Università tra presente e futuro
Calano le risorse e gli iscritti
Aumentano i finanziamenti per la ricerca

L'Ateneo di Macerata ha inaugurato il nuovo anno accademico. Ospite d'onore, il sottosegretario con delega all'Expo Maurizio Martina, laureato Unimc. Protesta degli studenti fuori dal San Paolo
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(In alto la galleria con il foto-servizio di Lucrezia Benfatto)

inaugurazione anno accademico_0di Erika Mariniello

Immatricolazioni in calo e sempre meno risorse. L’allarme arriva dal mondo universitario dove, in Italia, nell’ultimo decennio si registra una diminuzione degli iscritti del 17 per cento. Dati al centro dell’ampio dibattito che ha interessato l’intero sistema universitario durante la cerimonia ufficiale d’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Macerata. Un’occasione non solo fare il punto sui progetti e i risultati ottenuti fino ad ora dall’Ateneo maceratese, ma anche e soprattutto, per guardare al futuro.“E’ sul lato dell’investimento in formazione, ricerca, sviluppo e innovazione che ci giochiamo il futuro, che è anzitutto l’orizzonte dei nostri giovani, costretti a pagare il conto più salato della recessione”, ha sottolineato il rettore Lacchè, analizzando i dati sconfortanti che riguardano il sistema universitario generale e che vedono l’Italia ultima in Europa insieme alla Romania con il 21,7% di laureati nella fascia 25-34 anni rispetto a una media europea del 35,8%.

 

 

Maurizio Martina, sottosegretario di Stato con delega EXPO 2015

Maurizio Martina, sottosegretario di Stato con delega EXPO 2015

 I DATI DELLA CRISI
Diminuzione del numero degli iscritti e dei laureati messa in luce anche nel discorso dell’ospite d’onore della giornata Maurizio Martina, sottosegretario di Stato con delega all’Expo 2015, di origine bergamasca, ma studente all’Università di Macerata dove ha conseguito la laurea in Scienze politiche. “In meno di un decennio, le immatricolazioni hanno registrato un calo del 17 per cento, con un saldo negativo di ben 58mila unità: è come se fosse scomparso un grande Ateneo – ha commentato l’onorevole Martina – Nelle società della conoscenza (ma, forse, sempre nella storia), il sapere, di cui l’università rimane veicolo comunque essenziale, rappresenta e sempre più rappresenterà uno degli strumenti per il pieno sviluppo della persona umana e per l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica e sociale del Paese. Ma anche in una visione meramente economicistica l’università rimane pur sempre un’opportunità. Ovunque nel mondo, Italia compresa, infatti, chi ha una laurea ha una chance in più di trovare lavoro (o in meno di perderlo)”.

Luigi Lacchè, rettore dell'Università di Macerata

Luigi Lacchè, rettore dell’Università di Macerata

I RISULTATI DI UNIMC E I FINANZIAMENTI OTTENUTI DALLA RICERCA DI UNIMC
L’Ateneo di Macerata, consapevole della sfida, grazie ad una politica di razionalizzazione delle spese avviata da alcuni anni dall’ateneo come ha spiegato nel suo intervento il direttore generale Mauro Giustozzi, ha destinato nuove risorse a beneficio degli interventi per gli studenti e della ricerca scientifica. Ambito in cui l’Università proprio in questi giorni sta riscontrando esiti positivi. La Regione Marche, infatti, ha assegnato una valutazione altissima al progetto “PlayMarche: un distretto regionale dei beni culturali 2.0”, presentato e coordinato da Unimc nell’ambito del Distretto culturale delle Marche e piazzatosi al secondo posto su venti progetti presentati per un finanziamento di 300 mila euro. Il progetto, volto a creare una filiera dell’industria e dei servizi relativi ai giochi (edutainement) e all’entertainement applicati ai valori e ai beni culturali, ha un budget di 850 mila euro e ben 55 partner, tra cui alcuni giganti della comunicazione culturale come Rainbow e Eli. Numeri che confermano un trend di crescita e consolidamento anche dei progetti europei. Trenta quelli presentati fino ad ora, 16 in attesa di valutazione e 7 approvati per oltre 2,2 milioni di fondi, di cui 900 gestiti dall’Ateneo.

Inaugurazione_anno_accademico_2013 (6)TERZA IN ITALIA PER GRADIMENTO DEGLI STUDENTI INTERNAZIONALI
Passi avanti, come afferma il rettore Lacchè,  anche sul fronte dell’internazionalizzazione, tanto che “Proprio di recente, l’Università di Macerata è risultata il terzo ateneo italiano preferito dagli studenti internazionali dopo colossi come quelli di Bologna e Padova. E’ il risultato dell’International Student Satisfaction Awards, classifica promossa dalla piattaforma online StudyPortals e realizzata analizzando l’opinione di circa quarantamila studenti.Un piazzamento che ben si accorda con il sempre più alto numero di studenti stranieri – sono il 5% degli immatricolati, ben al di sopra della media nazionale – e con l’aumento dei corsi di laurea a doppio titolo o in inglese. Questo impegno per l’internazionalizzazione – ha ribadito Lacchè – è rivolto ai nostri studenti e laureati ma anche, e soprattutto, al territorio, al mondo delle imprese, per favorire incontri stimolati dalla cultura e dal più sincero spirito di conoscenza reciproca”.

