Dopo il lusinghiero successo dello scorso anno, l’Associazione Dantesca di Civitanova ha ripreso il ciclo di letture della Divina Commedia presso la locale Biblioteca «S.Zavatti». Il «discorso» interrotto all’inizio dell’estate viene così riallacciato con la lettura del IX Canto dell’Inferno. Alla presenza di circa quaranta persone, che per iniziative del genere sono veramente molte, il presidente Sagripanti ha aperto la serata in maniera davvero originale, in musica, interpretando (chitarra e voce) con Francesco Egidi (percussioni) e Lucio ed Elena Sagripanti (armonica e canto rispettivamente), il brano «Angelo» di De Gregorio. La scelta non è stata casuale poiché nel IX Canto Dante, fermo sulle rive del fiume Stige in compagnia di Virgilio, descrive da par suo il provvidenziale arrivo di una non ben definita entità celeste, diciamo un angelo, grazie al quale possono fare senza opposizioni il loro ingresso a Dite, la città nella quale espiano la loro colpa gli eretici.
Quindi la prof. Grazia Baiocco, dell’Istituto d’Istruzione Superiore «L. da Vinci» di Civitanova, ha commentato il canto che, insieme al precedente, costituisce una vera e propria rappresentazione sacra, dall’intenso contenuto liturgico. E ne ha messo in risalto il significato allegorico. Con una esposizione lucida, precisa e chiara ha condotto per mano l’uditorio, composto da appassionati di varia estrazione culturale e da molti giovani, dapprima nella «trista conca», una palude ammorbata da fetidi miasmi e poi in una landa desolata, all’interno delle mura urbiche, disseminata di tombe scoperchiate e fiamme che tormentano per l’eternità gli eretici e i loro seguaci (al lato, in una incisione di Gustavo Dorè). In quell’orrendo luogo i dannati, per la legge del contrappasso, sono afflitti dalla disperazione, male di gran lunga peggiore delle colpe commesse perché senza speranza di redenzione.
Il canto è una rappresentazione in quattro atti e ascoltandolo si ha la sensazione di assistere ad uno spettacolo teatrale nel quale, sotto la regia di Dante, si dipana l’azione scenica con il colloquio di Virgilio con i Demoni, l’incontro con le Erinni (figure mitologiche che impersonano allegoricamente il rimorso), l’arrivo del messo celeste preceduto da un fragore terrificante e che poi passa «lo Stige con le piante asciutte» e infine l’ingresso incruento di Dante e Virgilio nella città di Dite.
A conclusione della serata, l’intero canto è stato letto da sei studenti dei licei di Civitanova che in tal modo prendono parte attiva, oltre che con gli approfondimenti, al ciclo di «Lecturae Dantis», una iniziativa dall’indubbio valore didattico per tutti, soprattutto per gli…… ex studenti.
L’appuntamento con il X Canto e con Farinata degli Uberti, è per la fine del prossimo mese di novembre, pressola Biblioteca Comunale«S.Zavatti». Per informazioni, rivolgersi al Presidente, dr. Francesco Sagripanti
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Bellissimo! Grandi!