Castiglioni critica il rendiconto 2011:
“La Giunta è incapace o ci prende in giro?”

MACERATA - Il consigliere del Pdl sottolinea l'alto indebitamento e l'inattendibilità delle entrate previste, dei cespiti destinati alle opere pubbliche ed agli investimenti
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Pierfrancesco Castiglioni (Pdl)

Domani pomeriggio il Consiglio comunale di Macerata discuterà il rendiconto della gestione 2011, in attesa del bilancio 2012 che dovrà essere approvato entro il 30 giugno 2012.
Sulla questione interviene il consigliere del Pdl Pierfrancesco Castiglioni:
«L’immobilismo del Sindaco Carancini e della sua giunta è sotto gli occhi di tutti i cittadini e lunedì verrà certificato per il secondo anno consecutivo attraverso la presentazione e discussione in Consiglio del rendiconto finanziario 2011, il documento più importante per esprimere un giudizio politico e di merito sull’attività svolta dalla Giunta e dall’intera struttura comunale nell’anno di riferimento.Esiste infatti un trait-d’union tra Programma di governo di un’amministrazione, bilanci di previsione, bilanci triennali e rendiconto di gestione: se il programma iniziale è indice della volontà del sindaco eletto di voler dar seguito al suo patto con gli elettori, i bilanci di previsione restano ancora nell’ambito delle intenzioni, ed è solo con l’analisi del Consuntivo che si verifica se le finalità dell’amministrazione, il grado di priorità delle scelte, l’entità delle risorse da movimentare e la loro destinazione sono state coerenti con la programmazione iniziale degli interventi, decisa con l’approvazione del bilancio di previsione.
Dall’esame dei documenti contabili si deve constatare anche quest’anno che questa amministrazione, superando in ciò anche la precedente, non è riuscita a tradurre gli obiettivi inizialmente ipotizzati in risultati effettivamente conseguiti. Basti pensare a quante opere sarebbero già dovute iniziare e che invece sono state rinviate o addirittura tolte o sostituite da altre.
Un solo dato basterebbe su tutti: solo il 28% degli investimenti programmati per il 2011 è stato effettuato (2,680 milioni di euro su 9,247).
E’ stato detto, a parziale giustificazione, che questo pessimo dato dipende dalla necessità di rispettare il patto di stabilità e dalla conseguente limitata possibilità di ricorrere ai mutui, dalle difficoltà di ricorrere al mercato del credito, dai mancati introiti derivanti da vendita di quote partecipative (vedi SMEA), dalla quasi staticità in cui versa il settore edilizio e dal conseguente stop forzato del Pano Casa. Tutte cose, queste, che non sono cadute inaspettatamente dal cielo ma che al contrario erano largamente prevedibili: tanto prevedibili che io – inascoltato – avevo denunciato dai banchi consiliari, in sede di discussione del Bilancio di previsione, l’aleatorietà di tante voci di entrata così come lo avevano segnalato gli stessi revisori dei conti.
Già un anno fa le forze di opposizione in consiglio avevano denunciato la non fattibilità di quanto programmato. E ciò rende ancor più responsabili il sindaco e la sua giunta in quanto le alternative sono due: o nonostante tutti i segnali oggettivi e gli avvertimenti lanciati essi non si sono resi conto che quanto dicevano di voler fare era difficilmente realizzabile e quindi hanno dimostrato una scarsissima capacità amministrativa; o sapevano che ciò che hanno messo nero su bianco nel bilancio di previsione erano solo promesse irrealizzabili è allora – cosa più grave – hanno portato in giro i cittadini e la città.
D’altra parte non può che destare compassione il tentativo di cercare di controbilanciare il 28% relativo al programma investimenti con il 96% relativo alla spesa corrente. Ci mancherebbe altro che la percentuale fosse bassa anche in questo ambito, perché ciò significherebbe che il Comune non riesce a pagare gli stipendi ai dipendenti o a rimborsare le rate di mutuo. Significherebbe il fallimento. Domani in consiglio avrò modo di soffermarmi sui tanti segnali negativi che dimostrano l’inefficienza ed inefficacia dell’azione amministrativa della giunta Carancini, dall’elevato livello delle spese correnti finanziate con entrate del Titolo IV all’altrettanto elevato indebitamento, dalla marcata inattendibilità dei cespiti destinati alle opere pubbliche ed agli investimenti, alla mancata attendibilità delle previsioni in entrata; tutti elementi questi che, in qualche modo, hanno frenato le possibilità operative nella realizzazione delle infrastrutture e quindi, in definitiva, le prospettive di sviluppo economico della popolazione amministrata e delle attività insediate nel territorio».



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