L’Assemblea legislativa delle Marche ha approvato ieri la legge sulle nuove attribuzioni delle funzioni in materia di gestione integrata dei rifiuti urbani con l’astensione del gruppo PDL , sull’argomento i Consiglieri regionali del Pdl (Francesco Acquaroli, Francesco Massi, Erminio Marinelli) e Franco Capponi inviano la seguente nota:
“Il nostro gruppo si è astenuto perché l’atto poteva essere adottato prima consentendo al territorio maggior tempo per organizzarsi e perché non vengono valorizzate al meglio le buone esperienze presenti nelle Marche come proprio la realtà Maceratese del Cosmari. Determinante la scelta di astensione sul voto è stato il non accoglimento del nostro emendamento che prevedeva di togliere il 5% di quota di partecipazione impropriamente attribuito alle Provincie. Tutto questo è dettato dal fatto che la materia è di esclusiva competenza dei Comuni. Questo aspetto e l’improprio peso della Provincia nelle scelte decisionali potrebbe inficiare il percorso che molti Ambiti vogliono perseguire e cioè la gestione “In House” e rischia di andare contro la normativa europea che per l’affidamento in house richiede il controllo analogo e la titolarità del capitale in capo agli Enti Locali che affidano il Servizio (i Comuni). Nulla da eccepire sul resto dell’atto approvato in quanto rispecchia a pieno l’impostazione della PDL 78/2011 avanzata tempestivamente dal Popolo della Libertà . Nessuna critica sul fatto che la presidenza dell’ATA possa essere ricoperta dal Presidente della Provincia anche se per le specifiche competenze la Provincia viene a trovarsi nella situazione critica di Ente controllore/controllato. L’ aspetto più preoccupante è la bocciatura dell’emendamento che andava a consentire senza rischi la possibilità di affidamento “IN HOUSE” del servizio integrato di gestione dei rifiuti. Tale bocciatura sta a dimostrare una visione miope della maggioranza che in aula penalizza anche l’apporto positivo dell’opposizione. E’ questa la dimostrazione che il centro sinistra predica bene e razzola male: vuole abbattere un governo perché non ascolta le proposte dell’opposizione (che ancora non si vedono) ma in questa Regione seppur con l’acqua alla gola chiudono le porte anche ai suggerimenti positivi che vengono dal territorio di cui l’opposizione si fà carico per rafforzare l’azione politica della Regione verso tutti i cittadini.”
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Il tanto vituperato COSMARI è stato eliminato con un colpo di spugna dalla legge regionale approvata martedì 18 ottobre, nonostante abbia dimostrato di funzionare bene (vedi la raccolta differenziata che ha superato il 60%).
La legge nazionale prima e quella regionale poi ha quindi cancellato, senza appello, la gestione pubblica dei rifiuti urbani.
Infatti prima della Regione Marche ci ha pensato il governo ad eliminare la gestione pubblica dei rifiuti con la recente legge n. 148 del 14 settembre 2011, la quale prevede la gestione concorrenziale dei servizi pubblici locali, tra questi quelli riguardanti il sistema dei rifiuti urbani.
Il Centro destra non può quindi continuare a fare demagogia: l’affidamento in HOUSE è stato di fatto eliminato non dalla legge regionale ma bensì dalla legge nazionale (vedi art. 4, comma 13) la quale prevede l’ house solo per importi non superiori a 900 mila euro.
In poche parole questo di fatto significa che non è più possibile effettuare la gestione pubblica dei rifiuti attraverso il COSMARI, la SINTEGRA e la SMEA.
I comuni, per la gestione di tali servizi, devono obbligatoriamente indire una gara di appalto europea, ad evidenza pubblica, entro il 31 marzo 2012.
La legge nazionale stabilisce infatti che gli affidamenti diretti cessano improrogabilmente e senza necessita’ di apposita deliberazione dell’ente affidante alla data del 31 marzo 2012.
A questo punto la giusta, quanto tardiva, proposta di aggregazione tra il Cosmari e la SMEA deve essere necessariamente aggiornata e rivista tenendo conto del nuovo scenario legislativo nazionale e regionale.