L’Apm presenta il suo “Bilancio sociale”. Il documento di ben 130 pagine, con tanto di foto e tabelle, è naturalmente fatto di numeri come ci si aspetta da ogni bilancio ma muove da obiettivi differenti rispetto al classico bilancio aziendale e si concentra sulla compatibilità della società partecipata del Comune di Macerata con gli equilibri ambientali del territorio in cui opera, sul rispetto delle persone e delle loro esigenze.
I risultati dell’indagine sono stati presentati nella sala consiliare del Comune di Macerata alla presenza dell’assessore Stefania Monteverde, dei due presidenti dell’Apm, Rolando Angeletti che si è dimesso dalla carica con il suo cda lo scorso luglio (leggi l’articolo) e Francesco Pallotta, nominato il 6 ottobre (leggi l’articolo) e del nuovo cda nominato dall’amministrazione comunale.
Stefania Monteverde ha parlato dei meriti di un bilancio sociale: «Interrogarsi sul bilancio in termioni di welfare e capacità di contribuire al bene della città è fondamentale e farsi delle domande vuol dire capire le criticità sulle quali poter intervenire. L’Apm e il Comune fanno parte dello stesso mondo amministrativo ma devono lavorare ancor più in sinergia. Implementare i servizi dell’Apm inun ottica di welfare integrato è indispensabile. Il Presidente uscente ha il merito di aver lavorato in questa ottica che sarà ereditata da Francesco Pallotta».
Rolando Angeletti, ha spiegato le motivazioni che hanno spinto a realizzare un bilancio sociale: «Abbiamo avvertito la necessità di dare ampia comunicazione anche della dimensione sociale del bilancio Apm che non viene colta dal bilancio di attività. Abbiamo creduto che la crescita e lo sviluppo di qualsiasi azienda e in particolare dell’Apm deve essere compatibile essenzialmente con i bisogni e le attese della collettività perciò come società abbiamo fatto misurazioni e ricercato informazioni tese a capire i bisogni e le attese della collettività perché l’indirizzo della società potesse tenerne conto. Il documento ha l’obiettivo di informare gli stakeholders sui valori assunti come riferimento per la società».
Francesco Pallotta si è appena insediato alla presidenza della società e ha parlato delle opportunità che offre il bilancio sociale: «Ci fa capire cosa fa l’Apm, cosa ha fatto sia a livello finanziario ma anche per la componente fondamentale che sono gli utenti. Mi preoccupa anche un po’ perché andrà a misurare quello che io e il cda avremo fatto in questi anni. Questo documento ha un carattere di novità perché è poco usato e di solito solo da aziende molto importanti. Il mio impegno è quello di fare in modo che venga riproposto, condividere gli obiettivi e se possibili di individuare nuovi strumenti».
Il direttore dell’Apm Stefano Cudini ha ripercorso le tappe che hanno portato alla redazione del documento:«Il bilancio sociale è il risultato finale di un percorso che ha spinto l’Apm a dotarsi di strumenti volti a una maggiore trasparenza verso l’esterno. Siamo partiti con la certificazione di qualità iso 9001 del servizio idrico e poi abbiamo portato a certificazione tutti i settori, poi abbiamo iniziato il percorso della certificazione della qualità ambientale. Il bilancio sociale comunque non è un traguardo ma punto di partenza, aperto a contributi e suggerimenti dall’esterno. Nel corso del 2010 abbiamo fatto indagini sugli utenti che utilizzano i nostri servizi e qui riportiamo i dati oggettivi derivanti dai questionari raccolti. C’è poi la valutazione dei fornitori e dei dipendenti. La verifica oggettiva del clima aziendale viene fatta da pochissimi perché vuol dire esporsi ad uno dei soggetti più critici. Il bilancio è stato realizzato interamente dalla struttura interna e non commissionato a società esterne comprese foto realizzate da un dipendente appassionato in fotografia».
