Il “sequestro” della Tardella e quei due punti lasciati a Termoli

La Maceratese si lamenta per un diverso trattamento arbitrale e comincia a capire che in questo campionato può essere davvero la mina vagante
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di Enrico Maria Scattolini

MARIELLA” SEQUESTRATA”A TERMOLI (-) Insieme ai magnifici supporters biancorossi, sistemati nell’angusta tribunetta antistante quella centrale dello stadio di Termoli. La Presidentessa arriva inviperita davanti alle telecamere e pronuncia parole di fuoco all’indirizzo delle forze dell’ordine ma soprattutto degli steward molisani. Cerco di calmarla, focalizzando le domande sui contenuti tecnici della partita appena conclusa. Inutilmente. L’arrovella ancora il comportamento degli addetti alla sicurezza nei confronti suoi e della tifoseria amica, con cui ha seguito la partita. “Ci hanno letteralmente sequestrato!-espolde- Duecento persone allocate in uno spazio ristretto, sotto il sole battente e controllate a vista. Al punto che ci hanno impedito qualsiasi movimento. Neanche la possibilità di uscire fuori dall’impianto, se non uno alla volta, per prendere una bottiglia d’acqua. Con quel caldo soffocante”. “Non eravate mica in un lager?” “Proprio così.”. “Ma tu avrai protestato?”. “Certo. L’ho fatto con la polizia. Ma non  ho avuto risposta; neanche la soddisfazione di sapere con chi stavo parlando.” Si calma soltanto quando riesce a parlare con gli esponenti della società ospitante, sino a quel momento latitanti. Ma solo apparentemente. Mi chiedo se basteranno i duecentocinquanta chilometri di autostrada del ritorno a Macerata per far sbollire la sua rabbia.

Tardella

Il presidente della Maceratese Maria Francesca Tardella

MARIELLA (IMBUFALITA) E TAVECCHIO Anche il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti finisce nel mirino della scatenata number one biancorossa. “E’ ora di finirla con le continue designazioni di arbitri pugliesi e campani -protesta la dottoressa – . Soprattutto quando la Maceratese gioca da queste parti.” Alludendo chiaramente alle squadre meridionali del girone ed ancor più ai clamorosi errori, tutti in danno dei biancorossi, di tal Del Rosso da Molfetta, referee del match.“Lo dirò subito a Tavecchio, – minaccia – Che mi dovrà sentire, perché altrimenti finisce la voglia di fare calcio e di investirvi.”. La Tardella fa bene ad inalberarsi (+), ma dubito che Tavecchio l’ascolti al di là della dovuta cortesia, travolto com’è da valanghe di proteste una domenica sì e l’altra… pure, per la qualità della classe arbitrale.

LA PROVA …PROVATA Che comunque Mariella abbia ragione lo confermano le dichiarazioni di Giacomarro (+),l’allenatore del Termoli, a fine incontro: “Effettivamente la decisione di Del Rosso di concederci il rigore del pareggio è stata abbastanza generosa .”
“Solo generosa?”,insisto. “Beh,diciamo che il nostro giocatore (Caravaglio) è stato bravo a tuffarsi nello “spalla a spalla”con Donzelli.”
Tanta sincerità evidentemente lo sconcerta, se subito aggiunge :”Ma il penalty probabilmente c’era nel precedente intervento di un difensore marchigiano effettuato, al centro della sua area, su un nostro attaccante.”. Non si può pretendere troppo da un addetto ai lavori.

