Roberto Lattanzi tra Macerata e il Milan

IL PERSONAGGIO - L'allenatore, cresciuto nel vivaio biancorosso, è alla guida della Vis, che milita in Promozione. Nel suo curriculum anche due anni nella Primavera rossonera di Sacchi e degli olandesi
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L'allenatore della Vis Macerata, Roberto Lattanzi

di Filippo Ciccarelli

E’ uno degli allenatori più “longevi” della nostra provincia, da oltre due anni sulla panchina della prima squadra della Vis Macerata, quando venne subentrò a Giovanni Trillini che a sua volta aveva sostituito Sergio Calcabrini. Stiamo parlando di Roberto Lattanzi, un passato da difensore in società professionistiche come Spal, Molfetta, Gualdo, oltre che Civitanovese e Maceratese quando militavano in C2. Quest’anno la sua Vis ha raccolto 42 punti dopo 27 gare disputate, ed è ben al di sopra della zona “calda” dei playout (+ 15):  anzi, è vicina al traguardo dei playoff, che saranno quanto mai necessari per stabilire chi andrà in Eccellenza, visto che il campionato sembra ipotecato dal Pagliare capolista.

Mister Lattanzi, cominciamo dai suoi esordi sul campo: dove ha cominciato?
 “Da calciatore ho esordito nella Maceratese, in serie C2. Poi sono passato alla Primavera del Milan, sono stato due anni lì, e sono stato aggregato anche alla prima squadra. Purtroppo ebbi un grave incidente che mi segnò la carriera. Fu un grave infortunio alla caviglia; sono riuscito a riprendermi dopo un anno di stop, anche se ormai il più era fatto”.

Che ricordi ha di quel Milan?
“Beh, è stata un’esperienza bellissima: era il Milan di Sacchi e degli olandesi, una squadra che dominava. Fui catapultato dalla realtà di Macerata a quella di Milano, e i rossoneri allora erano campioni d’Europa e veramente dominavano in lungo e in largo. Allenarsi con quei grossi campioni è stato qualcosa di unico. Ricordo che non ti facevano pesare la differenza di qualità ai giovani, anzi, ti aiutavano a crescere. Alcuni di quei giocatori ora sono grandi allenatori, penso ad esempio a Frank Rijkaard”.

A proposito di panchine, lei è da molto tempo su quella della Vis…
“Sì, è il mio quarto anno nella società del patron Moretti. Sono stato per due anni allenatore degli allievi, tranne l’ultimo periodo quando ho preso la squadra in Eccellenza. E questo è il secondo anno in Promozione”.

Con quali obiettivi è partita la vostra stagione?
“Noi siamo partiti per fare un campionato tranquillo. L’anno scorso ci siamo salvati alla fine del campionato, a due giornate dal termine. Per il momento l’annata è migliore del previsto, siamo partiti bene, poi abbiamo avuto un paio di infortuni importanti che ci hanno fatto perdere un paio di giocatori esperti ed abbiamo un po’ rallentato, riuscendo comunque a rimanere in scia delle sauadre che lottano per i playoff”.

Siete una delle squadre  meno battute in casa: cosa vi manca per fare risultato anche in trasferta?
“Per noi che giochiamo su un campo sintetico si sente molto la differenza tra casa e trasferta. Il gioco al Campo dei Pini è molto più tecnico e veloce, ed anche allenarsi tutta la settimana sul sintetico ci da un vantaggio quando incontriamo avversari che non sono abituati. D’altro canto, quando giochiamo su terreni gibbosi o dove la palla non rimbalza bene, facciamo sicuramente più fatica, anche fisicamente, ed abbiamo un approccio diverso”.

Lei è un tifoso milanista: il suo pronostico sulla volata scudetto in Serie A?
“I rossoneri stanno dimostrando di andare bene, sono avanti, ma il calcio è strano: bisogna vedere quel che accadrà fino alla fine. Milan e Juventus hanno praticamente le stesse possibilità, forse direi che la squadra di Allegri in questo momento ha il 51%, per via del momento di flessione dei ragazzi di Conte e dei pochi punti di vantaggio in classifica”.



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