Nella vision è sintetizzata la filosofia di fondo che muove l’Apm: «L’efficienza – ha spiegato Cudini – è un criterio base e deve essere offerta a tariffe competitive perché l’utente non può essere costretto a pagare prezzi eccessivi per servizi ai quali spesso è obbligato. Il nostro obiettivo è migliorare la qualità della vita dei cittadini e sullo sviluppo del territorio perché per il volume d’affari che genera, Apm costituisce un volano di sviluppo economico, dal punto di vista occupazionale e dell’indotto». Interessante vedere come l’azienda redistribuisce il valore che genera: l’Apm ha avuto nel 2010 un valore di produzione pari a 23.363.552 di euro (erano 22.002.261 nel 2009) dei quali, pagati i fornitori, restano 14.524.585 euro. Di questi il 45% viene utilizzato per la remunerazione del personale, il 16% viene trasferito agli enti locali per il pagamento di canoni e tasse locali, l’1% viene redistribuito alla collettività in termini di sponsorizzazioni e beneficenza, il 7% viene trasferito allo Stato sotto forma di imposte e ancora l’1 % serve a coprire oneri finanziari verso le banche, il 7% rappresenta i dividendi verso i soci, il 18% viene destinato agli investimenti ad esempio per la depurazione nei collettori fluviali, per l’ ammodernamento parco mezzi , attualmente composto da un’ alta percentuale di mezzi alimentati a metano con basso impatto ambientale e per finire il 5% viene destinato alla copertura dei rischi aziendali.
«Si parla di tariffe alte per l’acqua – ha precisato Cudini – in realtà l’incidenza della tariffa idrica sul reddito familiare è meno dell’1% per la risorsa idrica nonostante questo è considerato il servizio più importante per la vita familiare. A fronte di questo il settore ha bisogno di ingenti investimenti volti a garantire risorsa idrica in futuro».
per quanto riguarda i fornitori dell’Apm, il 36% ha sede in provincia di Macerata, il 13% nelle Marche e il 51% fuori regione.
A proposito di redistribuzione , non si può non parlare del parcheggio di Rampa Zara, più volte proposto come possibile frutto della collaborazione tra Comune e Apm.
«Parte delle entrate dei parcheggi – ha spiegato ancora Cudini – è stata finora destinata alle infrastrutture. Le risorse generate dal servizio vengono destinate alle opere e il parcheggio di Rampa Zara può rientrare in questa logica. Siamo disponibili ad un esame di fattibilità tecnica riguardo le tariffe, numero dei posti auto e compatibilità con il piano degli investimenti. Riguardo invece al progetto, dimensioni ecc saranno queste decisioni in capo all’ufficio tecnico».
L’assessore Monteverde ha ribadito che l’opera rappresenta una priorità per l’amministrazione: «E’ un punto programmatico e l’analisi tecnica fatta da Cudini porta a dire che c’è un dialogo e una prospettiva reale ma un’infrastruttura va pensata e resa produttiva».
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
“……Interrogarsi sul bilancio in termioni di welfare e capacità di contribuire al bene della città è fondamentale e farsi delle domande vuol dire capire le criticità sulle quali poter intervenire. L’Apm e il Comune fanno parte dello stesso mondo amministrativo ma devono lavorare ancor più in sinergia. Implementare i servizi dell’Apm inun ottica di welfare integrato è indispensabile…..”
Non riesco a capire di quale gioco si tratti.
Se è “metti a casaccio delle parole in fila” e poi cercare di dargli un senso compiuto.
Oppure ad ogni occasione apire bocca e dire le prime cose che vengono in mente e poco importa se non significano nulla…
“….Parte delle entrate dei parcheggi è stata finora destinata alle infrastrutture. Le risorse generate dal servizio vengono destinate alle opere e il parcheggio di Rampa Zara può rientrare in questa logica. Siamo disponibili ad un esame di fattibilità tecnica riguardo le tariffe, numero dei posti auto e compatibilità con il piano degli investimenti. Riguardo invece al progetto, dimensioni ecc saranno queste decisioni in capo all’ufficio tecnico…..”
?????
D’accordfissimo con il parcheggio di Rampa Zara, ma dopo il criminale rifiuto dell’intervalliva Piediripa-Villapotenza, come ci si accede e come se ne esce senza congestionare ancora di più il traffico cittadino?