Case di riposo poco sicure?
La Cgil chiede un’assistenza adeguata

Dopo le morti di Giuseppina Boccanera a Recanati e Nazareno Battista a Urbisaglia
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Antonio_Marcucci

Il segretario provinciale dello Spi Antonio Marcucci

Dal Sindacato Pensionati della Cgil di Macerata riceviamo:

“Negli ultimi mesi la cronaca locale ha registrato diversi episodi di allontanamento di anziani ospiti in case di riposo in vari Comuni della nostra Provincia. In alcuni casi questi eventi hanno avuto anche, purtroppo, un amaro epilogo come nei casi di Giuseppina Boccanera a Recanati (leggi l’articolo) e di Nazzareno Battista a Urbisaglia (leggi l’articolo). Noi intendiamo stigmatizzare questo dato di fatto e chiediamo ai responsabili delle case di risposo di garantire un’adeguata assistenza ed evitare, quindi, il ripetersi di eventi analoghi. Allo stesso tempo ci rivolgiamo anche agli Enti Locali chiedendo di abbandonare la strada dei “tagli lineari” per far quadrare i conti, privilegiando quella di un’approfondita analisi delle conseguenze che possono derivare, dalle scelte effettuate, soprattutto per i soggetti più indifesi, quali sono i disabili ed i non autosufficienti. Tutti siamo consapevoli del fatto che occorre ridurre i costi di gestione, ma questa revisione di spesa deve essere oculata e non può intaccare diritti sacrosanti ed eliminare tutele socio-sanitarie. Oltretutto la categoria dei pensionati nella nostra Regione è stata la più tartassata dall’IMU e molti anziani sono al limite della sopravvivenza. Secondo un’analisi che abbiamo fatto emerge che su circa 90mila pratiche definite nel territorio delle Marche, oltre 42mila (47,8%) riguardano ultra 65enni; di questi 42mila, oltre 8mila (19,5%) hanno un reddito inferiore a 7.500 euro lordi annui. Ciò implica che tante famiglie di questa fascia di pensionati sono state costrette a scegliere se pagare l’IMU o comprare cibi, medicinali e gas per il riscaldamento. Tutto questo perché l’IMU non è una tassa progressiva ed è in forte contrasto con quanto sostenuto dal Presidente della Repubblica Napolitano (e dalla stessa Costituzione), secondo cui il prelievo deve essere sulla base del reddito. E’ evidente, allora, che mentre da una parte i pensionati sono la categoria più tartassata dall’IMU, dall’altra non traggono i benefici che dovrebbero derivare loro da questo prelievo forzoso. Dal 1° gennaio 2013, inoltre, verranno applicate le norme peggiorative (quelle dei ministri Sacconi e Fornero) per il calcolo della pensione (-3,3% rispetto al 2012 e, addirittura – 12,8% rispetto al 2009) e si allungheranno i tempi per poter andare in quiescenza perché la pensione sarà agganciata all’aspettativa di vita. A fronte di questo complesso normativo che peggiora la vita del pensionato in ogni settore, stiamo portando avanti un’opera di sensibilizzazione degli amministratori locali, con l’obiettivo di ottenere scelte di politica economica che garantiscano la copertura dei servizi socio-assistenziali e, contemporaneamente, non vadano a mettere le mani nelle tasche dei pensionati stessi”.

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Giuseppa Boccanera

 

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Nazzareno Battista



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