I pensionati della Cgil
contro la norma che limita
l’incasso in contanti della pensione

Il segretario dello Spi Cgil Antonio Marcucci: “Con questa disposizione non si contrastano sicuramente le forme di evasione o il riciclaggio, mentre si aumentano e di parecchio, i problemi degli anziani, specie di coloro che vivono soli"
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Sono ben 42.000 i pensionati della provincia di Macerata interessati alla normativa che prevede di non pagare più in contante le pensioni sopra i 1.000 euro. Provvedimento ritenuto iniquo dal Sindacato Pensionati Italiani della CGIL, come evidenziato dal Segretario Provinciale dello SPI di Macerata, Antonio Marcucci: “Con questa disposizione non si contrastano sicuramente le forme di evasione o il riciclaggio, perché le somme di cui si parla sono molto basse, mentre si aumentano e di parecchio, i problemi degli anziani, specie di coloro che vivono soli”.

Gestire il denaro tramite conto corrente non dovrebbe essere un problema per i pensionati..

“Anche questo non è automatico. Pensi quanti sono i piccoli Comuni della nostra provincia dove non c’è uno sportello di una banca od un ufficio postale. Prima i pensionati andavano una volta al mese alle Poste e portavano il denaro in contante a casa, gestendolo secondo le proprie esigenze. Ora saranno costretti ad andare più spesso, ma per gli anziani che vivono soli sarà un problema e, con il rincaro della benzina e delle tariffe dei trasporti, ci saranno costi ulteriori che si potevano evitare ai nostri vecchietti, per non parlare della perdita di tempo ed i possibili problemi legati alle intemperie, specie nella stagione fredda”.

Cosa accadrà ai pensionati che andranno a riscuotere in questo mese?

“Sinceramente non so cosa rispondere. Abbiamo cercato, tramite la sede nazionale dello SPI, di contattare l’INPS per sapere come intende applicare dal punto di vista operativo la nuova normativa ed anche per aprire un tavolo di confronto. Al momento non abbiamo ricevuto risposte, ma temo che si andrà avanti senza ascoltare le nostre ragioni. Eppure…”.

Eppure?

“Per chiedere i sacrifici che Monti sta imponendo e rispettare il criterio dell’equità tanto sbandierato, ma fino ad oggi inapplicato, occorrerebbe, a nostro avviso, un ampio consenso popolare. Il consenso non piove dal cielo o per imposizione della UE, è meglio guadagnarselo sul campo, con fatti ed atti concreti. E questo vale anche per l’INPS che, a nostro avviso, dovrebbe essere meno succube del Governo ed aprire il tavolo delle trattative con le parti sociali”.

Pensate a qualche iniziativa, qui a Macerata?

  “Stiamo monitorando la situazione e ricevendo le prime segnalazioni di pensionati molto scontenti; poi in accordo con lo SPI delle altre province delle Marche valuteremo il da farsi. Al momento c’è già la mobilitazione del nostro apparato e non è esclusa alcuna iniziativa di contrasto a questa norma che definirei inutilmente perfida”. 



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