di Walter Cortella
Per il 2° appuntamento della stagione concertistica maceratese, organizzata dalla locale Associazione musicale Appassionata, il teatro della Società Filarmonico-Drammatica ha ospitato un originale concerto di musica classica contemporanea, eseguito dall’Ensemble «Sentieri Selvaggi», diretto da Carlo Boccadoro. Il gruppo, formato da alcuni tra i migliori musicisti italiani (Andrea Rebaudengo, piano; Piercarlo Sacco, violino; Paola Fre, flauto; Mirco Ghirardini, clarinetto; Aya Shimura, violoncello), ha proposto un programma di piacevoli brani ben noti agli addetti ai lavori ma vere novità per gli abituali frequentatori di concerti tradizionali. La serata si è aperta con due «note» davvero originali. Già la presenza sul palcoscenico, tra gli strumenti, di una tinozza di plastica piena d’acqua deve aver destato la curiosità dei presenti, appagata più tardi, quando il complesso ha eseguito «To muddy death. Ophelia», di Silvia Colasanti. Le vibrazioni dei piatti, percossi da Filippo Del Corno e immersi nel-l’acqua, hanno evocato il tragico momento dell’anne-gamento di Ofelia nel fiume. Ma lo stesso concerto è iniziato in modo singolare. Il M° Boccadoro e Mirco Ghirardini hanno eseguito «Clapping Music» di Steve Reich utilizzando..….le mani. Sì, perché l’autore di questo scherzo in musica ha immaginato di trovarsi dinanzi al pubblico privo dei suoi strumenti. Che fare allora? Non resta che battere le mani seguendo lo spartito e la faccia è salva. In rapida successione il gruppo ha eseguito brani molto suggestivi, con sonorità fuori dal comune, come «La ti-gre nella bocca del diamante» che Filippo Del Corno, co-direttore artistico dell’Ensemble, ha scritto sulla se-quenza delle settantadue scale del sistema armonico indiano, ispirandosi ad una breve poesia del nigeriano Ben Okri.
Il M° Boccadoro, con «L’angelo coi baffi», ha dato un saggio delle sue qualità di compositore. Il brano trae l’ispirazione da una poesia di Tonino Guerra. Scritto per pianoforte e flauto, presenta notevoli difficoltà tecniche che la flautista Paola Fre ha superato con grande bravura, aiutandosi col corpo in contorsioni degne di una danzatrice. Il mondo musicale americano è presente nel repertorio del gruppo con due pezzi molto diversi tra loro: «acdc» nel quale si individuano tracce della cultura popolare d’oltreoceano e lo spiritoso «Sweet air», dalla musica dolce e orecchiabile, interrotta da episodiche e leggere dissonanze. Le sonorità vagamente brasiliane di «Façades» di Philip Glass e le reminescenze jazzistiche, un po’ malinconiche e un po’ vigorose di «White pages» hanno concluso la serata. La performance del gruppo è stata a lungo applaudita dal folto pubblico ed ha ottenuto lusinghieri apprezzamenti da parte dei numerosi musicisti locali che alla fine si sono intrattenuti a colloquio con il M° Boccadoro. Una simpatica appendice prima di chiudere la serata: il dr. Goffredo Giachini, Vicario della antica e prestigiosa Accademia dei Catenati di Macerata, ha consegnato al M° Boccadoro la pergamena di Socio del sodalizio e la relativa «mosca» da applicare al bavero della giacca.
(Foto di Alfredo Tabocchini)
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