Alta tensione nella sede del Gus
Interviene la Polizia

MACERATA - Dopo la protesta davanti alla Questura, i richiedenti asilo politico hanno fatto sentire la propria voce negli uffici di via Pace chiedendo per l'ennesima volta il rilascio del permesso di soggiorno
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Le auto della Polizia davanti agli uffici del Gus

Polizia-Pace-2di Alessandra Pierini

“Io ero tra coloro che sono sospesi”: così Virgilio si presenta a Dante nel secondo canto dell’Inferno e definisce la sua posizione  di ospite del Limbo. Non dovrebbe essere tanto diversa la sensazione che provano i richiedenti asilo politico arrivati un anno e mezzo fa a Macerata per l’emergenza Nord Africa. In attesa di un permesso di soggiorno, hanno il sostegno delle associazioni di assistenza, ma non hanno uno status, né la possibilità di scegliere il loro futuro, di farsi la loro vita, di trovare una casa,  un lavoro e mantenersi. Il 31 dicembre, quindi tra meno di due mesi, il programma di accoglienza terminerà e questa scadenza accentua ancora di più la frustrazione della posizione incerta. Intanto le circolari ministeriali volte ad accelerare l’iter di rilascio del documento, pubblicate alla fine di ottobre, hanno acceso nuove speranze e hanno portato i richiedenti asilo a prendere iniziative con l’obiettivo di far sentire la loro voce e chiedere certezze alle autorità.

Così lunedì scorso  i ragazzi si sono dati appuntamento in piazza della Libertà, davanti alla Questura, per manifestare il loro disagio (leggi l’articolo), questa mattina invece era in programma una riunione nella sede del Gus di via dei Velini, ma i richiedenti asilo politico si sono trovati, senza preavviso, negli uffici di via Pace, dando vita ad una discussione piuttosto animata, sia col personale dell’organizzazione che con gli agenti dell’Ufficio Stranieri della Questura di Macerata arrivati in gruppo. Per tutta la mattina, numerose auto della Polizia hanno stazionato lungo la via e i passanti si sono interrogati sul motivo della loro presenza, tanto più che dall’interno dell’ufficio si sentiva una certa confusione.

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La protesta di lunedì in piazza della Libertà

«Le loro istanze sono legittime – spiega Franca Angeli, vice presidente del Gus Macerata – premono perchè si faccia presto in quanto temono di rimanere in mezzo alla strada. E’ vero che i loro toni, spesso, diventano sopra le righe e parlando tutti insieme o entrando in decine in un ufficio, fanno una grande confusione. Noi comunque siamo qui per mission e ci siamo impegnati ad aiutarli e a seguirli finchè ne avranno bisogno ma è vero che nessuno ha la bacchetta magica, né noi, né la Questura e già da tempo avevamo fatto presente che questa era una situazione ad orologeria che prima o poi sarebbe scoppiata, fortunatamente non arrivando alle estreme conseguenze come in altre città d’Italia». Nelle Marche i richiedenti asilo politico dell’emergenza Nord Africa sono ben 450 di cui 250 seguiti dal Gus mentre a Macerata sono circa un centinaio. In questo anno e mezzo hanno frequentato corsi di italiano, di formazione e di teatro e li abbiamo visti sui marciapiedi della città durante l’emergenza neve ma ora le esigenze dominanti sembrano essere altre. Intorno alle 13,30 i poliziotti hanno abbandonato gli uffici del Gus ma i ragazzi sono rimasti ancora per un pò.
Sospeso, un po’ come i rifugiati, è anche quel processo di integrazione di cui tanto si parla ma che stenta a decollare. L’insolito movimento di agenti infatti non è passato inosservato ai residenti i quali si sono affacciati alle finestre e hanno chiesto spiegazioni. Molti di coloro che abitano in zona, infatti, sono rimasti profondamente  colpiti dall’episodio dei giorni scorsi quando  da un appartamento, durante un litigio, da un appartamento di immigrati è stata lanciata in strada una valigia che ha centrato in pieno l’auto di Cristina Soldini, parcheggiata a fianco di un palazzo, la quale ora si ritroverà a pagare oltre duemila euro di danni.

(Foto Cronache Maceratesi – vietata la riproduzione)
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