Avvocatessa sfigurata con acido, resta in carcere Luca Varani
L'avvocato pesarese accusato di essere il mandante dell'aggressione a Lucia Annibali. Respinta l'istanza della difesa
Resterà in carcere Luca Varani, l’avvocato pesarese accusato di essere il mandante dell’aggressione con l’acido ai danni della sua collega, l’urbinate Lucia Annibali. Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Ancona, dopo una lunga camera di consiglio, respingendo l’istanza della difesa. Varani è rinchiuso nel carcere pesarese di Villa Fastiggi dal 17 aprile scorso, poche ore dopo l’aggressione subita, sull’uscio di casa, dalla giovane avvocatessa, con la quale aveva avuto una relazione, conclusa da tempo. Secondo il castello accusatorio, l’avvocato e’ il mandante: avrebbe assoldato un albanese per colpire la donna al volto, con l’acido. Prove indiziarie, secondo la difesa, che però oggi si è vista respingere l’istanza di scarcerazione. Per la stessa vicenda sono in carcere anche altri 4 albanesi: Rubin Talaban, accusato di essere l’autore materiale dell’aggressione, i fratelli Arvid e Arlind Spahija, che lo nascondevano in un appartamento di Marina di San Salvo, e Precetaj Altistin, suo complice su Pesaro. Per i giudici del Riesame, Luca Varani deve rimanere in carcere perchè sussisterebbero motivi per temere la sua fuga, insieme alla possibile reiterazione del reato e all’inquinamento delle prove. Al tribunale, la procura di Pesaro aveva presentato anche gli ultimi risultati delle consulenze mediche sulla ferita che Varani ha sul dorso della mano e, secondo gli esperti dell’accusa, compatibile con un contatto con una sostanza acida. Indizi che vanno ad aggiungersi a diverse testimonianze e al ritrovamento, da parte del Ris di Roma, di tracce di acido su due dei sedili dell’auto di Varani, che l’avvocato ha ripreso dal demolitore al quale l’aveva ceduta.