L’Apm presenta il bilancio sociale
Cudini: “Il dialogo su Rampa Zara è aperto”

Sono intervenuti l'assessore Stefania Monteverde, il presidente dimissionario Rolando Angeletti e il nuovo presidente Francesco Pallotta

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bilancio-sociale-apm1-300x224di Alessandra Pierini

L’Apm presenta il suo “Bilancio sociale”. Il documento di ben 130 pagine, con tanto di foto e tabelle, è naturalmente  fatto di numeri come ci si aspetta da ogni bilancio ma muove da obiettivi differenti rispetto al classico bilancio aziendale e si concentra sulla compatibilità della società partecipata del Comune di Macerata con gli equilibri ambientali del territorio in cui opera, sul rispetto delle persone e delle loro esigenze.
I risultati dell’indagine sono stati presentati nella sala consiliare del Comune di Macerata alla presenza dell’assessore Stefania Monteverde, dei due presidenti dell’Apm, Rolando Angeletti che si è dimesso dalla carica con il suo cda lo scorso luglio (leggi l’articolo) e Francesco Pallotta, nominato il 6 ottobre (leggi l’articolo) e del nuovo cda nominato dall’amministrazione comunale.
Stefania Monteverde ha parlato dei meriti di un bilancio sociale: «Interrogarsi sul bilancio in termioni di welfare e capacità di contribuire al bene della città è fondamentale e farsi delle domande vuol dire capire le criticità sulle quali poter intervenire. L’Apm e il Comune fanno parte dello stesso mondo amministrativo ma devono lavorare ancor più in sinergia. Implementare i servizi dell’Apm inun ottica di welfare integrato è indispensabile. Il Presidente uscente ha il merito di aver lavorato in questa ottica che sarà ereditata da Francesco Pallotta».

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Francesco Pallotta, Stefania Monteverde e Rolando Angeletti

Rolando Angeletti, ha spiegato le motivazioni che hanno spinto a realizzare un bilancio sociale: «Abbiamo avvertito la necessità di dare ampia comunicazione anche della dimensione sociale del bilancio Apm che non viene colta dal bilancio di attività. Abbiamo creduto che la crescita e lo sviluppo di qualsiasi azienda e in particolare dell’Apm deve essere compatibile essenzialmente con i bisogni e le attese della collettività perciò come società abbiamo fatto misurazioni e ricercato informazioni tese a capire i bisogni e le attese della collettività perché l’indirizzo della società potesse tenerne conto. Il documento ha l’obiettivo di informare gli stakeholders sui valori assunti come riferimento per la società».
Francesco Pallotta si è appena insediato alla presidenza della società e ha parlato delle opportunità che offre il bilancio sociale: «Ci fa capire cosa fa l’Apm, cosa ha fatto sia a livello finanziario ma anche per la componente fondamentale che sono gli utenti. Mi preoccupa anche un po’ perché andrà a misurare quello che io e il cda avremo fatto in questi anni. Questo documento ha un carattere di novità perché è poco usato e di solito solo da aziende molto importanti. Il mio impegno è quello di fare in modo che venga riproposto, condividere gli obiettivi e se possibili di individuare nuovi strumenti».
Il direttore dell’Apm Stefano Cudini ha ripercorso le tappe che hanno portato alla redazione del documento:«Il bilancio sociale è il risultato finale di un percorso che ha spinto l’Apm a dotarsi di strumenti volti  a una maggiore trasparenza verso l’esterno. Siamo partiti con la certificazione di qualità iso 9001 del servizio idrico e poi abbiamo portato a certificazione tutti i settori, poi abbiamo iniziato il percorso della certificazione della qualità ambientale. Il bilancio sociale comunque non è un traguardo ma punto di partenza, aperto a contributi e suggerimenti dall’esterno. Nel corso del 2010 abbiamo fatto indagini sugli utenti che utilizzano i nostri servizi e qui riportiamo i dati oggettivi derivanti dai questionari raccolti. C’è poi la valutazione dei fornitori e dei dipendenti. La verifica oggettiva del clima aziendale viene fatta da pochissimi perché vuol dire esporsi ad uno dei soggetti più critici. Il bilancio è stato realizzato interamente dalla struttura interna e non commissionato a società esterne comprese foto realizzate da un dipendente appassionato in fotografia».
Nella vision è sintetizzata la filosofia di fondo che muove l’Apm: «L’efficienza  – ha spiegato Cudini –  è un criterio base e deve essere offerta a  tariffe competitive perché l’utente non può essere costretto a pagare prezzi eccessivi per servizi ai quali spesso è obbligato. Il nostro obiettivo è migliorare la qualità della vita dei cittadini e sullo sviluppo del territorio perché per il volume d’affari che genera, Apm costituisce un volano di sviluppo economico, dal punto di vista occupazionale e dell’indotto». Interessante vedere  come l’azienda redistribuisce il valore che genera: l’Apm ha avuto nel 2010 un valore di produzione pari a 23.363.552 di euro (erano 22.002.261 nel 2009) dei quali, pagati i fornitori, restano 14.524.585 euro. Di questi il 45% viene utilizzato per la remunerazione del personale, il 16% viene trasferito agli enti locali per il pagamento di canoni e tasse locali, l’1% viene redistribuito alla collettività in termini di sponsorizzazioni e beneficenza, il 7% viene trasferito allo Stato sotto forma di imposte e ancora l’1 % serve a coprire oneri finanziari verso le banche, il 7% rappresenta i dividendi verso i soci, il 18% viene destinato agli investimenti ad esempio per la depurazione nei collettori fluviali, per l’ ammodernamento parco mezzi , attualmente composto da un’ alta percentuale di mezzi alimentati a metano con basso impatto ambientale e per finire il 5% viene destinato alla copertura dei rischi aziendali.
«Si parla di tariffe alte per l’acqua  – ha precisato Cudini – in realtà l’incidenza della tariffa idrica sul reddito familiare è meno dell’1% per la risorsa idrica nonostante questo è considerato il servizio più importante per la vita familiare. A fronte di questo il settore ha bisogno di ingenti investimenti volti a garantire risorsa idrica in futuro».
per quanto riguarda i fornitori dell’Apm, il 36% ha sede in provincia di Macerata, il 13% nelle Marche e il 51% fuori regione.
A proposito di redistribuzione , non si può non parlare del parcheggio di Rampa Zara, più volte proposto come possibile frutto della collaborazione tra Comune e Apm.
«Parte delle entrate dei parcheggi  – ha spiegato ancora Cudini – è stata finora destinata alle infrastrutture. Le risorse generate dal servizio vengono destinate alle opere e il parcheggio di Rampa Zara può rientrare in questa logica. Siamo disponibili ad un esame di fattibilità tecnica riguardo le tariffe, numero dei posti auto e  compatibilità con il piano degli investimenti. Riguardo invece al progetto, dimensioni ecc saranno queste decisioni in capo all’ufficio tecnico».
L’assessore Monteverde ha ribadito che l’opera rappresenta una priorità per l’amministrazione: «E’  un punto programmatico e l’analisi tecnica fatta da Cudini porta a dire che c’è un dialogo e una prospettiva reale ma un’infrastruttura va pensata e resa produttiva».


 



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