Trenta giorni per dare una svolta
alla vicenda “piscine di Fontescodella”

Approvata all'unanimità la mozione presentata da Carbonari, Sacchi, Pantana e Luciani del Pdl. Comitato Menghi, Macerata è nel cuore e Lista Ballesi escono dall'aula: "Questa faccenda puzza"
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Romano Carancini e Alferio Canesin

di Alessandra Pierini

(foto-servizio di Guido Picchio)

L’impianto natatorio di Fontescodella torna in consiglio comunale di Macerata e, se nella seduta di ieri era stata la maggioranza a dividersi sulla questione sicurezza, oggi è stata la minoranza a scollarsi sulla mozione presentata dai consiglieri del Pdl Claudio Carbonari, Deborah Pantana, Riccardo Sacchi e Francesco Luciani, accusati da Anna Menghi e dai consiglieri di Macerata è nel cuore di aver “complottato” con la maggioranza per una soluzione che soddisfacesse entrambi gli schieramenti.
Dopo mesi di conflitti sui ritardi accumulati nella realizzazione delle piscine di Fontescodella, l’atto presentato dal Pdl è invece stato approvato all’unanimità con il benestare di tutti.

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Deborah Pantana e Claudio Carbonari del Pdl

Claudio Carbonari ha ripercorso l’iter del polo natatorio  a partire dall’accordo di programma stipulato con l’Università nel 2004 fino a ricordare la dichiarazione video rilasciata da Romano Carancini  a   Cronache Maceratesi, passando attraverso quella che Carbonari ha definito “operazione elettorale” di ristrutturazione della piscina di viale Don Bosco. «Oggi pensare al  raddoppio delle piscine in viale Don Bosco mi sembra assurdo – ha detto – vorrebbe dire  far gravare una struttura in una zona già complicata per traffico e parcheggi perciò chiediamo che l’amministrazione si impegni a portare in Consiglio Comunale entro 30 giorni la soluzione promessa e prospettata pubblicamente dal Sindaco con indicazione in caso di accettazione delle condizioni della Fontescodella Piscine Spa, il piano definitivo con cronoprogramma di avvio e completamento dei lavori oppure in caso di non accettazione la soluzione alternativa per la realizzazione della piscina del Comune di Macerata».
Romano Carancini ha accolto con favore la mozione della minoranza: «La giunta Meschini – ha esordito –  ha fatto strabene ad approvare il progetto dell’impianto di Fontescodella. Vi era la giusta ambizione di un’opera pubblica che catalizzasse l’intero territorio. La piscina di viale Don Bosco, inoltre, ha un’utenza annuale di 100 mila persone, per cui la proiezione di 180 mila persone fatta all’epoca per l’altro progetto è corretta. Noi teniamo molto a questa opera e accettiamo di buon grado questa mozione».
Mentre Riccardo Sacchi del Pdl ha posto l’attenzione sul mutuo già acceso per realizzare l’opera («Chiediamo dei sacrifici alle famiglie perciò sul mutuo attivato chiediamo un po’ di serietà e responsabilità amministrativa»), Bruno Mandrelli del Pd lo ha definito una fortuna («Siamo i primi ad essere consapevoli di errori e carenze. Fortunatamente questa è un’opera già mutuata e per questo riusciremo a farla»).
sindaco_votazioneL’accordo non è piaciuto ad Anna Menghi: «Credo che sia necessario un maggiore rispetto dei ruoli. Io hosempre considerato il progetto di Fontescodella sovradimensionato. E’ stata fatta una gara e ricordo le gravi dichiarazioni di allora di Alferio Canesin, oggi assessore, il quale disse che non sarebbero bastati i tempi previsti dal bando di gara. Iniziò  subito dopo la gara, un carteggio tra la Fontescodella Piscine Spa e il sindaco Giorgio Meschini perchè le aziende  erano assolutamente consapevoli che i soldi non bastavano e neanche i tempi. Questa faccenda comincia  a puzzare. Questa mozione sembrerebbe più di maggioranza ed è una delega in bianco all’amministrazione. Io continuo a stare all’opposizione Ormai in questa vicenda abbiamo già perso perciò evitiamo di mettere pezze su una questione nata male e continuata peggio». Lapidaria la reazione di Fabrizio Nascimbeni di Macerata è nel cuore: «Non parteciperemo alla votazione. Ormai i tempi per la piscina non ci sono più e siamo in una situazione di tale rigore che non ci permette più di realizzarla ».
Carbonari ha replicato parlando di “curiosa reazione” alla sua mozione: «Mai avrei pensato che la mia mozione avrebbe portato ad una ipotesi di complotto tra Pdl e Pd. Non è credibile nessun teorema dell’inciucio e queste allusioni sono solo speculazioni. Non participare alla votazione mostra disinteresse alla mozione».
pdl_votazioneHa espresso grande soddisfazione Fabio Pistarelli (Pdl) : « Oggi finalmente il limbo in cui la situazione era finita viene superato». L’Udc è rimasto in aula e ha votato la mozione «ma senza entusiasmo» ha precisato Massimo Pizzichini. La mozione è stata approvata all’unanimità ma Comitato Menghi e Macerata nel cuore e Lista Ballesi non hanno partecipato alla votazione. uscendo dall’aula.
Approvato anche l’avvio di procedura di variante urbanistica per l’attuazione di un progetto di social housing a Fonte Maggiore presentato dalla ditta MA.VE. srl che prevede una superficie complessiva di 12 mila metri quadri per 14 mila metri cubi di volumetria.

 

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Ivano Tacconi (Udc) e Daniele Staffolani (Pd)

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Narciso Ricotta, capogruppo del Pd

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Ulderico Orazi e Marco Menchi del Pd

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Pierfrancesco Castiglioni (Pdl)

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