Flaiano,
un marchigiano di passaggio

Il 20 novembre del 1972 moriva il grande umorista abruzzese, con molti trascorsi nelle Marche. Disse: "E pensare che c’è un sacco di gente che vive e lavora pure a Macerata…”. La proposta di un cinema a lui intitolato a Camerino
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Ennio Flaiano


di Maurizio Verdenelli

Un marchigiano ‘di passaggio’. Per poco più di due anni a Camerino, poi nei collegi di Fermo e Senigallia. Aveva cinque anni appena, ultimo di sette figli di un piccolo commerciante di Pescara, Ennio Flaiano morto il 20 novembre di 42 anni fa (giornalista, scrittore, inimitabile umorista, talentuoso sceneggiatore di Federico Fellini al quale si devono film come ‘La Strada’, ‘La dolce vita’, ‘8%’) quando andò insieme con altri tre fratelli a Camerino dalla famiglia Petrosilli che si prese cura della formazione di quella ‘nidiata’ dell’amico pescarese, Cetteo che si era sposato due volte. In quell’epoca era consuetudine per le famiglie meno abbienti, con numerosa prole, inviarne …una parte ad una famiglia ricca, amica, con più risorse perché se ne prendesse cura. Un altro caso famoso è stato, ad esempio, quello di Dolores Prato, la grande scrittrice romana, treiese d’adozione: la città cui dedica il libro più famoso: ‘Giù la piazza non c’è nessuno’ e a San Ginesio le ‘Campane di San Giocondo’  cui, pare, si sia ispirato Giovannino Guareschi per il ‘suo’ Peppone don Camillo.

Anche Flaiano ricorda le Marche nella biografia l’ospitalità di una ‘famiglia amica’, i Di Monte-Petrosilli “che di lui, del fratello e delle due sorelle ‘si prese cura’. E rammenta “con particolare nostalgia, le sereni estati trascorse alla casa ai Ponti, in felice compagnia della brigata dei numerosi figli di Nazzareno Petrosilli tra cui mio padre Valentino e il fratello Fortunato (Fefè) che, da adulti, vivendo a Roma, ebbero poi saltuariamente modo di piacevolmente rivedersi con lui del centro comunemente frequentati”. E’ il ricordo che ha fatto su ‘Orizzonti della Marca’, Enrico Petrosilli. Con la proposta contestuale di una collaborazione tra Camerino e l’associazione ‘Flaiano’ di Pescara. Il cui presidente Edoardo Tiboni stretto giro di posta ha poi risposto dicendosi “disponibile a eventuali forme di collaborazione per le iniziative che dovessero essere poste in essere a Camerino, e non solo, per ricordare Ennio Flaiano e si dichiara pertanto a fornire all’amministrazione cittadina, per la sua biblioteca, i volumi che raccolgono gli atti dei convegni dedicati dalla nostra istituzione allo scrittore e le altre pubblicazioni da noi realizzate in occasione di giornate di studio e di incontri dedicati a Flaiano”. Ancora: “L’idea di riattivare, intitolando a Flaiano, il vostro cinema cittadino facendone una sala d’essai e rendendolo luogo di incontri periodici e di iniziative culturali, sarebbe utile per perpetuare la memoria dello scrittore e la contempo costituirebbe valido luogo di aggregazione sociale e culturale”. Tiboni conclude facendo il caso del teatro romano, ex Arlecchino, ora dedicato a Flaiano ed augurandosi che gli auspici di Petrosilli “possano trovare una concreta realizzazione”. Tuttavia al momento non si registrano al riguardo segnali da parte dell’amministrazione. In ogni caso l’ipotesi di un cine-teatro Flaiano a Camerino, che non costerebbe poi niente, potrebbe rivelarsi una bella idea aprendo un ponte Camerino-Pescara.

Dario Vergassola

Dario Vergassola

Il suo Abruzzo come le Marche della fanciullezza e dell’adolescenza sono state sempre nel cuore del grande umorista. Al quale Macerata deve una delle più corrosive definizione della propria storia: “E pensare che c’è un sacco di gente che vive e lavora pure a Macerata…” quasi prefigurando il capoluogo come una città da tombola geografica e basta. E a ben poco di contro, nella pubblicistica, è servita l’affermazione di Massimo D’Azeglio contenuta in una lettera alla figlia Alessandrina, andata sposa al marchese Matteo Ricci: “Ci si diverte a Macerata più che in tutto il Piemonte riunito…”. Spesso però i grandi umoristi, per eccesso di calembour, sbagliano. Come capitò a Dario Vergassola che, nella popolare trasmissione di Rai3 “Parla con me” (con Serena Dandini) nell’aprile 2010, a seguito dell’eccezione maceratese (eletto il sindaco Romano Carancini) ai ballottaggi risultati generalmente sfavorevoli al partito democratico, dichiarò che come la salamandra presente solo sulle coste del Giappone, anche l’uomo Pd vivesse unicamente a Macerata. Si è visto poi com’è andata a finire con il ciclone Renzi…



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