Oltre ventimila “celti”
sull’altopiano di Colfiorito

Due giorni e due notti ricche di iniziative, giochi, musica e tanto altro al Montelago Celtic Festival (GUARDA IL VIDEO)
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di Alessandra Pierini

Il sole è ancora alto su Taverne di Serravalle. E’ già pomeriggio inoltrato ma i suoi raggi sono ancora caldi e accecanti. I prati, le montagne e persino il cielo assorbono il suo giallo e diventano più intensi e coinvolgenti. E’ il secondo giorno al Montelago Celtic Festival. Basta varcare la soglia dell’ingresso, dove il flusso di gente continuerà ininterrrotto fino a tarda notte, e indossare il braccialettino giallo della manifestazione per esserre catapultati in un’altra dimensione dove il tempo scorre secondo le leggi della natura e dove l’uomo non fa che rimettersi all’immesità del creato, all’alternarsi dei momenti, al variare di colori e paesaggi. Molti hanno già passato una notte a Montelago e hanno goduto della musica ancestrale degli Ogam, delle dolci note delle Green Clouds e dei cattivissimi Folk Stone. Molti portano già i segni della giornata e hanno la pelle bruciata. Tanti, tantissimi indossano i kilt, le orecchie appuntite, le coroncine di fiori, le ali da fate o degli strani mantelli ma a Montelago nulla sembra fuori luogo, nè il direttore di banca che gira a petto nudo e mostra la tensione dei suoi muscoli, nè le ragazze in costume, nè mamma e papà che passeggiano con un passeggino in tandem per i loro due gemelli. Ognuno trova lo spazio adatto per il suo modo di essere.
montelago_campo_tende2-300x225I corni risuonano e richiamano le migliaia di persone, arrivate nell’appennino umbro marchigiano, da un luogo all’altro.
I giochi, iniziati la mattina con la prima edizione del trofeo di rugby “Flowers of Montelago”, sono ormai giunti alle fasi finali. Il lancio del tronco: cercate di immaginare degli omoni, tutti muscoli che vengono aiutati a caricare il tronco, alto forse qualche metro, e all’apparenza sottile ma capace di far sbilanciare all’indietro anche i più resistenti. I concorrenti cercano la posizione più adatta, caricano le gambe con tutte le loro forze e lanciano. Allo sforzo sovrumano che traspare dai volti corrisponde un lancio di meno di un metro e i tronchi lanciati con il massimo dell’energia non sembrano volerne sapere di vincere le leggi della gravità. Ancora una volta è la natura a spuntarla. Lo stesso accade per il tiro alla fune a squadre. I più piccoli vengono spazzati via come fuscelli mentre i più muscolosi gioiscono, incuranti degli avversari. Ad un tratto risuonano in aria degli strani rumori, sembrano tamburi o qualcosa del genere. Sono i guerrieri dell’accampamento storico che si preparano a darsi battaglia. I messaggeri annunciano a gran voce le volontà di un fantomatico duca di Sassonia e del suo nemico. I guerrieri armati di spade e scudi, con tanto di elmi metallici si affrontano. Qualcuno cade ferito, qualcuno scappa. E’ solo finzione ma le spade sibilano in aria e i tanti che stanno a guardare si dimenticano che è solo un gioco, fanno il tifo e si appassionano
montelago_accampamento_storicoSi attraversa il mercatino celtico, dove si possono assaggiare bevande improbabili delle quali i produttori decantano proprietà e gusto quali l’idromele e l’ippocrasso, si possono acquistare abiti e cappelli da fate, elfi, streghe e chi più ne ha più ne metta e si arriva alla tenda Tolkien dove Loredana Lipperini, conduttrice radiofonica, sta presentando un libro fantasy. Non c’è neanche un posto a sedere e all’interno non vola una mosca. Si sente solo l’accento toscano dell’autore che spiega le sue motivazioni. Basta qualche passo e ci si ritrova in un’altra tenda in cui alcuni indossano una maglietta che li identifica come “book” e gli altri li stanno a sentire. E’ la living library dove, come dice la parola stessa, i libri non hanno pagine ma sono esseri viventi che raccontano le loro vicende spesso distruggendo gli stereotipi che ognuno di noi tende a crearsi al primo impatto.
E’ il tramonto. Nel giro di pochi minuti, gli ultimi raggi di luce vanno a nascondersi dietro un monte. Improvvisamente la temperatura cala, vorticosamente e continuerà a farlo, regolarmente per tutta la notte.
montelago_campo_tendeE’ l’ora dell’attesa. Sta per arrivare il momento della reale trasformazione e quella che ad un primo sguardo può sembrare una notte qualunquediventa invece la notte celtica. I fuochi sacri si accendono. Dal campo tende si alzano i fumi, l’odore del carbone e il delizioso profumo della carne cotta alla brace. Tutto si tinge prima di un azzurro ceruleo poi del blu scuro della sera e poi la notte incombe. E’ questo il momento in cui, dal palco, arrivano le prime, inconfondibili note di musica celtica. Si continuerà per tutta la notte e fino all’alba, sotto lo sguardo sempre vigile delle forze dell’ordine e con il conforto, se necessario, della Croce Verde, i cui operatori sono rimasti giorno e notte sull’altopiano.
Più di 20.000 si sono affollati e dispersi  nelle aree del Montelago Celtic Festival che, con un nuovo grande successo, si prepara a festeggiare il prestigioso traguardo della decima edizione.

 

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