PROCESSO FEDERATIVO CON CAMERINO
Durante la mattinata si è parlato anche della prospettiva dell’avvio di un processo federativo con l’Università di Camerino, vista la buona esperienza dell’accordo di programma, che sta ormai giungendo al termine. “Lo strumento federativo – ha spiegato il rettore Lacchè – offre la possibilità di migliorare la qualità e l’efficacia delle attività fondamentali salvaguardando la storia, l’identità e l’autonomia dei soggetti federati, ottimizzando l’uso delle risorse e dando vita ad una realtà scientifica e didattica fortemente complementare che cresce di scala, aumenta le già forti potenzialità, rafforza il ruolo, già sperimentato, di guida e di agenti promotori dello sviluppo territoriale”. Tra le novità sul fronte dell’edilizia, infine, si segnala il recupero del cortile delle ex carceri in via Illuminati.

LA PROTESTA - Una lapide commemora la scomparsa dell'Università

LA PROTESTA – Una lapide commemora la scomparsa dell’Università

LA PROTESTA DEGLI STUDENTI
Durante la mattinata, mentre, in un affollato auditorium San Paolo, davanti a docenti, ricercatori, studenti di Unimc e molte autorità, si è svolta questa mattina la cerimonia ufficiale dell’inaugurazione dell’anno accademico 2013/2014,  fuori d’aula un gruppo di studenti hanno organizzato una manifestazione di protesta per portare all’attenzione della comunità accademica e dell’opinione pubblica il grave disagio che ormai da anni si trovano a vivere.

“La nostra condizione è sempre più sofferente e precaria: siamo l’unico paese che ospita il fenomeno degli studenti idonei non beneficiari di borse di studio, abbiamo una tassazione universitaria che ormai sfiora una media di 1500 euro annui e da troppo tempo nessun governo investe seriamente nell’università e nella ricerca. Di fatto dell’università pubblica ed del Diritto allo Studio sancito dalla Costituzione non restano che sparsi frammenti e fioche memorie: per questo abbiamo esposto oggi la lapide che commemora la scomparsa dell’Università – spiegano i rappresentati dell’Associazione Officina Universitaria – Oggi quindi si inaugura un nuovo anno accademico di un’università che non c’è più, e al di la dei discorsi di rito e delle liturgie istituzionali crediamo che sia importante, quando si parla di università, ribadire sempre che c’è bisogno di una radicale inversione di tendenza, c’è bisogno di tornare ad investire nei saperi e interrompere lo smantellamento sistematico dell’università che da anni è stato portato avanti da una classe politica che ha condotto il paese sull’orlo del baratro”.(GUARDA IL VIDEO)

Inaugurazione_anno_accademico_2013 (2)GLI INTERVENTI

Alla cerimonia, oltre a docenti, ricercatori, studenti e impiegati di Unimc, hanno partecipato anche tanti rappresentanti degli enti e delle istituzioni nonché delle aziende. Tra gli altri: il presidente della Provincia Antonio Pettinari, il vice sindaco Federica Curzi, il prefetto Pietro Giardina, il presidente della Camera di Commercio Giuliano Bianchi, i segretari di Cigl Aldo Benfatto e Cisl Marco Ferracuti, il presidente dell’Ersu Maurizio Natali insieme al direttore Nunzio Rapisarda. Presenti anche Dario Amodio, delegato del rettore dell’Università Politecnica di Ancona; Flavio Corradini, rettore dell’Università di Camerino; Dino Mastrocola, prorettore vicario dell’Università di Teramo.  La tradizionale prolusione è stata tenuta dal professor Angelo Ventrone sul tema “Quale futuro stiamo costruendo? Riflessioni storiche sulla modernità”, che ha concluso osservando come la risposta a questa domanda “si possa trovare solo tornando a praticare una Politica del fine – cioè dell’Uomo – e non più dei mezzi che, come il ‘900 ha tante volte dimostrato, diventa inevitabilmente una politica della forza contro l’Uomo stesso”. Hanno portato il proprio saluto anche Cinzia Raffaelli in rappresentanza del personale tecnico amministrativo e Francesco Annibali per gli studenti e sono stati consegnati gli attestati di benemerenza ai docenti in pensione, il professor Nedo Fanelli e la lettrice Lucrecia Porto Bucciarelli.

 

 

 



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