di Maurizio Verdenelli
“Ecco un esempio straordinario dell’imprenditoria maceratese. Dove vengono esaltate intelligenza, intuito, laboriosità, coraggio e capacità di relazionarsi con il territorio. Non parla soltanto di qualità massima questo prodotto “made in Italy” che ‘nasce’ in valli ed acque incontaminate, ma anche del saper e voler essere “insieme” con la propria terra”.
Così il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari al 60° di fondazione dell’azienda “Erede Rossi Silvio” di Sefro, pioniere in Italia e leader in Europa nel settore della troticultura.
Il prefetto di Macerata, Vittorio Piscitelli: “Si tratta di un’autentica eccellenza della nostra provincia ed insieme delle Marche. Una famiglia di imprenditori che è molto importante e di riferimento per l’occupazione e la qualità del lavoro”.
Il consigliere regionale Francesco Comi: “Sono venuto a portare il saluto della Regione ad un’azienda leader europeo la cui proprietà, la famiglia Rossi di Sefro, molto ha dato al nostro territorio in prestigio e crescita”.
A festeggiare il ‘patriarca’, Niccola Rossi, detto Lino (68 anni, sposato alla ‘matriarca’ Iolanda: 4 figli e 3 nipoti: presto il quarto) per 15 anni sindaco di Sefro, figlio del fondatore Silvio, sono intervenuti sabato scorso a Castelraimondo con Pettinari, Piscitelli e Comi anche l’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, mons. Francesco Giovanni Brugnaro; il vice presidente della Banca Marche, Lauro Costa; il direttore generale della soc. Quadrilatero, arch. Fabrizio Romozzi; il prefetto Michele De Feis; l’avv. Giovanni Gaeta, già sindaco di Camerino; il sindaco di Castelraimondo, Renzo Marinelli ed altri sindaci ed amministratori del territorio umbro-marchigiano tra i quali il primo cittadino di Norcia, dove l’azienda conta un importante impianto di acquacultura.
Anni, decenni di continua crescita dopo l’avvio pionieristico in Valpotenza, con l’impianto a pochi passi dalle acque dello Scarsito. Tra il 2010 e il 2011, l’azienda (duecento dipendenti) ha acquisito le tre concorrenti italiane. Diventando la prima del Continante con circa venti allevamenti ed altri impianti (mangimifici) dislocati in 7 regioni italiane ed un altro in Belgio.
“Il nostro segreto? La famiglia: la sua unità all’interno della ‘ditta’ fondata dal capostipite. Questo il nostro vero know how!” afferma Lino Rossi.
Poi?
“Il salto è stato aver conquistato tutto il mercato acquisendo la concorrenza. Mi auguro che anche i piccoli allevamenti del Maceratese, nel Vissano ad esempio, vogliano collaborare e fare ‘rete’ con noi”.
Il segreto? “Abbassare i costi di produzione in modo sistematico ed annuale. Per offrire con prezzi in calo i nostri prodotti, le trote -l’azienda tratta internazionalmente anche altri prodotti dell’acquacultura ndr. Abbiamo cassato il termine ‘aumento’. Il nostro è un prodotto alimentare ‘povero’, eppure di grande qualità e di assoluta sanità: noi siamo in grado i vendere ad una famiglia un ‘pacchetto’ di 4 trote a 5 euro”.
Lei è stato sindaco del suo paese, da imprenditore cosa dice della politica?
“Ognuna svolga la propria parte, senza interferenze. La voce in azienda deve averla solo l’imprenditore. Il politico pensi al bene della comunità e al modo di farla progredire a cominciare dalle infrastrutture. Posso infine lasciare un messaggio? Anche da imprenditore agricolo (vinifico da appassionato un verdicchio di Matelica cui tengo molto) dico: occorre salvare l’agricoltura. Che non può e non deve vivere solo sui prodotti di nicchia. La campagna è anche e sopratutto altro: sono le grandi estensioni dove si coltivano tutto ciò che va a finire sulle nostre tavole. Non si può far morire, ad esempio, la bieticoltura, fiore all’occhiello delle nostre campagne. Il Maceratese ha centomila ettari coltivabili: davvero li vogliamo buttare?! Ecco una bella domanda che ponga alla politica e sopratutto all’Europa”.
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