La Camusso ad Unimc con padre Maggi:
“Lottiamo per una nuova occupazione”

MACERATA, GUARDA IL VIDEO - In occasione del ciclo di incontri promosso dall'Anpi in ricordo di Nazareno Re, il segretario nazionale della Cgil e il noto parroco montefanese si sono confrontati con i giovani su politica, lavoro e Vangelo
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(In alto la galleria con il foto-servizio di Lucrezia Benfatto)

Lacchè Maggi Camusso Marcolini

Il rettore Luigi Lacchè, il moderatore Loris Campetti, padre Alberto Maggi, il segretario della Cgil Susanna Camusso e l’assessore regionale Pietro Marcolini

 

di Claudio Ricci

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A 70 anni dalla liberazione, che ha permesso all’Italia di diventare una repubblica fondata sul lavoro, occorre rafforzare il progetto costituzionale rivedendo la politica, i suoi attori e le sue modalità d’azione, attraverso una rivalutazione dei principi che hanno mosso all’origine l’assemblea costituente. A chiederlo è l’Anpi che con un documento firmato a Roma, lo scorso 12 marzo, ritiene necessaria una riforma della politica alla base. Una rivoluzione radicale, in cui la rappresentenza torni ad essere prima rispetto alla governabilità. A Macerata, in occasione dell’incontro che si è tenuto oggi all’aula magna dell’Università, organizzato dall’associazione nazionale dei Partigiani, in collaborazione con il dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione è proprio il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso a ribadire l’importanza delle riforme e prima di questa l’importanza di non lasciarsi sopraffare dalla fretta nel farle.

Arriva puntuale la Camusso, dopo l’incontro per il centenario della settimana rossa, che l’ha vista impegnata nella mattinata ad Ancona. Ad attenderla un’aula gremita di studenti, professori,  giovani e meno giovani. Il dibattito organizzato in seno al ciclo di seminari in onore del partigiano Nazareno Re, dal titolo “Per rafforzare il progetto Costituzionale”, si  è concentrato sul diritto al lavoro e sulle riforme appena approvate in materia.

Maggi Camusso LacchèNon nasconde le sue perplessità la Camusso: « Il tema è principalmente economico. E’ sbagliata l’idea che per rilanciare il sistema occorra aspettare solo gli investimenti dell’industria,  invece di adottare delle politiche dirette di investimento ed occupazione».

Dato il tema della giornata e l’attenzione attribuita  ai giovani nell’ottica dell’esercizio del confronto democratico e consapevole,  la riflessione converge inevitabilmente sulle misure volte a favorire l’occupazione giovanile, con riferimento in particolare al programma europeo “Garanzia Giovani”. «Un provvedimento anche questo recepito male dal governo- sostiene la Camusso – Il programma infatti prevede un percorso formativo che si traduca in occupazione concreta. Il pezzo che manca è proprio quello di corsi che attraverso una fase di sperimentazione permettano l’inserimento definitivo nelle aziende. Su questo, per esempio in questa regione si è fatto anche un protocolo d’intesa con le imprese, per tentare di costruire percorsi ma manca un quadro a livello nazionale

LacchèUna crisi, quella del lavoro, che è senza dubbio specchio di quella produttiva e dei consumi interni del mercato nazionale. «Il mondo imprenditoriale italiano non è omogeneo. Da una parte imprese con un’alta capacità di internazionalizzazione e competizione dall’altra chi ha deciso di occupare i monopoli scaricando in questo modo i costi  del lavoro. Tuttavia proprio perchè vario ed eterogeneo le risposte alla crisi sono disparate e i dati che ci parlano delle conseguenze sono controversi».

Un’analisi infine sul dato elettorale che pur essendo nitido rileva un’ampia fetta di astensionismo. Una grossa parte dei votanti lasciata in secondo piano rispetto alla sensazionalità con cui sono state trattate le percentuali ottenute dai diversi partiti« Il nostro paese viene da una lunga fase di malcontento e rancore. Se c’è un dato che emerge da queste elezioni, è quello di una progressiva uscita da questo clima negativo ma questo non risolve tutto. Rimane un’ampia parte di persone che non hanno più fiducia nelle istituizioni e nella politica ma questa tendenza si può  invertire attraverso occasioni di confronto e partecipazione come quella di oggi».

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Alle riflessioni pragmatiche della Camusso seguono quelle teologiche e spirituali di padre Maggi, il parroco montefanese accusato di eresia da parte di quelli che ritengono azzardate le sue teorie sul Vangelo e sul messaggio di Cristo: «Io non mi occupo di politica e di riforme – ammette candidamente padre Maggi – sono qui oggi per parlare di Vangelo con questi ragazzi. Il Vangelo è adrenalina pura, peccato che noi preti oggi lo abbiamo trasformato in camomilla». Un messaggio di speranza, quello portato da padre Maggi, che si innesta perfettamente nella giornata dedicata alle prospettive di vita dei giovani. Prospettive che gli studenti partecipanti ai laboratori di giornalismo di inchiesta del dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione, hanno voluto inquadrare, mettendo a fuoco attraverso delle video-interviste, il mondo del precariato, declinandolo in settori differenti.  Quattro i gruppi intervenuti. I temi trattati sono stati  quello di scottante attualità dei precari di Banca Marche (leggi l’articolo), i centri commerciali (leggi l’articolo) la condizione lavorativa nel mondo della prostituzione, o ancora il tema affrontato da  Silvia Serafini, Federico Tiffi, Lucia Santarelli e Ervis Molla del precariato intorno al mondo del giornalismo».

 



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