Telematizzazione dell’Inps, sì ma a quale costo?

Le preoccupazioni della Cgil di Macerata per malfunzionamenti e ritardi "a spese dei pensionati e utenti"
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Barbara Meo

Barbara Meo, patronato Inca Cgil

La Cgil di Macerata interviene sul processo di telematizzazione dell’Inps esprimendo le proprie perplessità:

«Per effetto della nuova normativa l’Inps ha attuato la telematizzazione dei servizi al cittadino, processo che sarebbe volto a garantire lo snellimento dell’iter burocratico ma per ora ha garantito certamente un risparmio per l’amministrazione, il cui costo, di conseguenza, è stato riversato sugli utenti: pensionati, lavoratori, disoccupati, cittadini in generale. La telematizzazione comporta che tutte le richieste di servizi e prestazioni, ad esempio: pensioni, disoccupazioni, maternità, invalidità civili, assegni familiari ed altre pratiche, non si presentino più in formato cartaceo ma solo on line attraverso il sito istituzionale oppure attraverso gli intermediari autorizzati come i patronati o i consulenti del lavoro. Questo ricorso alla telematizzazione/esternalizzazione dei servizi è diventato il sistema prevalente per comunicare con l’Istituto previdenziale, che abbandona così il suo ruolo di supporto, di vicinanza con l’utente, cioè la sua missione istituzionale. Questo processo ha fatto sì che una moltitudine di persone, tra cui quelle che si trovano nell’assoluta impossibilità di utilizzare le tecnologie informatiche, si rivolgessero ai Patronati che, con il loro operato svolto in maniera gratuita nei confronti dei cittadini, apportano un notevole contributo alla telematizzazione.

PIN-INPSSolo nella nostra provincia nel 2013 il patronato Inca Cgil ha presentato 1.278 domande di pensione previdenziali, 2.156 domande di invalidità civile e 6.285 domande tra disoccupazioni e mobilità. Nonostante l’impegno del personale dell’Inps ridimensionato dai tagli che si sono verificati negli anni, il sistema informatico non è in grado di soddisfare la domanda, stiamo infatti registrando malfunzionamenti e ritardi, che comportano anche elevati rischi nella trasmissione delle pratiche, soprattutto in prossimità della scadenza. L’inefficenza del funzionamento dei sistemi informatici predisposti dall’Istituto non trova giustificazioni. Le metodologie di lavoro e di inserimento dati sono state predisposte dall’Inps e, quindi, il disservizio non può essere attribuito a sovraccarichi di rete o di congestione di sistema. Occorre quindi che questa insufficenza sia sanata al più presto per evitare di mettere a repentaglio il diritto ad usufruire pienamente di una prestazione prevista per legge. La semplificazione e la lotta alla burocrazia non può essere attuata scaricando i costi e le responsabilità sui cittadini.»



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