La Regione scommette su Torre del Parco

Presentato un progetto di sviluppo strategico per la zona tra Camerino e Fabriano. Chiesta la messa a disposizione del deposito militare delle Casermette
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L’assessore regionale Pietro Marcolini

di Monia Orazi

Novantamila euro per dare una nuova vita economica e turistica all’area di Torre del Parco-Piani di Lanciano, attraverso un progetto pilota finanziato con fondi europei, che possa essere replicabile in altre aree della regione. L’impegno a portare avanti questo progetto di sviluppo strategico è stato preso dall’assessore regionale al bilancio Pietro Marcolini, “faremo come se questi novantamila euro ci fossero”, ha affermato concludendo l’incontro pubblico. Ad aprire l’incontro è stato il consigliere provinciale Daniele Salvi, promotore dell’iniziativa. “Si tratta di un progetto incentrato sull’asse viario della Pedemontana lungo la sinclinale, che unirà Fabriano a Camerino, completando l’anello viario dell’entroterra, grazie al collegamento tra le statali 76 e 77”, ha detto Salvi, “un’iniziativa pilota da poter replicare anche in altre aree della regione Marche. L’entroterra deve tornare ad essere baricentrico”.
Salvi ha sottolineato come sia necessaria una vera e propria fusione tra i comuni della zona, auspicando che la zona del deposito militare delle Casermette, possa tornare nella disponibilità degli enti locali ed essere messa al servizio del territorio. Ha preso poi la parola il rettore Unicam Flavio Corradini. “Occorre un approccio integrato, con progetti che inseriscano al loro interno diverse questioni, ambientali, economiche, sociali e culturali”, ha spiegato Corradini, “dobbiamo rendere attrattiva e competitiva quest’area territoriale, tramite la rigenerazione urbana, con un occhio alle priorità indicate dall’Europa ed all’internazionalizzazione, attuando strategie innovative”. Daniele Salvi ha poi letto l’intervento dell’onorevole Irene Manzi impegnata in parlamento, che ha aggiornato sulla situazione del deposito militare delle Casermette di Torre del Parco ora di proprietà del demanio, un complesso in degrado, dismesso dal ministero della difesa nel 2007, sottoposto a vincolo storico dalla Soprintendenza che attualmente non facilita interventi di modifica e ristrutturazione.

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Molti gli amministratori presenti, tra i quali l’assessore provinciale Leonardo Lippi e il sindaco Dario Conti

La Manzi ha sottolineato come la visita del segretario alle infrastrutture Valentini vada nel segno dell’impegno per il completamento dell’asse intervallivo Fabriano-Camerino, ha ribadito anche la sua volontà ad impegnarsi per favorire la cessione del sito militare da parte del demanio. La segretaria della Cna di Camerino Barbara Temperilli ha tracciato un quadro della situazione economica della zona: “Nel 2013 il numero complessivo delle imprese è rimasto invariato, mostrando una sostanziale capacità di tenuta, leggermente superiore rispetto al resto del territorio provinciale – ha detto – a Camerino si registra una crescita di 16 imprese attive, che compensa la diminuzione in tutti gli altri comuni. Si registra un saldo negativo in particolare per le costruzioni ed il commercio al dettaglio, in linea con i dati provinciali e regionali”. Tra i settori principali il primo è quello agricolo, ha spiegato la Temperilli, seguono il commercio al dettaglio ed il settore turistico con 111 strutture ricettive attive, non trascurabile la presenza di imprese per prodotti di legno e metallo, in particolare a Camerino, Castelraimondo e Fiuminata. L’architetto Vittorio Salmoni, tra i progettisti del distretto culturale evoluto e dell’ex patto territoriale reato dalla provincia di Macerata nel post terremoto del 97, esaminando il quadro territoriale ha spiegato come occorra aumentare l’attrattività della zona, creando parimenti un nuovo modello di sviluppo, citando l’esempio del piano strategico di Fabriano. E’ seguito l’intervento di Stefano Belardinelli, presidente del Contram che ha suggerito una serie di interventi per rendere più fruibile la ferrovia provinciale, in particolare la Civitanova-Albacina, attraverso un programma da attuare su quattro livelli. “Occorre un gruppo operativo, sul modello della consulta territoriale dell’università, che si metta a lavorare sin da subito, altrimenti le cose si dicono e non si fanno mai”, ha concluso Belardinelli. L’architetto Luca Maria Cristini, responsabile del settore beni culturali della Curia di Camerino, ha ripercorso la storia dell’Intagliata, la linea difensiva dei Da Varano a cui apparteneva Torre del Parco, evidenziando le peculiarità ambientali e storiche della zona del castello di Lanciano. Sul finale Cristini ha affermato che: “Installare un grande inceneritore in questa valle, non è una scelta perfettamente coerente in tale direzione. Occorre anche pensare di togliere il tappo a Passo Cornello, per dare a questa vallata uno sbocco in Umbria”. L’assessore provinciale Leonardo Lippi ha sottolineato come si debbano demolire i muri che dividono il territorio e puntare sui giovani.

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L’assessore provinciale Leonardo Lippi e il promotore dell’iniziativa Daniele Salvi

Renzo Marinelli sindaco di Castelraimondo ha affermato: “Il nostro Comune in questo territorio ci ha sempre creduto ed ha investito molto. E’ una zona strategica. Metterci insieme è ora di farlo davvero. Nel prossimo consiglio comunale di inizio maggio siamo disponibili a proporre ai cittadini, qualora ci siano altri comuni disponibili alla fusione, un referendum consultivo. Non vogliamo nè annettere, nè essere annessi, ma metterci insieme per fare massa critica”. Le conclusioni sono state riservate all’assessore regionale al bilancio ed alla cultura Pietro Marcolini. “L’area di Torre del Parco occorre concentrarsi sul suo sviluppo, in modo sperimentale, tramite questo progetto pilota. La sinclinale camerte-fabrianese è l’asse corto del progetto Quadrilatero, ha una giustificazione piena in termini infrastrutturali, economici e digitali. E’ un’esigenza fondamentale da parte umbra con Nocera e Foligno, collegarsi con l’area che da Camerino va a Fabriano e Serra Sant’Abbondio. Occorre recuperare il progetto Appennino Parco d’Europa, i cantieri progettuali del Pit di Alberto Clementi, mettendo insieme in un unico asse strategico territoriale, le risorse regionali e comunali – ha spietato l’assessore – è ottima la proposta di Daniele Salvi, sempre attivo sul territorio, di ancorarci ad un piano strategico, da qui ci si può allargare ad altre aree della regione con il metodo richiamato. Qui insistono anche i 250 mila euro di risorse del distretto culturale evoluto, non sono un cuneo per il riorientamento ed il traino culturale dell’economia, ma un punto di partenza, da attuare traite la metodologia partecipativa, già sperimentata con successo nei Gal”.

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