Francesco-Donzelli

Francesco Donzelli

RIGORI SI’/RIGORI NO Io credo che più dell’arbitro abbia deciso il pubblico (-).Oltre duemila spettatori molisani stretti come sardine in tribuna, incontenibili nelle aspettative (“Qui si punta alla promozione”, aveva tenuto subito ad informarmi un giornalista locale nel pre-partita) e conseguentemente nel tifo. Che ha raggiunto l’assordante diapason nell’episodio della mancata concessione della massima punizione citata da Giacomarro, e che quindi, un centesimo di secondo dopo, ha consigliato il prudente Del Rosso da Molfetta a rimediare penalizzando l’innocente Donzelli. Invece l’esatto contrario si è verificato, al primo quarto d’ora della ripresa, sul clamoroso atterramento di Melchiorri nei sedici metri molisani. Tifoseria locale in silenzio…. minaccioso; più di un ohhh di attesa ( e di giubilo ) per la cruciale, scontata decisione arbitrale da parte di quella maceratese, numericamente però troppo inferiore per far trillare il fischietto di Del Rosso da Molfetta. Circostanze a cui i biancorossi dovranno necessariamente abituarsi, perché diversi sono i match che li attendono a sud del Tronto. A meno che Tavecchio non esaudisca le richieste della Tardella.

RAGAZZINI (+) E VECCHI MARPIONI  Tante furiose mischie nell’area biancorossa, soprattutto nel secondo tempo. Seguo ed ammiro con trepidazione le perfette uscite alte di Marani (diciassette anni) e gli interventi in acrobazia di Donzelli (diciotto anni), che proprio un gigante non è, a stretto e spesso scorretto contatto di gomito con due attaccanti abbondantemente datati come Miani e Bartolini. Mi si spezza la voce in gola nel commentarli in tv, ma riesco pur tuttavia a gioire per il generale buon esito di questi scontri aerei. Negli spogliatoi mi complimento con i due difensori, ma sono soprattutto curioso di chiedere loro se e quante minacce e spintoni volano in quei frangenti. E soprattutto se non hanno timore di farsi male. La prima risposta mi lascia basito: ”No. Noi pensiamo solo ad evitare il gol. Non è questione di coraggio, ma solo d’istinto.” Poi, con un pizzico di maggiore sincerità, aggiungono:” Mica siamo soli. Abbiamo i nostri compagni più anziani che ci aiutano e pensano a calmare i bollori degli avversari”.

Mario-Orta

Mario Orta

LA PANCHINA FA MALE Orta (-) è stato utilizzato da Di Fabio solo negli scampoli finali delle ultime tre partite. Tre spettacolari occasioni da rete, tutte fallite a Celano, all’Helvia Recina contro il Marino ed infine ieri a Termoli. Poco importanti gli errori in Abruzzo e con i laziali fra le mura domestiche; fondamentale invece quello di Termoli perché, se avesse  finalizzato l’assist di Melchiorri, Orta avrebbe quasi sicuramente siglato il successo della Maceratese. Sono purtroppo cose che capitano, nonostante il generoso impegno del giocatore, quando la famigerata regola dei quattro under trasforma il ruolo da titolare a panchinaro. Situazione però conosciuta fin dalla campagna acquisti di luglio.

RITORNO ALLE ORIGINI Dopo lustri, sabato pomeriggio ho rimesso piede all’Oratorio salesiano per assistere ad uno spezzone di Robur- Maceratese giovanissimi. Il tempo sufficiente –perdonate le mie debolezze di nonno- per gioire della vittoria dei colori della “benamata” e delle  …prodezze dei miei nipotini: due reti l’uno (attaccante), una bella parata sullo 0-0 l’altro (portiere). Sono rimasto colpito dalla bellezza e funzionalità del nuovo impianto sportivo (+), completamente trasformato rispetto ai due polverosi campi frequentati nella mia fanciullezza, quando anch’io tentavo, maldestramente, di affibiare due calci al pallone, ma soprattutto di scrivere le mie prime quattro righe da cronista trascinato dalla bravura di giovanotti come Pino Brizi, Albertino Mari e Sestili, che poi avrebbero vissuto esaltanti carriere fra i professionisti, Gaetano Bruno e Giusto Concetti. Sicuramente ho dimenticato qualcuno; non però l’irripetibile clima delle disfide domenicali in quello che è stato, per tanto tempo, il tempio dei talenti del calcio maceratese (+).



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