La cultura maceratese
in cammino verso obiettivi condivisi

Si è svolta ieri l'assemblea del Consorzio Marche Spettacolo per dare funzionalità al sistema marchigiano. A Macerata la riunione del Pd in preparazione degli Stati Generali ha affrontato i problemi legati al settore culturale

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Un momento dell'assemblea del Consorzio Marche Spettacolo

di Alessandra Pierini

E si parla di cultura. Lo si fa in diverse sedi, lo si fa con diversi toni. Si discute però, non in termini di crescita o di sviluppo ma in un’ottica di sopravvivenza. I termini utilizzati dalla politica ma anche dagli stessi addetti ai lavori sono spesso allarmanti e il fil rouge dei tagli continui ai fondi e alle risorse incide in modo determinante sulle scelte. Anche ieri nelle Marche si è parlato molto di cultura, a tavoli diversi e in circostanze differenti, ma giungendo a decisioni piuttosto simili. Si è riunita infatti ieri l’Assemblea del Consorzio Marche Spettacolo nella sede della Regione Marche. L’incontro è stato l’occasione per accogliere nuove istanze di adesione al Consorzio e per fare il punto sullo stato di avanzamento delle attività previste nel Piano Strategico di Sviluppo annuale.
Piena soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti degli Enti Consorziati riuniti in Assemblea, che hanno evidenziato come il Consorzio – nei suoi pochi mesi di vita e pur avendo scelto di non dotarsi di una vera e propria struttura operativa (solo uno l’addetto appositamente incaricato per la segreteria di coordinamento), scegliendo il supporto e la valorizzazione delle molte professionalità presenti nelle strutture consorziate – cresca e si sviluppi con un’attività decisa e discreta, volta soprattutto ad agevolare la percezione unitaria del sistema regionale dello spettacolo nelle Marche, fattore fondamentale per cogliere la grave crisi che abbiamo di fronte come una sfida al cambiamento.
Il compito statutario del Consorzio è “garantire la migliore funzionalità e lo sviluppo del sistema regionale dello spettacolo nonché la sua razionalizzazione e la riduzione dei costi di gestione e di funzionamento” e diverse sono state le attività svolte in questi mesi e altrettante quelle in previsione.
112919_consorziospettacolo2_std-300x199Allo scopo di avviare concrete azioni di razionalizzazione, grande attenzione è stata posta nell’analisi coordinata degli assetti attualmente vigenti in campo amministrativo e fiscale, nonché in materia di sicurezza sul lavoro. A seguito di questa analisi preliminare, sono stati decisi due interventi di imminente attuazione (inizio del 2012) per la ristrutturazione di settori in grado di garantire sensibili risparmi dei costi attualmente sostenuti dagli enti nel loro complesso: il conferimento di incarichi per il consulente fiscale e tributario unico e per un unico consulente per fornire ai Consorziati informazioni e aggiornamenti in materia di sicurezza sul lavoro, telefonia (la mole di traffico complessiva degli enti appartenenti al Consorzio è di 250 mila euro), biglietteria unica. «Il Consorzio – si legge in una nota della Regione Marche – ha anche predisposto un apposito bando, rivolto ai propri associati, per la concessione di contributi a sostegno di iniziative di carattere artistico-culturale rivolte ai giovani under 35. Il Consorzio sta contribuendo operativamente all’implementazione del progetto Censimento dei soggetti e degli eventi dello spettacolo dal vivo nelle Marche, di cui presto verranno comunicate le prime risultanti. Si è avviato inoltre un proficuo rapporto con l’Osservatorio Regionale per la Cultura, preziosa occasione per approfondire problematicità e obiettivi di sviluppo del settore. Si è dato avvio anche ad una campagna di comunicazione sui principali quotidiani nazionali (“la Repubblica”, “il Sole 24 Ore”, “Corriere della Sera”), scegliendo in prima istanza di privilegiare la conoscenza dei servizi e delle singole individualità dei soci, puntando soprattutto sulla diffusione dei siti internet di riferimento, in modo che i fruitori possano conoscere (o approfondire la conoscenza) della multiforme e feconda realtà dei soggetti di spettacolo dal vivo nelle Marche.
Nel prosieguo la campagna intende focalizzarsi su una comunicazione trasversale rispetto alle attività dei Consorziati, evidenziando la grande ricchezza e vivacità che le medesime offrono alla regione. Allo scopo di fornire occasioni di aggiornamento professionale unitarie, è in programma (il 2 dicembre prossimo, al Teatro delle Muse di Ancona) il seminario formativo Comunicazione, Cultura e Nuove Tecnologie in materia di social media marketing nel settore culturale e dello spettacolo, curato da esperti di comunicazione per il settore della cultura di livello nazionale. Il Consorzio Marche Spettacolo sta coordinando, per conto della Regione Marche, il progetto Contenitori culturali aperti. Sostegno al volontario qualificato degli over 60, che si propone di implementare un nuovo modello di governance del patrimonio culturale orientato ai principi della sussidiarietà, dell’invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale. Uno degli elementi di maggiore innovatività del progetto è quello relativo alle modalità di fruizione dei contenitori culturali, che da meri “beni” divengono – in virtù delle attività per essi pensate – strumenti attivi, capaci di favorire un proficuo incontro tra generazioni».
