Consigli a Babbo Natale per la sosta maceratese

Le Stelle, la commissione urbanistica, i muri abusivi, i marciapiedi in affitto, i “cavalieri”. E a Civitanova il rischio di essere preso per un “rom”
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liuti-giancarlodi Giancarlo Liuti

Egregio Babbo Natale,

se mi permetto di inviarLe la presente non è per chiedere giocattoli – sapesse da quanto tempo non sono più un bambino! – ma soltanto per darLe qualche disinteressato consiglio circa il Suo imminente arrivo nel Maceratese, un territorio dove un forestiero pur illustre come Lei può incorrere in disagi, contrattempi e insidie. Imitando i Re Magi che per raggiungere la capanna di Betlemme seguirono il corso di una cometa, Lei usa guidare le Sue renne volanti orientandosi sulle stelle, ed ecco, allora, un primo avvertimento. Quante sono le Stelle a Macerata? Fino all’anno scorso erano Cinque, poi si sono scisse in due fazioni da Cinque Stelle ciascuna e son diventate Dieci, dopodiché son tornate insieme, cioè a Cinque, ma  c’è qualche Stella che continua a storcere il naso e persistono dubbi sul loro numero effettivo: Sei, Otto, Quattro? Faccia dunque attenzione, egregio Babbo Natale. E per scongiurare errori di rotta chieda lumi, via rete, a Beppe Grillo, con la speranza che non La liquidi con un “vaffa”.

Un’altra cosa della massima importanza riguarda il Suo paese d’origine, la Groenlandia, che non appartiene all’Unione europea. Quindi Lei è un extracomunitario e se non possiede il permesso di soggiorno è un immigrato clandestino, con la conseguenza di poter essere immediatamente respinto oltre confine. Un pericolo, questo, che a  Macerata non appare incombente, ma ben diversa è la situazione di Civitanova, dove la pur saltuaria presenza di nomadi e in particolare di “rom” sembra essere, per quei cittadini, il problema di gran lunga più grave, tanto da determinare severi ordini di sgombero e conquistare grande spazio nelle prime pagine dei giornali. Stia dunque attento, allorché arriva a Civitanova, e non conti sul Suo aspetto non certo da “rom”, giacché i negozianti locali, assai impegnati  su questo specifico tema, potrebbero crederLa  un astutissimo “rom”  travisatosi con cappuccio rosso, folta barba bianca, giaccone fiammante e stivali neri. Né potrebbe salvarLa  l’evidente differenza fra la Sua slitta trainata da renne e le roulotte dei “rom” trainate da cavalli (motore), perché, anzi, le renne, animali del tutto sconosciuti ai popoli marinari, non farebbero che accrescere diffidenze e sospetti.

Sempre a Civitanova e considerando la Sua tradizionale generosità verso i bambini delle famiglie meno abbienti, non cada nel tranello di scegliere le case catalogate come povere e che invece sono ville con venti stanze, ampio giardino e piscina – misteri, questi, di vecchie e ben tollerate astuzie fiscali – e i Suoi modestissimi  doni, inadeguati a quei livelli di vita, finirebbero subito nella spazzatura. Di comportarsi con cautela Le consiglio pure a Porto Recanati, dove la gente ha sì una maggiore dimestichezza con gli extracomunitari  ma dove – caso unico in provincia – i vigili urbani sono armati di pistola non a salve e se Le capita di discutere con uno di loro per una banale contravvenzione si astenga, per carità, dal contrariarlo.

Non per ragioni etniche, ma anche a Macerata c’è il dilemma di dove parcheggiare una slitta con otto renne. E qui, ancora e sempre, attenzione. Eviti il parcheggio coperto dei Giardini Diaz, che inopinatamente chiude, ascensore compreso, alle nove di sera e Lei, ultimato il Suo giro, si troverebbe nell’impossibilità di recuperare slitta e renne, rimanendo così a piedi fino al mattino del giorno dopo. Ed eviti di parcheggiare pure in zona Cincinelli, dove le Sue renne rischierebbero di azzopparsi inciampando nel  muro abusivo costruito dall’indagato presidente della commissione urbanistica Luigi Carelli (Pd!) secondo la logica non propriamente urbanistica del “prima l’abuso, poi la sanatoria” e d’imbizzarrirsi, le renne, per il frastuono che le raggiungerebbe dall’aula del Consiglio comunale, dove, fra urli di uomini e pianti di donne, sta andando  in scena il clamoroso scontro fra lo stesso Carelli (Pd!) e Romano Carancini (Pd!),  ostile da quando è sindaco agli eccessi edificatori, con l’aggiunta di Paolo Micozzi (segretario del Pd!) che dimentico del proprio ruolo politico ha inizialmente accettato di sostenere, da avvocato, le ragioni di Carelli (Pd!) salvo poi accorgersi, da leader del partito di maggioranza (il Pd!), che era più decoroso farsi sostituire da un altro legale, stavolta, se Dio vuole, non del Pd. Perciò provveda, egregio Babbo Natale, a turare le orecchie delle Sue renne, affinché esse, così indispensabili a Lei, non vengano suggestionate dal locale andazzo del Pd e non si mettano a tirare una da una parte e una dall’altra, e incornarsi fra loro, col risultato, nefasto per Lei, di rimanere bloccato a Macerata.

