Nuova gestione del terminal bus:
lavori per 290 mila euro

MACERATA - L'autostazione di piazza Pizzarello sarà affidata per i prossimi 25 anni alla Terminal Marche Bus, società che raccoglie Contram, Sasp, Steat, Roma-Marche Linee e Eurobus. Nell'accordo oltre a ristrutturazione, gestione, sicurezza e sorveglianza anche la destinazione di due locali ad associazioni ed esperti per la prevenzione dei fenomeni di degrado
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Il terminal di piazza Pizzarello

Il terminal di piazza Pizzarello

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Da destra: il presidente della Terminal Marche Bus Stefano Belardinelli, l’assessore Alferio Canesin, l’Ad Stefano Gregori e l’assessore Stefania Monteverde

 

di Claudio Ricci

Ristrutturazione per un importo di 290 mila euro, vigilanza, custodia, utenze, pulizie, manutenzione ordinaria, spese per personale, implementazione e gestione del serivzio di biglietteria e degli obblighi correlati alla gestione dell’autostazione. Sono questi gli oneri a carico della Terminal Bus Marche Scarl, la società subentrata all’Apm nella gestione della stazione delle autocorriere di piazza Pizzarello. Una concessione della durata di 25 anni, avviata con la procedura di gara ad evidenza pubblica del maggio scorso, che oggi prende sostanza con la sottoscrizione da parte del comune appunto e del nuovo soggetto, che racchiude cinque tra le società di autotrasporti più quotate della regione: Sasp, Contram, Steat, Roma-Marche Linee ed Eurobus. L’affidamento inizierà da subito con l’avvio dei lavori di ristrutturazione straordinaria, che dovrebbero durare, da contratto, per al massimo 9 mesi (270 giorni) e che verranno scomputati dal canone annuo di 12.000 euro altrimenti dovuto al comune per la concessione dell’autostazione. Da parte sua il Comune corrisponderà un contributo annuo di 24.890 euro per la gestione dei servizi, compresa la vigilanza e custodia.

terminal bus 2«Ieri abbiamo già fatto un sopralluogo con i nostri tecnici – spiega Stefano Gregori, amministratore delegato della Terminal Bus – e ci siamo resi conto dell’urgenza con cui occorre far partire i lavori. Purtroppo pur essendo una struttura relativamente recente con 9-10 anni di vita, essa presenta già dei danni strutturali piuttosto importanti a partire dalle infiltrazioni d’acqua che vengono dal tetto, per non parlare del degrado in cui versa tutta l’area, soprattutto per ciò che riguarda i bagni, che occorrerà ricostruire completamente. Riquadreremo, per una maggiore capienza, il parcheggio interno degli autobus, strutturandolo a spina di pesce dalla parete est. Altro punto fondamentale del nostro contratto è la sicurezza: scoraggeremo i pedoni dall’intersecarsi con le manovre di transito dei mezzi, indirizzandoli su percorsi obbligati delimitati da barriere e canalizzazioni. Sorveglianza: implementeremo il sistema di videocamere a circuito chiuso, allestiremo un migliore sistema di illuminazione dell’area e provvederemo alla sorveglianza notturna. La gestione del bar: la ditta Perugini,  già affidataria, continuerà per almeno altri 12 anni; a questi ne seguiranno altri 12 , quindi fino alla scadenza della nostra concessione, se il servizio offerto sarà ritenuto soddisfacente. Ci sono inoltre due locali, oltre a quelli che lasceremo alle associazioni, destinabili alle attività commerciali, che li vorranno affittare».

Una nuova gestionee che si baserà anzitutto sul miglioramento e sul mantenimento della qualità del servizio, come si evince anche dagli appunti del presidente della società affidataria, Stefano Belardinelli: « Da concessionario, volevamo ridare dignità sia al luogo che agli utenti che lo frequentano, due aspetti che dovranno essere alla base della filosofia di gestione del terminal. Entro settembre cercheremo di dare seguito alla maggior parte dei lavori di ristrutturazione, sfruttando il periodo estivo, quello di minor traffico per la stazione che accoglie per l’80% il trasporto studentesco. I servizi igienici verranno ripristinati totalmente e dato il degrado in cui versano adesso per la mancanza di manutenzione e custodia pensiamo di affidarli, come nelle grandi stazioni di trasporto, a ditte che imporranno l’accesso a pagamento, garantendo però pulizia, qualità e sorveglianza».

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il presidente della Steat Fabio Alessandrini con Gregori, Canesin e Belardinelli

Un accordo che non riguarda però solo la ristrutturazione e la gestione della struttura. L’area infatti, è stata molte volte teatro di degrado, a partire dai numerosi fenomeni di spaccio di sostanze stupefacenti individuati dai controlli delle forze dell’ordine. Per riqualificare la zona anche da un punto di vista sociale, l’accordo prevede la predisposizione di due locali, che il comune destinerà a realtà aggregative, o nella fattispecie rivolte alla prevenzione dei fenomeni di dipendenza. « Sappiamo bene che al terminal ci sono problemi di sicurezza, di cui avevamo già discusso al tavolo prevenzione dipendenze patologiche – commenta l’assessore alla cultura Stefania Monteverde – Nei due locali, che il concessionario della struttura lascerà al comune, prenderanno sede associazioni e personale esperto in grado di fornire una risposta immediata al fenomeno dell’uso di sostanze ed enti di promozione culturale, che possano fare del terminal anche un luogo in cui costruire delle relazioni sociali».

Una nuova era dell’autostazione avviata dall’amministrazione, grazie ad un accordo con i privati, che garantirà maggiore qualità del servizio proprio perchè nell’interesse di chi nell’area investe personalmente.

«Altri esempi di questo di connubio pubblico-privato hanno già dato in città ottimi risultati, basti pensare all’impianto sportivo di Collevario- commenta l’assessore alle Piccole Cose Alferio Canesin- Una modalità questa che ha permesso di dare prospettiva ai servizi come il terminal bus e che mi auguro possa continuare anche in altri settori. Altro fattore da sottolineare: la necessità della collaborazione da parte dei cittadini nel mantenere l’area pulita e vivibile, come ho già ribadito in passato, ci sarebbero molti più soldi da spendere negli investimenti pubblici, se le risorse non venissero costantemente dilapidate da continue spese di manutenzione”.



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