Gestiva 11 società e 60 milioni
Maxi truffa per evasione fiscale

VITA DA NABABBO IN FUGA DALLE TASSE - Denunciato alla Procura di Macerata un pregiudicato fermano di 66 anni insieme a 28 prestanome per reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, con il sequestro contestuale di tre abitazioni
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Ville, bar, un ristorante e auto di lusso, quote societarie di 11 società di capitali, la disponibilità di 15 conti correnti bancari e una movimentazione di 60 milioni di euro in 10 anni.

Sessanta milioni di euro di denaro riciclato movimentati su 15 conti correnti intestati a prestanome, così come le quote di 11 società attive fra Marche, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia e Sardegna. Ville, esercizi commerciali, terreni e auto di lusso, tutto nella disponibilità di un pregiudicato che dal 1992 al 2011 non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi. Sono numeri e modus operandi della criminalità organizzata, ma nell’operazione ‘Great Tower’ condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Ancona-Gruppo investigativo sulla criminalità organizzata, mafia e camorra non c’entrano. Anche se i finanzieri hanno sequestrato beni per 2 milioni di euro in forza della normativa antimafia, attività e immobili che ora, affidati ad un amministratore giudiziario, entreranno a far parte del patrimonio dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati alla mafia.
Al centro della truffa e del riciclaggio ci sono un pregiudicato fermano di 66 anni, E. P., e suo figlio, più altri 27 soggetti, in gran parte prestanomi: parenti, amici e disoccupati a caccia di soldi. Tutti sono stati denunciati alla procura della Repubblica di Macerata, titolare dell’inchiesta, per reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, con il sequestro contestuale di tre abitazioni, compresa una villa con torrione antico, un bar e una pizzeria-ristorante molto noti a Fermo, 9 vetture (fra cui una Porche Carrera), un terreno, e saldi attivi di 15 conti correnti accesi in filiali di istituti di credito nazionali a Civitanova, Osimo, Ascoli, Montecassiano e Pedaso nelle Marche, e in Emilia Romagna, a Ferrara.

Proprio i funzionari di nove banche, hanno spiegato in una conferenza stampa ad Ancona il comandante del Nucleo di Polizia Tributaria col. Gianluca Filippi e il col. Gianfranco Lucignano, che dirige il Gruppo investigativo criminalità organizzata, sono stati sanzionati per aver omesso di segnalare operazioni sospette per un ammontare di 3,7 milioni di euro. Un altro istituto di credito invece ha avvertito la Banca d’Italia, come prevede la legge, dando il via alle indagini. Secondo gli investigatori, E. P., già condannato per reati associativi connessi a truffe all’Erario e indebiti rimborsi Iva, e interdetto dall’esercizio di attività amministrative, continuava a gestire i propri affari come nulla fosse, attraverso società ‘cassafortè intestate a prestanomi. Una quarantina gli uomini della Gdf che stamani hanno proceduto ai sequestri nelle cinque regioni, portando via anche altre due auto di lusso, quadri, orologi di valore.



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