L’appello della Filctem-Cgil:
“La cassa integrazione è finita,
dopo non c’è nulla”

MACERATA - Dal direttivo del comparto moda e chimica i dati allarmanti della crescita delle ore degli ammortizzatori sociali. Persi in 6 anni 10 mila posti nel calzaturiero. Miceli (segretario nazionale): "Rischio tragedia sul piano sociale"
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Domenico Ticà, Sonia Paoloni e Emilio Miceli

Domenico Ticà, Sonia Paoloni e Emilio Miceli

di Gabriele Censi

“Altro che ripresa, qui se non si finanziano gli ammortizzatori in deroga c’è il rischio di una tragedia sul piano sociale”. Ai lavori del Comitato Direttivo dei delegati della provincia di Macerata della Filctem (i settori Tessile-Abbigliamento-Pelletteria, Giocattoli, Chimica, Gomma Plastica, Elettrico, Gas-Acqua, Municipalizzate), a Piediripa c’era anche il segretario nazionale Emilio Miceli già da ieri sul territorio per la presentazione del progetto “Una casa di tutti i colori” (leggi l’articolo). E’ lui che lancia il grido d’allarme. “Ci sono tanti modi – prosegue Miceli – per misurare la ripresa, guardando i contatori Enel, facendo previsioni o rilevando gli ordinativi. La lieve inversione di tendenza che si attende per la fine dell’anno e nel 2014 non può entusiasmare più di tanto, la crescita della Germania potrà trascinarci verso il segno più ma questo non significa automaticamente nuova occupazione. Se rimane ferma l’edilizia non riparte nemmeno la chimica. ”.

filctem (1)I numeri del comparto li ha enunciati Sonia Paoloni, segretaria provinciale Filctem: “Le ore di cassa integrazione certificano la situazione del settore. Il raffronto giugno 2012/giugno 2013 ci indica una crescita per Tessile-abbigliamento–calzature del 130%  della ordinaria e del 70% della straordinaria, mentre scende del 30% la cassa in deroga. Questo ultimo dato risente del fatto che gli ammortizzatori non hanno coperto l’intero periodo e sono stati pagati fino ad aprile/maggio.  Nella chimica, che rappresenta una quota minoritaria  della forza lavoro totale in provincia, scende la ordinaria ( – 13,5%) , aumenta la straordinaria (+14,5%) e la cassa in deroga (+96,9%). Numeri che vanno letti all’interno di una crisi che nel calzaturiero va avanti da 6 anni e che ha portato alla riduzione di un terzo dell’occupazione. Sono stati persi 10 mila posti di lavoro”. Il segretario regionale Domenico Ticà chiede ai rappresentanti dei lavoratori unità e determinazione: “Ormai le misure a disposizione delle aziende sono state tutte consumate, se non si rifinanzia la cassa in deroga non c’è che null’altro che il licenziamento”.

filctem (4)Situazione ancora più grave per gli artigiani che sono maggiormente  esposti alla crisi per dimensione, sottocapitalizzazione e  mancanza di liquidità e ora si aggiunge  anche il carico della crisi di BancaMarche. I rappresentanti sindacali manifestano preoccupazione anche per i contratti scaduti. La trattativa non segna passi avanti e,  salvo qualche eccezione (esiti positivi  per  la concia e le lavanderie), non arrivano segnali che possono dare ottimismo. Nel mese di settembre ci saranno altre 8 ore di sciopero dopo le 4 dello scorso luglio. 



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