E non si arrabbi, egregio Babbo Natale, nel sapere che Lauro Costa, fino all’altro ieri nel vertice di Banca Marche, è stato nominato cavaliere per le benemerenze acquisite in un istituto bancario ora commissariato per la pessima gestione degli ultimi anni e quindi avrebbe dovuto come minimo astenersi dalla cerimonia ufficiale in prefettura, consapevole dell’inevitabile disdoro che ciò gli avrebbe procurato nella pubblica opinione. Vero è che la procedura del cavalierato ebbe inizio anni fa, quando Banca Marche non era sull’orlo del fallimento. Ma,insomma, quella foto, oggi, di lui sorridente e orgoglioso di sé non può non suscitare reazioni d’indignato sbigottimento. In fondo è solo una questione di stile. “Non un delitto”, diceva il saggio Tayllerand agli inizi dell’Ottocento, “ma, peggio, un errore”. Tuttavia Lei, egregio Babbo Natale, non ci faccia caso. Da noi contano i cavalli e un titolo di “cavaliere” non lo si nega a nessuno, mentre in Groenlandia contano le renne e purtroppo un titolo di “renniere” non esiste.
E ancora. E’ proprio sicuro, egregio Babbo Natale, che i doni della Sua gerla siano tutti in regola e non provengano dalle produzioni cinesi ultimamente sequestrate, a decine di migliaia di pezzi, dalla Guardia di Finanza perché pericolose per la salute di grandi e bambini?  Dove se l’è procurate, queste Sue dotazioni? In Groenlandia, come mi auguro, o nell’emporio clandestino scoperto all’Hotel House di Porto Recanati? Lei è stato forse ingannato dagli oscuri trafficanti che prosperano nella nostra comunità cosiddetta civile? Ingannato o, dispiace dirlo, complice? Mi rendo conto, egregio Babbo Natale, che per Lei è quasi impossibile reggere la concorrenza dei supermercati  (una decina, a Macerata, un primato nazionale in rapporto alla popolazione) sicché, dai e dai, qualche compromesso di natura magari “riciclatoria” lo deve pur accettare. Ma La scongiuro: sia guardingo, Lei ha un’immagine da difendere, non si lasci corrompere dal denaro.

Da ultimo un avvertimento a Lei come pedone, quando, lasciate slitta e renne, gira in città per la consegna dei regali. Stia attento a come cammina, dappertutto ma specialmente in corso Cavour, dove, a parte le cacche dei cani (ce ne sono di assai sostanziose, provenienti da esemplari  che per mole e funzionalità digestiva battono anche le renne), i marciapiedi si sono ristretti a causa dei lavori su un grosso palazzo e sulla chiesa dell’Immacolata. Lavori? Definirli tali è un eufemismo, perché sono fermi da mesi e mesi.  E persiste l’occupazione di suolo pubblico, che dovrebbe pur soggiacere a dei prestabiliti limiti temporali, altrimenti  il suolo pubblico diventa privato. Oppure, nell’ipotesi che in alto loco sia stato deciso di cedere i marciapiedi in affitto, il Comune si faccia dare un congruo canone, coi proventi del  quale sistemare, finalmente, i cancelli di piazza Garibaldi. E a Lei, egregio Babbo Natale, cosa consiglio? Anzitutto si premunisca di una paletta per le cacche da riporre poi nella gerla come doni per i membri dimessi o autosospesi della commissione urbanistica e inoltre, quando per aggirare quegli ostacoli Le capita di scendere in strada e infilarsi fra le auto, faccia attenzione a non essere investito.
Dopodiché, ricalcolato il numero delle Stelle, potrà riprendere il volo e tornare  in Groenlandia, dove, riflettendo su questa istruttiva esperienza maceratese, Le verrà forse in mente l’idea che per il Natale del prossimo anno sarà meglio restar chiuso in un più confortevole “igloo” offertoLe dagli amici eschimesi.



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