L’Aurora Treia è pronta
per lo storico esordio
Verdicchio: “Siamo carichi”

PROMOZIONE

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Andrea-Verdicchio

Il difensore dell'Aurora Treia Andrea Verdicchio

di Federico Bettucci

C’è anche l’Aurora Treia tra le squadre che si apprestano a darsi battaglia nel campionato di Promozione girone B, che prenderà il via tra meno di due settimane. E c’è per la primissima volta nella sua storia la formazione del presidente Agostino Tartari, allenata da Massimiliano Paoloni e capitanata da Manolo Tartari. Il gruppo è al lavoro sin dal primo giorno di agosto per preparare al meglio la nuova ed esaltante avventura, con ancora negli occhi la fantastica cavalcata dello scorso torneo, che ha visto l’Aurora prima lottare stabilmente per le prime posizioni, poi vincere i playoff del proprio girone dopo la leggendaria finale con la Monteluponese (colpo letale al 120′ di Menghini) ed infine esplodere di gioia al termine dei calci di rigore contro il temibile e quotato Loreto. La compagine treiese è pronta a tuffarsi nella nuova stagione, conscia delle difficoltà ma consapevole di poter contare sull’arma dell’entusiasmo, che appena pochi mesi fa si è rivelata determinante. Per analizzare la condizione psicofisica del gruppo ed annusare l’ambiente che si respira all’interno dell’Aurora Treia, non potevamo che affidarci ad una delle colonne dei biancorossoblù: Andrea Verdicchio, difensore classe ’86, una vita all’interno di questa famiglia, già sei campionati di Prima categoria da protagonista ed oltre 100 presenze con la casacca della squadra del suo paese.

Da dove cominciamo, dalle aspettative sulla stagione che sta per prendere il via ufficialmente o dalle emozioni di poco più di due mesi fa?

“Cominciamo dal campionato che sta per partire, perchè manca poco, anzi pochissimo. Poi non bisogna pensare troppo al passato e cullarsi sugli allori, altrimenti si rischia di iniziare col piede sbagliato”.

Benissimo. Allora, come sta la squadra?

“L’ambiente è carico al massimo, e non potrebbe essere altrimenti. Ci aspetta una categoria nuova, più difficile, e tutti vogliamo far bene. Sappiamo che sarà dura, ma non vogliamo assolutamente tornar giù dopo un solo anno. Fisicamente siamo prontissimi, abbiamo lavorato molto dal punto di vista atletico, cominciando già dalla prima settimana di agosto. L’allenatore ci ha fatto pedalare e sudare un bel po’, ma d’altronde è proprio sotto l’aspetto della corsa e della preparazione fisica che non possiamo assolutamente rimanere indietro rispetto alle nostre avversarie”.

Ora però ne parliamo. La vittoria dei playoff e la storica conquista della Promozione

“Momenti che rimarranno nella storia. La prima volta che l’Aurora sale in questa categoria: un traguardo indimenticabile. Non dimenticherò mai questa gioia, una felicità indescrivibile. Con un unico rammarico: il fatto che le altre squadre che abbiamo superato nei playoff hanno poi ottenuto il ripescaggio e sono salite anch’esse di categoria. A mio avviso comunque la vittoria sul campo è sempre più bella di quelle acquisite poi successivamente a tavolino. Ti permette di abbracciarti ed esultare subito, andare a cena e a ballare”.

Se qualcuno dodici mesi fa le avesse preannunciato che sareste saliti in Promozione, cosa le avrebbe risposto?

“Che era una prospettiva quasi assurda. La squadra era stata costruita per ottenere una salvezza tranquilla, con alcune giornate di anticipo e senza soffrire eccessivamente. Invece è finita come tutti sanno. Non ci avrei mai creduto, ma dentro di me ero consapevole delle nostre possibilità, nella rosa c’è un blocco che gioca insieme da parecchi anni e siamo molto affiatati”.

Che effetto le fa togliersi certe soddisfazioni con la squadra del proprio paese?

“Forse è proprio questa la soddisfazione più grande. Ottenere una vittoria del genere qui, dove sono nato, cresciuto, e dove ho esordito e continuato ininterrottamente a giocare, ha una valore immenso. Di questi tempi, con tanti giocatori che si spostano ogni anno, vale veramente tanto. Mi ritengo un fedelissimo dell’Aurora. Poi bisogna sottolineare che quasi tutta la squadra è del paese, fatta eccezione per appena tre o quattro elementi. Siamo tutti amici e quando vinci lo fai con gli stessi giocatori con cui esci la sera”.

L’obiettivo di quest’anno è unicamente la salvezza?

“Certo. Una salvezza proprio come quella dello scorso anno (ride, ndr)”.

Il battesimo andrà in scena nella tana del Sirolo Numana. Stati d’animo?

“Sarà una grande emozione visto che il match rappresenta l’esordio nella categoria superiore. Andremo in trasferta, non sarà affatto semplice. Ci teniamo a ben figurare, speriamo che l’emozione non ci tradisca. Dobbiamo iniziare bene anche per il nostro pubblico che nelle finali playoff ci ha seguito ovunque con tanta passione ed entusiasmo, ed ha promesso di fare lo stesso nel prossimo campionato: è a tutti gli effetti il nostro dodicesimo uomo”.

Cosa si sente di promettere ai tifosi dell’Aurora?

“Che, comunque finirà il campionato, noi lotteremo e daremo il massimo. Sempre”.



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