Proprio ieri anche a Macerata si è parlato di cultura in una riunione promossa dal Pd provinciale in preparazione degli Stati Generali della Cultura convocati dal Partito democratico nazionale a Roma per il 3 e 4 dicembre.
La riunione, a cui hanno partecipato il Segretario provinciale PD Roberto Broccolo e il consigliere regionale Angelo Sciapichetti, è stata aperta da una relazione di Daniele Salvi, responsabile dell’organizzazione regionale del PD e consigliere provinciale, e conclusa da Francesco Verducci vice responsabile del Dipartimento Cultura del PD nazionale e da Pietro Marcolini Assessore alla Cultura della Regione Marche. Nel dibattito sono intervenuti molti operatori culturali, oltre ad amministratori come il Sindaco di Macerata Romano Carancini e il vice Sindaco Irene Manzi, l’Assessore provinciale alla cultura Massimiliano Bianchini e il Direttore dell’Accademia di Belle Arti, Giorgio Marangoni.
Alla fine della riunione sono stati eletti come delegati agli Stati generali della Cultura Pietro Marcolini assessore regionale cultura, Rosetta Martellini attrice, Cinzia Pennesi pianista e direttore d’orchestra, Irene Manzi assessore cultura Macerata, Renato Pasqualetti presidente Form, Marco Mencoboni musicologo e direttore d’Orchestra, Sergio Fucchi Fotografo e video maker.
Dal testo condiviso e approvato al termine della riunione, emerge ancora una volta con forza la difficoltà oggettiva in cui si trova la cultura e si evidenzia, se fosse necessario, il paradosso tutto italiano per cui, a una inaudita ricchezza di musei, biblioteche, teatri e quant’altro non corrisponde un settore culturale ricco e avanzato.
«I partecipanti alla riunione – si legge nel verbale della riunione – in preparazione degli Stati Generali della Cultura convocata a Macerata l’11 ottobre 2011 esprimono la loro piena e convinta adesione ai principi dell’articolo 9 della Carta Costituzionale: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”In tal senso si impegnano per quanto loro possibile nella tutela, la valorizzazione e la fruizione dello straordinario patrimonio di Beni ed Attività culturali presenti nella provincia di Macerata, costituito dalla bellezza e la varietà del paesaggio, la ricchezza e la qualità del patrimonio artistico, archeologico e architettonico (aree archeologiche, musei, biblioteche, pinacoteche, teatri, singoli monumenti e opere d’arte….), la originalità e l’importanza della tradizione musicale, teatrale e in genere dello spettacolo (Sferisterio, Musicultura, Civitanova Danza, Camerino Blues Festival, Camerino Festival, Teatro Antico di Urbisaglia, le tante stagioni di prosa e, dei vari generi musicali….). Contemporaneamente, consapevoli della drammaticità della situazione finanziaria, prendono atto che l’impegno in questo settore si fa enormemente più complesso. Di fronte a questa situazione apprezzano che la Regione Marche abbia scelto, con coraggio e in controtendenza rispetto ad altre aree del Paese e alle politiche nazionali, di guardare alla cultura come risorsa e come valore, inserendo questo settore tra gli assi strategici del suo Programma di sviluppo.
Oggi, di fronte a sconcertanti riduzioni nei trasferimenti statali, bisogna lavorare per sviluppare un comune sentire e una comune volontà, che eviti a livello locale una riduzione degli investimenti alla Cultura da parte di Province, Comuni e operatori privati.In questo senso i partecipanti alla riunione esprimono il loro impegno per una nuova riflessione che faccia approfondire l’analisi delle situazioni concrete, partendo da rendiconti sociali ampi e percepibili della spesa pubblica nel settore, e sviluppando Progetti realizzabili che facciano della Cultura un settore strategico capace di produrre crescita culturale dei cittadini, nuovo sviluppo economico, buona e nuova occupazione e rafforzamento della coesione sociale. Assieme alle esperienze più consolidate nella nostra tradizione è necessario operare un pieno coinvolgimento con le Università e l’Accademia di Belle Arti e aprire la riflessione e l’impegno a nuove esperienze come il design, i sistemi di comunicazione, la moda, la enogastronomia. Si tratta in sostanza di consolidare il vecchio impianto dei Beni culturali selezionando quelli su cui è prioritario investire e dare la possibilità concrete a nuove esperienze e nuovi talenti di potersi esprimere e di potersi realizzare. In questo contesto va capita, correttamente interpretata e sostenuta la volontà di stimolare progetti condivisi fra una pluralità di Enti, lo sviluppo di sistemi e di reti che vedano il coinvolgimento anche di soggetti privati, delle fondazioni bancarie, delle Università, le Accademie, i Conservatori e gli Istituti di ricerca, favorendo l’intreccio fecondo tra il mondo della cultura e quello dell’economia e del lavoro»
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