Giornata dell’Economia, Bianchi:
“Il cattivo esempio
dello Stato che non paga i debiti”

MACERATA - Dati non confortanti sulla situazione delle imprese nel nostro territorio nell'annuale report della Camera di Commercio. Tra il 2011 e il 2012 hanno chiuso ben 535 aziende. Nuova Simonelli e Emanuela Leli tra i protagonisti positivi del convegno che si è svolto nella Sala Guizzardi
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Giuliano Bianchi

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di Gabriele Censi

La 11^ Giornata dell’Economia, celebrata a Macerata per iniziativa della Camera di commercio, si è aperta con l’introduzione del presidente Giuliano Bianchi che anche stavolta ha dovuto raccontare un anno  difficile: “la cura comincia a far stare molto male, se non addirittura ha ammazzato il malato. Ci sono meno risorse da investire e tagli costanti quotidiani che colpiscono tutti indiscriminatamente senza colpire gli sprechi. Accompagnati dall’aumento fiscale, il risultato è che perdiamo le nostre imprese. Di conseguenza aumenta la disoccupazione. Ormai sono colpite piccole, medie e grandi imprese.  Non si pagano i debiti, lo  Stato è il primo che dà il cattivo esempio e ora le imprese lo seguono. Bisogna rispettare la legge europea che fissa in 30 giorni il tempo di pagamento. Si rimetterebbe in circolo liquidità essenziale per evitare chiusure e fallimenti. Le costruzioni sono il settore più colpito, ma tutto il tessuto artigiano capillare sul territorio, un presidio fondamentale, è a rischio. Speranze vengono dall’agricoltura, si salva chi ha mercati internazionali. Per far ripartire il mercato italiano serve , oltre che far pagare i debiti con una riforma della giustizia, ridurre il cuneo fiscale: ogni euro per il dipendente costa 2,1 all’impresa.” Bianchi poi continua con la sua ricetta proponendo tante piccole opere di manutenzione piuttosto che grandi opere con minore ricaduta occupazionale sul territorio. Non manca l’accenno ai costi della politica e poi conclude con un appello: “Se perdiamo le nostre imprese perdiamo un patrimonio di saper fare che non si riacquisisce più. Dobbiamo lavorare tutti insieme per il bene di tutti, senza l’egoismo a cui ci hanno costretti”.

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Annalisa Franceschetti

Poi gli approfondimenti di Annalisa Franceschetti (dell’Area promozione della Camera di commercio) e  Lorenza Natali (responsabile dell’Area promozione) che hanno fornito un’ampia serie di dati per consentire di comprendere meglio la gravità della situazione produttiva della nostra provincia. Così si è appreso che tra il 2011 e il 2012 hanno chiuso ben 535 aziende. Il settore agricolo ha avuto un saldo negativo di 221 imprese scendendo al di sotto delle 9.000 aziende. Questi gli altri dati: costruzioni – 197 imprese (ne restano 5.298 unità); commercio – 103 imprese (restano 8.236); manifatturiero – 103 imprese (restano 4.642); trasporto e magazzinaggio – 28 imprese (restano 833). Del manifatturiero fanno parte il pellettiero e calzaturiero – 44 imprese (restano 1.365), il tessile – 12 imprese (restano 92), abbigliamento – 16 imprese (restano 334), industria del legno – 17 imprese (restano 304), fabbricazione di mobili – 7 imprese (restano 227). Stabili le industrie alimentari con 394 unità. Dati positivi per le attività di riparazione, manutenzione e installazione di macchine con 146 imprese (+ 12), fabbricazione articoli in gomma e materie plastiche 145 imprese (+ 11 unità), attività immobiliari 1.224 imprese (+23 unità), attività professionali, scientifiche e tecniche 908 imprese (+16 unità), servizi di alloggio e ristorazione 1.992 imprese (+12 unità). Resistono le imprese artigiane le quali, diminuite di 350 ujnità nel 2011, nel 2012 hanno fatto registrare nella nostra provincia un incemento di 168 imprese. Nel febbraio 2013 le imprese attive maceratesi sono scese al minimo storico, pari a 35.817 unità, ma sono tornate a crescere a marzo fino a 35.855 unità, 35.860 a fine aprile e 35.913 a fine maggio 2013. Restano però in flessione l’agricoltura (-232 imprese), il manifatturiero (-116), le costruzioni (-264).

