Il consumo di suolo a Civitanova

L'INCHIESTA - Il dato allarmante è che potrebbero essere edificati ancora 334 ettari

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TAV3_civitanova_2010_espansioni-300x211Continua l’analisi sulla situazione dei Comuni maceratesi in termini di consumo di suolo degli architetti Andrea Renzi e Ilenia Pierantoni, autori di una tesi dal titolo “Consumo di suolo nella Bassa Valle del Chienti. Tecniche di analisi e strumenti di governo”. Dopo il comune di Corridonia (leggi l’articolo), l’esame prosegue con quello di Civitanova.

di Andrea Renzi
e Ilenia Pierantoni

Il Comune costiero di Civitanova Marche si sviluppa su una superficie territoriale complessiva di 4580 Ha (45,80 km/q). Ha una popolazione di 40.816 abitanti (Dic. 2011), con una densità media di 891 ab/kmq, una delle più elevate dell’intera regione.
La città è articolata in sette quartieri, tra cui anche Civitanova Alta posta sul crinale a nord del Fiume Chienti e la frazione periferica Santa Maria Apparente posta ad Ovest. La Zona Industriale A è localizzata a ovest di Santa Maria Apparente, lungo l’asse SS77, al confine con il Comune di Montecosaro.

TAV2_confronto_ortofoto-300x134L’analisi relativa al Consumo di Suolo evidenzia un quadro analogo in termini temporali agli altri Comuni che compongono la Bassa Valle del Chienti; tuttavia, per connotazioni geografiche ed economiche che da sempre contraddistinguono questo Comune costiero, il consumo di suolo in questo caso è stato molto elevato, con percentuali che si innalzano di molto nel periodo 1954 – 1985 in cui sono stati costruiti praticamente la metà degli edifici presenti.
Questo dato è evidentemente in linea con la crescita economica e demografica avvenuta nei decenni successivi al secondo conflitto mondiale.
La crescita di suolo consumato rimane sul 5% del totale nel quindicennio 1984 – 1999; si denuncia invece un picco del 14% avvenuta tra il 2000 al 2010. Si può inoltre ipotizzare che il trend di consumo di suolo negli ultimi due anni è continuato seguendo le stesse dinamiche.

Anno

Popolazione

Suolo Consumato

% di suolo consumato sulla Sup.  Comunale

1954

  22.646 Ab.

276 Ha

6,00 %

1984

36.723 Ab.

699 Ha

15,30 %

2001

38.182 Ab.

742 Ha

16,20 %

2010

40.266 Ab.

863 Ha

18,90 %

Previsioni di espansione   PRG vigente

1197 Ha

26,20 %


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Un dato allarmante da evidenziare è la dotazione di superfici potenzialmente edificabili: il suolo comunale, infatti, potrebbe essere edificato per ulteriori 334 Ha, corrispondenti al 38,7 % in più di suolo consumato rispetto alla condizione attuale e con un indice di suolo consumato sulla superficie totale pari al 26,20 % del territorio comunale. Tra questi 160 Ha sono destinati all’espansione residenziale, mentre 174 Ha hanno destinazione produttiva o commerciale.

E’ chiaro che rispetto ad una crescita demografica media pari allo 0,6 % annuo (dato riferibile alla decade 2001-2010) con una crescita di 2517 unità non esiste alcun termine che possa sostanziare le attuali previsioni di piano e la possibilità di continuare a divorare suolo, sottraendolo ulteriormente all’agricoltura.


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E’ evidente che alcune di quelle previsioni di piano riguardano tessuti produttivi e commerciali. A tal proposito, analizzando i dati della Camera di Commercio della Provincia di Macerata relativi all’anno 2011, scopriamo che nel Comune di Civitanova Marche erano iscritte 5340 imprese, di cui 4710 risultavano attive. Le nuove iscrizioni sono state 402, mentre le cessazioni risultavano essere 391.
Anche in tal caso, i dati economici della Camera di Commercio, seppur evidenziando un bilancio minimamente positivo non confortano sulla possibilità di ulteriore espansione che il Prg prevede per quanto riguarda i comparti produttivi ed industriali.

“La limitazione del consumo di suolo (la utilizzazione di suolo extraurbano, agricolo o naturale per nuovi usi insediativi) è una delle scelte strategiche per una effettiva sostenibilità urbanistica, insieme con una politica della mobilità che sposti quote rilevanti di trasporto individuale motorizzato verso un trasporto collettivo che utilizzi mezzi non inquinanti e non energivori e con una politica energetica per la città e il territorio che riduca gli sprechi attuali e utilizzi al massimo le fonti alternative. Ciò, evidentemente, perché il suolo è una risorsa ambientale finita, non riproducibile e non rigenerabile e quindi la sua tutela, o la progressiva riduzione del suo consumo, è insita nel concetto stesso di sostenibilità.” (Federico Oliva, Presidente Istituto Nazionale di Urbanistica, Limitare il consumo di suolo, 2009)

TAV2_orto-300x211I temi della sostenibilità, da diversi anni, sono diventati centrali nel dibattito e nelle pratiche pubbliche, a tutte le scale e in tutti i settori. Sono sempre più numerosi i casi virtuosi di Amministrazioni europee e talvolta italiane che scelgono la strada della sostenibilità e valorizzazione delle risorse locali come matrici di riqualificazione delle proprie realtà.
Le problematiche legate al consumo di suolo sono oramai, anche nelle nostre realtà, sempre crescenti e di difficile gestione: stiamo parlando di problemi legati al dissesto idrogeologico, ma anche all’inquinamento dell’aria, dei suoli, e delle acque, alla congestione del traffico, all’aumento dei costi degli spostamenti con i mezzi privati, alla difficoltà a raggiungere i luoghi di lavoro, alla scarsa qualità della vita nelle aree ad alta densità. Se si vogliono contrastare, o quantomeno limitare, questi fenomeni è inevitabile la necessità di adottare politiche di limitazione del consumo di suolo, a favore di politiche di rigenerazione urbana, riuso delle strutture esistenti e adozione di piani per la promozione del trasporto pubblico. Perseguire scelte di questo tipo significa scegliere per la qualità del nostro futuro e dei luoghi nel nostro vivere.

(3/continua)

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