Tares a Civitanova:
per il centrodestra è una “supposta”

Affissi ironici manifesti in giro per la città. Il sindaco si difende: "Nel 2013 pressione fiscale diminuita di 700mila euro"
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di Laura Boccanera 

La Tares come una «supposta» prescritta dal sindaco Corvatta. E’ questo il messaggio che campeggia da un’affissione a pagamento firmata dalla federazione del centro destra per protestare contro l’aumento della tariffa rifiuti. Un aumento dovuto per legge sulla quale però l’opposizione sta facendo una vera e propria battaglia contestando anzitutto la scadenza al 16 dicembre. «Il Comune di Civitanova ha applicato una Tares addebitando alla collettività una spesa complessiva di ben 7.904.000 euro, che comprende molti costi non ben definiti ma superiori di oltre un milione di euro nei confronti dell’anno precedente – dice il consigliere Sergio Marzetti – ed ecco che nel mese di dicembre oltre alle somme dovute per la seconda rata Imu, affitti, utenze varie, si aggiunge un rilevante prelievo straordinario Tares per complessivi 3.500.000 euro (in aggiunta a 4.404.000 euro già pagati a luglio).
Questa somma viene cosi sottratta alle disponibilità finanziarie delle famiglie e delle imprese civitanovesi riducendo di conseguenza le spese natalizie a danno delle varie attività commerciali interessate, già penalizzate dal difficile momento congiunturale». «Va bene pagare la Tares – aggiunge invece Giovanni Corallini –, ma lo sdegno nasce per non aver spostato la scadenza a gennaio differenziando il pagamento, con il tributo dovuto allo Stato a dicembre e la restante parte al Comune a fine gennaio, si sarebbe dato un po’ di respiro. E’ una grave irresponsabilità oltre che una ganascia all’economia». Nel frattempo sono numerose le richieste di chiarimenti pervenute in Comune e presso gli uffici della Civitas, tanto che il sindaco incontrerà venerdì pomeriggio una ventina di cittadini e commercianti che hanno fatto richiesta di appuntamento per ascoltare richieste e difficoltà. «La copertura al 100% del servizio di smaltimento è imposta dallo Stato – spiega il sindaco Tommaso Corvatta – e inoltre nella Tares confluiscono anche le spese di spazzamento e accertamento. La Civita.s (la società partecipata che si occupa della riscossione ndr) ci ha comunicato che sarebbe stato oneroso come costo e complesso spezzare il pagamento in due tranche . In realtà però se andiamo a vedere quanto i civitanovesi hanno pagato di tasse nel 2013 rispetto al 2012 emerge che a fronte di circa 2 milioni 376 mila euro in più in entrata per la Tares, corrisponde un minor gettito per l’esenzione dell’Imu pari a 2 milioni 656 mila euro circa e entrate minori anche per seconde case date ai figli e capannoni per i quali abbiamo votato l’emendamento pari a 396 mila euro. Considerando anche il fondo di 50 mila euro creato per l’esenzione totale verso chi ha un Isee basso emerge che la fiscalità è diminuita di 700 mila euro circa, pari a 17 euro in meno a cittadino».  



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