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Lorenza Natali

Il mercato estero registra un andamento positivo. Nel 2012 le nostre imprese, rispetto al 2011, hanno esportato merci per complessivi un milairdo e 600.000 euro con un incremento di quasi 70 milioni rispetto al 2011. La moda costituisce il 48,4% delle esportazioni pari a 772 milioni di euro (30 milioni in più sul 2011 + 4,1%). L’export della chimica cresce del 14,2% (+13,4 milioni di euro). Cresce la meccanica: computer e apparecchi elettronici + 3,5%, apparecchi elettrici +3,9%, macchinari +17,1%, mezzi di trasporto +18,5%. In difficoltà l’export per gomma e materie plastiche. Il principale mercato di sbocco dei prodotti maceratesi resta l’Europa (75% del totale esportato).

giornata economia 4Crescono le esportazioni in Africa +24,6% (11,5 milioni di euro in più), America del nord +12% e America del centro sud +18,4%, Asia orientale + 17,5%, Medio Oriente + 9,8%, Asia centrale + 11%. Interessanti anche i dati statistici riguardanti la cultura. In provincia di Macerata solo l’11% della popolazione ha la laurea, i diplomati sono il 32,1%, e solo il 26,1% coloro che hanno la scuola dell’obbligo. Dal 2008 al 2011 lo stock annuale di laureati residenti in provincia di Macerata si è ridotto di quasi il 4%. Forte la riduzione dei laureati nelle facoltà economico-amministrative (-20%), giornalismo e informazione (dimezzato a livello provinciale), e istruzione (-40% a livello regionale.  Aumentano i laureati in architettura ed edilizia (+30%). Le imprese giovanili in provincia di Macerata sono diminuite di 226 unità. I giovani impegnati in servizi di alloggio e ristorazione sono pari al 18,4% degli occupati. Le imprese giovanili agricole sono soltanto il 3,7%. I giovani che comunque nel 2012 hanno avviato una nuova attività imprenditoriale sono stati 817. Due terzi delle iscrizioni riguardano il settore delle attività finanziarie e assicurative

Dopo il report, purtroppo non positivo, illustrato dai funzionari della Camera di commercio sull’andamento economico generale, sia per quanto riguarda la realtà maceratese, sia nel contesto generale italiano, il presidente Giuliano Bianchi ha voluto dare voce ad alcune esperienze di imprese del territorio che hanno saputo contrastare la negativa congiuntura di questi anni.  

Emanuela Leli ha raccontato la sua esperienza di imprenditrice di successo a Fiastra nel settore del turismo. Una storia in controtendenza che ha fatto da stimolo ai tanti studenti presenti nella Sala Guizzardi dell’Ente camerale. Nel cuore del Parco dei Sibillini un offerta diversificata partita con dei tour con i quad, accessibili anche ai disabili e poi cresciuta con una pizzeria e un bagno sul lago con canoe e parco bimbi.  Una crescita costante che trae il proprio reddito principalmente con gli stranieri.

ge1Nuova Simonelli è stata portata ad esempio come azienda del maceratese particolarmente presente sui mercati esteri (115 Paesi, dove esporta circa l’85% delle macchina per caffè espresso prodotte nello stabilimento di Belforte del Chienti) e soprattutto come azienda fortemente impegnata nella ricerca e nella continua innovazione. Due aspetti che sono tra loro legati più di quanto si possa pensare. La possibilità di conquistare nuovi mercati, infatti, è strettamente connessa alla capacità di sapersi innovare. “Innovazione che – come ha spiegato il direttore di produzione, Mauro Parrini – non riguarda solamente il prodotto, continuamente rinnovato dal punto di vista tecnologico e del design, ma anche il processo produttivo e l’organizzazione aziendale”.  Ed a proposito di organizzazione, negli ultimi anni Nuova Simonelli ha investito anche molto nelle risorse umane, con un aumento di personale di circa il 30%, che ha portato ad inserire in azienda soprattutto giovani, laureati o tecnici qualificati. Uno di questi, Simone Foglia, ingegnere progettista attualmente impegnato in Nuova Simonelli a sviluppare nuove tecnologie attente ad aspetti della sostenibilità ambientale, ha portato al convegno la propria testimonianza anche di giovane laureato assunto a tempo indeterminato attraverso il bando della Camera di commercio su “innovazione ed occupazione nelle PMI”.

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