Sul Colle dell’Infinito
torna l’incubo del mattone

Nei prossimi giorni la Commissione edilizia del Comune di Recanati discuterà un piano particolareggiato che permetterà di costruire nei luoghi che hanno ispirato Leopardi
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colle-dellinfinito-recanati-1-300x198di Alessandra Pierini

Il colle dell’Infinito non è un luogo, è molto di più. Ad ogni passo, suggestioni e poetici versi ricordano l’opera leopardiana che non solo lo caratterizza ma gli dona un’identità forte e una riconoscibilità che lo rendono unico al mondo. Per di più, l’Infinito può anche vantare di essere rimasto, grazie all’opera preventiva di enti e custodi del paesaggio, immutato rispetto all’epoca in cui ispirava le odi del giovane Giacomo Leopardi, poeta italiano più conosciuto al mondo. Il cemento però è sempre in agguato  e se, nel 2005, il pericolo di alterazione del colle è stato scongiurato, nei prossimi mesi la questione  della possibile speculazione sul Colle dell’Infinito si potrebbe riproporre.
In particolare il problema potrebbe essere rappresentato dal piano particolareggiato che dovrebbe essere inserito come variante al Piano Regolatore e che permetterebbe accorpamenti di cubature esistenti,  costruzioni aggiuntive e variazioni di destinazione d’uso.
Il Comune di Recanati ha incaricato l’architetto Salvatore Dierna di  redigere il piano particolareggiato da inserire come variante al Piano Regolatore per salvaguardare in maniera definitiva la zona del Colle dell’Infinito e la Valle del Passero Solitario.  In effetti attualmente il piano regolatore permette accorpamenti e aumenti di volume. Le bozze del documento redatto da Dierna sono state più volte esaminate e hanno subito continue variazioni e aggiustamenti che preoccupano, non poco, il Fondo Ambiente Italiano delle Marche e tutti coloro che, anche in passato, hanno difeso strenuamente i luoghi leopardiani. Annarella Volpini, presidente del Fai Marche, segue da vicino la questione: «Da sempre le spinte per costruire sotto al Colle, sono molto forti ma credo che la conservazione di un bene prezioso come i luoghi leopardiani sia un’esigenza morale».
infinitoIl piano particolareggiato dovrebbe essere discusso nei prossimi giorni dalla Commissione Edilizia del Comune di Recanati. Roberto Bartomeoli, capogruppo del Pdl, ha chiesto mesi fa di affrontare il tema in commissione: «Abbiamo chiesto di discutere il piano particolareggiato alla luce delle novità introdotte dal Piano Casa che potrebbe essere impattante. Al momento non ci sono atti ufficiali dell’amministrazione, relativi al Colle dell’Infinito,  ma vogliamo comunque capire cosa può succedere».
Il vincolo sull’ermo colle esiste sin dal 1952, per la tutela sia diretta che indiretta,  ma nel 1997 il consiglio comunale di Recanati approvò una variante al piano regolatore che prevedeva la ristrutturazione e l’aumento di cubatura di due case coloniche, proprio a ridosso del colle.  Qualche anno dopo, nel 2000, Anna Maria Casapiccola presentò all’amministrazione un progetto e chiese la concessione a costruire, respinta tre volte dalla Commissione. L’allora sindaco Fabio Corvatta le propose un accordo: «Mediai con il privato – ricorda – permettendo  di realizzare una volumetria di pare valore economico in un’altra area di proprietà della signora. Permettere  di costruire – ci dice oggi, alla luce del piano particolareggiato –  sarebbe una cosa grave». In seguito un altro proprietario di un casolare a ridosso del Colle, la “Iniziative Immobiliari di Tullio Alessandra”, chiese una concessione edilizia. Corvatta questa volta non riuscì a mediare e il marito della proprietaria, l’avvocato Paolo Tanoni presentò un ricorso straordinario al Capo dello Stato. Nell’attesa della decisione del Quirinale e, mentre a Recanati si scatenarono le proteste del Fai, di Italia Nostra e del Centro Studi Leopardiani, nell’alternanza di impugnazioni e ricorsi al Tar, una sentenza del 2004  ripristinò il vincolo. Nel 2005, inaspettatamente, l’istanza dell’avvocato Tanoni fu accolta  ma fu lui stesso a decidere di non approfittarne. Il vincolo cancellato, comunque non è mai stato ripristinato e qualcuno, a distanza di qualche anno,  potrebbe avere voglia di approfittarne.

 



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