Silvio Zavatti, un amabile “orso” ricordato a Civitanova
di Walter Cortella
Sabato scorso il Comune di Civitanova M. ha voluto ricordare il prof. Silvio Zavatti presentando presso la locale biblioteca il volume Terre lontane – I Diari inediti di Silvio Zavatti, curato dal prof. Luigi Martellini, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università della Tuscia di Viterbo. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Istituto Polare di Fermo e sotto il patrocinio della Società Geografia Italiana, è il doveroso omaggio all’illustre concittadino, scomparso il 13 maggio 1985, a soli 67 anni. Il prof. Zavatti, forlivese di nascita ma civitanovese di adozione, è stato uno studioso di caratura internazionale che nel corso della sua vita ha condotto ricerche serie e meticolose sulle regioni polari. Più volte si è recato a sue spese in quelle inospitali terre lontane, senza mai vincolarsi ad organismi pubblici, per approfondire liberamente e con rigore scientifico le sue conoscenze di geografo «a tutto tondo». Da sottolineare che egli, docente di geografia presso l’Università di Urbino, ha spaziato ben oltre quella disciplina studiando le popolazioni indi-gene, gli Inuit, sotto ogni aspetto. Usi e costumi, meteorologia, botanica, zoologia, cartografia, cultura, poesia, religiosità, arte, tecniche di caccia e metodi di costruzione degli utensili di uso quotidiano e quant’altro, sono stati il suo campo di ricerca. Inoltre, è stato uno strenuo difensore dei diritti delle popolazione dell’Artide cana-desi che grazie al suo impegno civico e alle sue battaglie sostenute presso le Nazioni Unite, hanno ottenuto in seguito l’autodeterminazione nelle scelte che riguardano la loro esistenza e il loro territorio.
Dunque, un viaggiatore coscienzioso, un po’ romantico ma soprattutto uno studioso di valore apprezzato all’estero ma poco conosciuto in patria, malgrado avesse al suo attivo ben oltre cento libri in materia. Con la gran mole di materiale etnografico, cartografico, letterario e artistico ha dato vita ad un ricco museo che, dopo una lunga e travagliata permanenza a Civitanova M., è stato acquisito dopo la sua morte dal Comune di Fermo e si-stemato nei locali di Villa Vitali, sede anche dell’Istituto Polare. Il prof. Martellini nel presentare il volume ha messo in evidenza gli aspetti umani di Silvio Zavatti che emergono dai suoi scritti, unitamente ai dubbi, alle perplessità, alle preoccupazioni, alle delusioni e alle gioie che lo hanno accompagnato durante le sei esplorazioni polari. Leggere Terre lontane dà la sensazione di vivere un’esaltante esperienza accanto al prof. Zavatti stando però comodamente seduti in poltrona ma anche la consapevolezza di conoscere un uomo profondamente onesto e umano, a dispetto del suo aspetto un po’ burbero. Nel corso della serata hanno portato le loro testimonianze anche Renato Zavatti, direttore della rivista Il Polo, la prof. Maria Pia Casarini Wadhams, direttore dell’Istituto Polare di Fermo e il prof. Pierluigi Cavalieri.
