I triangoli (incompleti) di Di Fabio e le curiosità del post Maceratese-Città di Marino

I primi gol subiti dal giovane portiere Marani sono indolore
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di Enrico Maria Scattolini

QUELLO CHE NON T’ASPETTI La partenza bruciante del Marino ieri pomeriggio (+), con tanto di traversa, un’impressionante serie di corner e robusti pericoli per la difesa biancorossa. Un inizio pirotecnico dei laziali certamente non autorizzato dal loro mediocre pedigree offensivo: la miseria di due gol realizzati nei quattro incontri d’avvio campionato. Spunta il tarlo del sospetto, in quelle fasi di gioco, che qualcosa non funzioni a dovere nel filtro di centrocampo e nella tenuta della terza linea della Maceratese (-). Ribadito dal raggelante pareggio di Quadrini  – giocatore bravo quanto indisponente – al “pronti/via” della ripresa.

QUELLO CHE (INVECE) T’ASPETTI La desolante mediocrità evidenziata in campo dalla retroguardia ospite che conferma uno score sconfortante: undici reti al passivo. Difficoltà nei disimpegni, rinvii alla bell’e meglio, imbarazzanti errori negli appoggi (-). Si ha l’impressione che il primo affondo della Maceratese sarà coronato dal successo. Così capita, dopo soli sedici minuti di gioco, con la conclusione vincente di Melchiorri, al quale difatti il portiere laziale non nega la sua generosa collaborazione.

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L’attaccante della Maceratese Federico Melchiorri

RECORD OFFENSIVO PER MELCHIORRI? (+) Glielo chiedo, ingenuamente, in sala stampa. Alla fine del match. Lui mi guarda fra il sorpreso ed il comprensivo (per la biologica smemoratezza della mia veneranda età). ”No, quattro gol li ho segnati anche nello scorso campionato con il Tolentino. A Corridonia” risponde con la dose di cortesia sufficiente per sorvolare sulla mia dèfaillance. Ed aggiunge, complice: “Ma quelli di oggi sono ben altra cosa”. Il che contribuisce a rasserenarmi.

I TRIANGOLI (INCOMPLETI) DI DI FABIO Alla fine della partita, il mister si presenta davanti alle telecamere armato di santa pazienza. Intuisce subito che gli scontati elogi per la goleada dei suoi ragazzi siano solo il preambolo per affrontare lo stucchevole “pallino” del centrocampo. Mio (indubbiamente), ma temo anche di altri (con il trascorrere del tempo). Resta tuttavia stupito quando gli chiedo se non sia stato un rischio affrontare il Marino solo con l’asse Biancucci/Carboni nella fascia mediana. “Ma no – ribatte -, anche oggi abbiamo giocato con tre uomini lì in mezzo”. Siccome sino a tre so ancora contare, replico incuriosito:” Qual è stato il terzo vertice di questo triangolo?” “Negro”. “Negrrooo…?”. “Si, proprio lui. Ha giocato da trequartista, come per altro ha fatto spesso anche in precedenza nei frequenti scambi di ruolo in corso d’opera con Carboni, quando quest’ultimo è partito più alto”. Non so se invocare il rigore della geometria euclidea (+), o rassegnarmi ad un rapido ripasso della materia, dal momento che, evidentemente, qualcosa m’è sfuggito (-).

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Il portiere della Maceratese Riccardo Marani

IL REGALO DI NATALE (+) Ma anche a Di Fabio qualche dubbio probabilmente è rimasto, se conclude pacioso: ”Beh,vedremo a dicembre. Sia ben chiaro, comunque, che sono completamente soddisfatto di quello che ho a disposizione”. E’ la stessa battuta finale di Cicchi dopo la vittoria di Celano. Due indizi formano una… prova?

IL PRIMO GOL SUBITO DA MARANI E’ accaduto nei primi secondi della ripresa (-). Il pallone, traversato dal fronte destro dell’attacco laziale, è scivolato sotto il corpo del portierino biancorosso ed ha azzerato la sua imbattibilità per l’inevitabile tap in, sul secondo palo, di Quadrini. A me è dispiaciuto come se fosse accaduto ad un mio congiunto, per la stima e l’ammirazione che nutro nei confronti del biancorosso. Ma prima o poi doveva succedere; meglio contro l’ultima in classifica (per di più ridotta in dieci per la precedente espulsione di Mirante) che non in match più tirati. Penso alla trasferta di domenica prossima a Termoli, battuto ad Ancona perché massacrato da tre calci di rigore e comunque capace di segnare altrettanti gol; e poi al derby con la Sambenedettese all’Helvia Recina. Comunque, nella circostanza, anche i centrocampisti ed i difendenti di movimento ci hanno messo abbondantemente del loro (-). Tanto che Di Fabio era ancora incavolato in sala stampa per quella dormita generale di metà squadra. Che a me ha ricordato il riavvio del gioco a Celano, dopo il thè dell’intervallo. Soprattutto nella carenza di concentrazione (-).

TARDELLA COME BENIGNI? Me lo chiede uno spettatore della tribuna, a fine partita. ”Secondo lei la Maceratese potrà prendere il posto dell’Ascoli?”. Strabuzzo gli occhi, ma lui insiste: ”Perché la Tardella non ha le stesse possibilità di Benigni?”. Comprendo l’entusiasmo del momento, ma è chiaro che non bisogna esagerare (-). In tutti i sensi. Per ora accontentiamoci della formalizzazione dell’associazione VIP (“Very Important Pistacoppi”), ormai prossima secondo una confidenza della Presidente biancorossa. Sarà il primo passo per compattare la tifoseria attorno alla società. Ed anche un attendibile test del futuro della Maceratese, al di là delle belle notizie domenicali (+).



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