Villa Cozza: il malcontento dei familiari

IRCR, il Comitato protesta: "Rette elevate, servizi non adeguati e pensioni ridotte"
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Villa Cozza (foto Picchio)

Dal Comitato dei rappresentanti dei familiari e degli ospiti della casa di riposo Villa Cozza di Macerata, riceviamo:

Il Comitato dei familiari IRCR di Macerata pur apprezzando l’impegno dell’Assessore ai Servizi Sociali  nel difficile compito di mantenere livelli sufficienti dello stato sociale in periodi di tagli alla spesa pubblica non può fare a meno di rimarcare alcune questioni cruciali che riguardano l’Ente e le su strutture di Villa Cozza di Macerata. Si vuole dare voce a quegli anziani-ospiti che non hanno voce e spazi mediatici, se non per particolari occasioni elettorali o  convegni inutili sugli anziani o sulla terza età. Si vuole anche rispondere alla domanda che spesso ci poniamo: come vivono i pensionati di Macerata nelle strutture di Villa Cozza?

Nonostante lo sforzo di riappropriazione degli spazi di competenza dell’ENTE, la situazione finanziaria rimane molto indebolita, si assiste ad un declassamento continuo dei servizi; di fronte ad una incapacità gestionale di programmazione dei servizi si continua  a chiedere sacrifici agli ospiti con innalzamento delle rette, e impegni sempre più stressanti ai vari operatori. Il costo della retta oggi è arrivato per un ospite non autosufficiente a circa € 1.600,00 mensili con pensioni medie, come ci veniva ricordato di recente, pari a circa € 600 mensile. Come è possibile per una famiglia sostenere una simile situazione economica? Quale futuro dignitoso possiamo garantire  ai pensionati ?

Per questo diciamo basta ai momenti autocelebrativi, di autoreferenzialità, di inagurazioni, occorre maggiore impegno nel promuovere la qualità dei servizi socio-sanitari, relazionali, ambientali, economici ed organizzativi. La operatività di un Consiglio di Amministrazione non si misura sulle delibere fatte, ma sui risultati ottenuti. Si alla centralità dell’ospite, privilegiare modelli di accoglienza e umanizzazione adeguati, qualificare gli interventi per mantenere o rallentare la perdita delle residue autonomie. Chiediamo coinvolgimento e motivazione del personale interno , maggiore  relazione tra operatore e ospiti, strumento di lavoro importante per il benessere dell’ospiti e dell’operatrice stessa.

Questo stato di cose richiede maggiore attenzione alla gestione dell’Ente, del suo patrimonio immobiliare, evitare sprechi, vedi percorso Alzheimer , mai utilizzato, pieno di sterpaglie,  strutture IRCR, da pochi anni riqualificate ma  già con difetti, battiscopa rovinati, acqua che penetra, caso Palazzo Filati chiuso con un atto transattivo. Altro caso è la Scuola di via Via Panfilo (di proprietà IRCR), per la quale due corpi sono problematici per una  serie di “ vulnerabilità strutturali variabili da corpo a corpo”, senza rimpallo di responsabilità tra IRCR e Amministrazione Comunale e soluzioni dominanti.

Occorre maggiore chiarezza e trasparenza nella gestione dell’IRCR, in quanto si vuole migliorare l’informazione verso gli ospiti e i loro familiari, si è chiesto di portare a conoscenza dei familiari e della città   il caso Palazzo Filati:  chi paga il completamento dell’opera, quanto viene a costare,  chi ha tutelato gli interessi dell’Ente e degli ospiti per i mancati introiti ?

Per questi  motivi facciamo appello alle forze politiche presenti in consiglio e non, alle tante associazioni maceratesi di volontariato, ai cittadini maceratesi,  perché si interessino più concretamente dell’ l’IRCR di Macerata affinchè torni ad essere un luogo ospitale, rispettoso, decoroso per tutti gli anziani , indipendentemente dalle condizioni economiche. Non vogliamo più leggere sulla stampa notizie come anziano solo trovato morto, anziano suicidatosi.  L’IRCR deve diventare la casa comune per anziani di tutti i maceratesi e per  far questo l’Ente deve  avviare da subito un’operazione trasparenza, deve coinvolgere  i vari soggetti che in essa operano, avviare una operazione di concertazione sui vari obiettivi, sui servizi da offrire, sulle strategie, un tavolo di condivisione dei problemi , perché in definitiva dalla indignazione degli ospiti possa nascere momenti di riflessione, una progettualità collettiva di cambiamento.



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